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Gorgonzola

 

 

Comune dell’area nord-est milanese, conta 20.266 abitanti (dato aggiornato ad aprile 2016) distribuiti su una superficie territoriale che si aggira intorno ai 10,69 kmq. Di questi, 3,93 kmq sono parte del Parco Agricolo Sud Milano. Caratterizzato dall’attraversamento del Naviglio Martesana, il paese è noto anche per avere dato il nome all’omonimo formaggio, insignito del marchio Dop (Denominazione origine protetta).
L’amministrazione comunale è retta da una giunta con una lista di centro-destra come forza politica di maggioranza e in Giuseppe Olivieri il sindaco (in carica da giugno 2018).

www.comune.gorgonzola.mi.it

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Da vedere
Palazzo Freganeschi-Pirola
Affacciato su piazza della Repubblica e con approdo al Naviglio Martesana, si tratta di una delle architetture più importanti del paese. I primi documenti storici risalgono al XVIII secolo, quando il palazzo risultava proprietà della nobile famiglia cremonese dei Freganeschi. Nel XIX secolo passò alla nobildonna Maria Bianchi di Sambrunico, per poi divenire -agli inizi del XX secolo- proprietà della famiglia Pirola. Nel corso dei secoli, l’edificio fu oggetto di diversi interventi che ne hanno modificato sia l’aspetto esterno sia quello interno. Recenti operazioni di restauro hanno permesso di riportare alla luce numerosi affreschi, realizzati in particolare sulle pareti e sulle volte degli ambienti più rappresentativi. Tra questi, citiamo le decorazioni del piano terra raffiguranti episodi di carattere mitologico, quali Il mito di Demetra ed Eros e Antares.
Oggi l´edificio (in parte di proprietà comunale) si sviluppa su tre piani ed è preceduto da un pronao monumentale risalente al periodo neoclassico (XVIII-XIX secolo), costituito da quattro colonne di granito sorrette da una semplice trabeazione (struttura orizzontale sostenuta da colonne; si compone di architrave, fregio e cornice) e sormontato da un timpano triangolare. Il carattere neoclassico, di cui il pronao (la parte anteriore) è l´elemento più rappresentativo, è riconducibile all'architetto Simone Cantoni, che tanto contribuì, con le sue opere, alla qualificazione del paese.  

 

Corte dei Chiosi (o dei Chiostri)
Situata in via Piave, con ogni probabilità è quanto rimane dell’antico Convento delle Umiliate, costruzione del XIII secolo e all’epoca dimora dell’omonimo ordine religioso, soppresso nel luglio 1568 per ordine di Papa Pio V. Da allora il convento subì diverse trasformazioni, sino a presentarsi com’è oggi, costituito cioè da un portone d’ingresso, attraverso cui ci si affaccia su una costruzione caratterizzata da quattro archi a sesto acuto, al piano terra, e due finestre, sempre a sesto acuto, al primo piano. In onore degli Umiliati e dell’impronta che hanno lasciato sul territorio, sino al XVIII secolo si celebrava la Fiera di Sant’Erasmo. A caratterizzarla era la commercializzazione del lino, la cui produzione fu introdotta proprio dagli Umiliati e che, anche a distanza di anni, continuò a essere una delle principali attività di Gorgonzola.

 

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
È stata edificata tra il 1806 e il 1820 in luogo del più antico edificio sacro, per volontà testamentaria del duca Gian Galeazzo Serbelloni (1744-1802), signore di Gorgonzola. Nelle sue volontà testamentarie, il duca indicò in Simone Cantoni, architetto di fiducia già del padre Gabrio e autore, tra l'altro, del palazzo Serbelloni di Milano, la persona incaricata di curare il progetto della nuova chiesa. I lavori, avviati nel giugno del 1806, proseguirono anche dopo l’improvvisa morte dell’architetto Cantoni, colpito da malore durante un sopralluogo al cantiere nel 1818 e sepolto nel mausoleo che lui stesso aveva progettato. Il progetto venne quindi affidato all’architetto milanese Giacomo Moraglia e fu consacrato nel 1820.
Le opere di completamento e decorazione, tuttavia, proseguirono per buona parte dei decenni successivi (il pronao al centro della facciata, ad esempio, è del 1881).
L’edificio presenta uno stile neoclassico, con la facciata rialzata rispetto al sagrato e un grande porticato, che continua oltre i due lati della chiesa, caratterizzato da un grande pronao centrale con trabeazione sorretta da quattro grandi colonne corinzie in travertino di Baveno. Sui lati sorgono due corpi simmetrici fra loro: a destra, l'Oratorio della SS. Trinità, completato a metà ottocento; a sinistra, il Mausoleo Serbelloni, fatto costruire già nel 1776 a opera dell’architetto Cantoni. Nel lato posteriore della chiesa svetta, coi suoi 46 metri d’altezza, il campanile. Quest'ultimo, tra il 2015 e il 2016, è stato oggetto d’importanti interventi di restauro.
L’interno, a croce latina, si presenta a navata unica, con ampio transetto coperto da cupola e abside munita di deambulatorio. Le quarantadue semicolonne sporgenti dalle pareti e le quattro colonne libere che reggono il coro svolgono la doppia funzione di sostegno strutturale e di scansione ritmica dello spazio. Tutti i volumi sono raccordati ed enfatizzati dalla grande cupola, impostata su quattro vele e avvolta, all'esterno, da un tiburio ottagonale-
La volta della cupola, il catino absidale, gli arconi e i capitelli delle colonne sono decorati da motivi a stucco realizzati da maestranze ticinesi, coordinate dall'architetto Cantoni. La luce, irrompendo dai finestroni diafani, pervade l'unica navata, ed è valorizzata dai toni pastello delle colonne rosa, dagli intonaci giallini e dagli stucchi candidi.
L'artista più celebre che fu chiamato a dare il suo contributo all'abbellimento della nuova chiesa è stato Benedetto Cacciatori (1794-1871), carrarese di origine, ma milanese per formazione e professione. Sono opera sua, per esempio, tutte le dodici sculture in pietra poste nelle nicchie delle pareti (dottori della Chiesa, evangelisti, profeti), i due angeli in marmo di Carrara dell'altare maggiore e i bassorilievi raffiguranti gli episodi del Vangelo. Degni di nota sono anche i due pulpiti in legno di noce, in stile Impero, e i fregi dorati dell’altare maggiore, opera di Domenico Moglia (1782-1867), maestro dell'Accademia di Brera. L'altare maggiore e i confessionali, invece, sono stati disegnati dallo stesso Cantoni. (ripreso in parte da Wikipedia)

 

Santuario Madonna dell’Aiuto
Si tratta del più antico luogo di culto del paese. La chiesa, in principio dedicata a San Pietro, era con ogni probabilità parte del Convento delle Umiliate. La leggenda vuole che sia stata in seguito dedicata alla Madonna dell’Aiuto perché il vescovo di Bobbio, che era solito trascorrere le sue vacanze a Gorgonzola, vi portò il dipinto attuale posto sopra l´altare maggiore, ovvero una riproduzione della Madonna venerata nel santuario di Bobbio. All’interno si può ammirare l'altare secentesco in marmo, con ai due lati le statue in gesso colorato di San Pietro e Paolo. La chiesa è stata oggetto di opere di restauro e arricchita da una Via Crucis lignea di pregevole fattura. Come ricordo dei secoli passati rimane solo uno sbiadito quadro in cui si può leggere S. Jacob, conosciuto come il protettore dell'ordine claustrale dei Serviti.

 

Palazzo Serbelloni
Costruzione databile intorno al XVI secolo, come testimonierebbe il 1571 indicato su un portale in pietra, sorge a sud del Naviglio Martesana. Dal 1802 il palazzo è stato denominato Sola Busca: è caratterizzato da un ampio giardino, oggi adibito a parco pubblico, e da un ponte di legno che conduce a un'altra costruzione sulla riva opposta.

 

Torretta del Parco
Concepita in origine come torre di un castello d’epoca medievale, fu in seguito acquisita dalla famiglia Serbelloni, che nel XVI secolo divennero signori di Gorgonzola. I Serbelloni trasformarono quello che era un castello di concezione militare in un palazzo gentilizio di città, con annesse corti e costruzioni per lo stoccaggio dei prodotti agricoli e per luogo dedicato ai cavalli. La torre perse quindi la sua caratteristica difensiva e divenne un ornamento del palazzo stesso, cui è collegata attraverso delle porte utilizzate ancora oggi.
La torre ha una struttura quadrata e si articola su quattro piani. Tra un piano e l´altro presenta piccole finestre strombate, che richiamano architettonicamente l’originario stile medioevale. La struttura muraria termina con un tetto di coppe rosse su cui, fino a pochi anni fa, svettava una banderuola che segnava la direzione del vento. I gradine delle scale interne (125 totali, di cui gli ultimi 14 a chiocciola) sono di pietra e hanno una ringhiera di ferro battuto ad aste. L´ultimo piano della torre è un locale quadrato, con pavimento in cotto lombardo e finestre su ogni lato.

 

Ospedale Serbelloni
Si tratta di un'altra opera riconducibile alle volontà testamentarie di Gian Galeazzo Serbelloni: riteneva  che la nuova chiesa parrocchiale e l’ospedale fossero due opere fondamentali per il paese. I lavori di realizzazione iniziarono nel giugno 1848, sotto l’egida di Luigia Serbelloni, figlia del duca Gian Galeazzo. Il progetto fu affidato all’architetto Giacomo Muraglia, che lo concepì seguendo lo schema dei palazzi signorili del tempo. Muraglia, tuttavia, tenne conto anche delle indicazioni dei medici, adattando dunque l’impronta stilistica della struttura alle esigenze del ricovero. A questo si deve, per esempio, l´accortezza a non far sorgere l´edifico in prossimità delle vie più frequentate o del naviglio, così come la disposizione dei vani, realizzata secondo le tendenze più avveniristiche della metà XIX secolo, e la sala operatoria accanto alle infermerie. Caratterizzata, a livello stilistico, da un portale d’ingresso con un ben congegnato insieme di classicheggianti colonne e archi e attrezzata con le più moderne metodologie strutturali, si trattò di un’opera grandiosa per l’epoca, capace di offrire ricovero a un gran numero di pazienti e di far fronte così alle numerose patologie infettive che flagellavano la popolazione del tempo.
Non in grado di tenere il passo delle nuove tecnologie ed esigenze dettate dalla scienza medica, la struttura è andata incontro, nel secolo scorso, ad un inevitabile periodo di decadenza. Oggi, tuttavia, nei rinnovati locali sorge una struttura sanitaria che offre molte prestazioni al territorio. Resta però indubbia la particolare storia di questo nosocomio, tutto realizzato, migliorato e ampliato, negli anni, grazie alle generose donazioni non soltanto dei fondatori Serbelloni, ma di tante altre famiglie, associazioni ed opere religiose, che ne hanno fatto una specie di monumento alla beneficenza e alla solidarietà.

 

Feste
• L’evento più importante è la Sagra del Gorgonzola. Istituita nel 1998 per celebrare questa eccellenza della gastronomia italiana, ha riscosso da subito un grande successo, fungendo da richiamo per visitatori e turisti da ogni parte d’Italia e oltre. La sagra si tiene solitamente durante il terzo fine settimana di settembre ed è caratterizzata, oltre che dalla proposta di degustazioni e menu a tema, a cura dei vari ristoranti e locali del paese, da un programma ricco di eventi: dai convegni alle mostre, dai laboratori didattici alle rassegne di artigianato artistico. E ancora: concerti, balli, sport e spettacoli per qualsiasi età.
• Altro appuntamento di consolidata tradizione è quello con la Fiera di Santa Caterina. Istituita nel 1785 come fiera-mercato di bestiame e di prodotti legati all’agricoltura, si svolge intorno al 25 novembre, giorno in cui si celebra questa santa. Nonostante non abbia più l’impronta agricola delle origini, la fiera resta uno degli appuntamenti più sentiti e radicati dell’intera zona est milanese. Negli ultimi anni si sono registrate oltre 100.000 visite nei giorni della festa, quando per le principali vie e piazze del paese si snodano bancarelle di mercanti da ogni parte d’Italia, che propongono i più svariati articoli: dolciumi, oggetti da regalo, abbigliamento e tante altre curiosità.

 

 

 

Il video del mese

Eccoci a Cusago, uno dei 61 comuni del Parco: un breve racconto per immagini che sintetizza i motivi per cui vale la pena fare una visita in questo piccolo centro a pochi passi da Milano: un territorio dal marcato carattere agricolo immerso nel verde del Parco Sud, tra campagne, fontanili e numerose cascine ancora attive, con due monumenti di grande interesse storico-artistico come il Castello Visconteo, edificio-simbolo del paese ora in attesa di recupero (il restauro del tetto è già a buon punto), e la chiesa trecentesca di Santa Maria Rossa, nella frazione di Monzoro. Il video è un’iniziativa di promozione territoriale voluto da Proloco e Amministrazione comunale di Cusago.

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