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Locate di Triulzi

 

 

Locate di Triulzi conta 9.962 (censiti a dicembre 2014) e si estende su una superficie totale di 12 Kmq. Di questi, sono ben 10,48 kmq (ovvero, l’87% del totale) i territori che ricadono nell’area del Parco Agricolo Sud Milano. L’abitato si compone di un nucleo centrale e di due frazioni: Gnignano (a sud del paese, direttamente confinante col comune di Landriano e, quindi, con la provincia di Pavia) e Moro (piccolo centro abitato, che sorge a ridosso del fiume Lambro meridionale).
L’amministrazione comunale è retta da una giunta di centro-sinistra, guidata dal sindaco Davide Serranò (eletto nel 2015 dopo due mandati da assessore della precedente giunta Preli).
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www.comune.locateditriulzi.mi.it

 

Da vedere


Santuario Santa Maria ad Fontem
Questo storico santuario sorge in un contesto agricolo-rurale, fuori dal centro abitato, con l’omonima cascina a fargli da cornice. Il primo colpo d’occhio è per il campanile, costituito da mattoncini a vista, che svetta coi suoi circa 35 metri di altezza. Il porticato d’accesso presenta, invece, delle volte impreziosite da affreschi che raffigurano episodi con protagoniste alcune figure sacre legate al santuario. All’interno, troviamo la chiesa superiore e quella inferiore, entrambe fatte erigere dalla famiglia Trivulzio a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Nella chiesa inferiore, più piccola e più antica, si può ammirare l’affresco di una Madonna con Bambino attribuito a un artista vicino a Leonardo. Santa Maria ad Fontem deve il suo nome ad un’antica fonte d’acqua ritenuta miracolosa e presidiata fin dal XIII secolo da un’edicola dedicata alla Madonna. Il culto delle acque miracolose è stato rinverdito negli anni in cui la peste bubbonica imperversava in Lombardia. A Locate si registrò una minore incidenza dell’epidemia. Molti cittadini trovarono cure e conforto nei locali posti sul retro della chiesa inferiore, dotati di vasche per la raccolta delle acque della fonte, e si attribuì dunque a questo il “miracolo” della ridotta mortalità dovuta alla peste. Dopo essere stato sotto la gestione dell’ordine monastico dei “Servi di Maria”, il santuario divenne di proprietà statale e svuotato di tutte le sue funzioni sacre: era il 1799. Ne seguì un periodo di grave degrado, finché la famiglia Trivulzio non riuscì a tornarne in possesso. Nel 1842, poi, la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso riaprì le porte della chiesa ai fedeli e nel secolo successivo ebbero luogo le operazioni di restauro, cui si devono gran parte dei reperti storici e artistici ammirabili oggi.
Attualmente il santuario è di proprietà privata, ma ospita spesso funzioni religiose e, in alcune occasioni, eventi d’interesse storico e culturale. Come accaduto nel marzo 2014, quando Santa Maria ad Fontem è stato inserito nel programma delle ‘Giornate FAI -Fondo Ambiente Italiano - di Primavera’, con visite guidate aperte al pubblico. Il santuario è stato recentemente incluso, infatti, nei beni patrimonio del FAI, il e apre integralmente al pubblico (con possibilità di accedere anche ai locali che ospitano le vasche di raccolta dell’acqua della fonte) ogni anno, in occasione della cosiddetta “Festa della Fontana”, ricorrenza festiva che coinvolge l’intero paese di Locate di Triulzi e che si celebra in primavera, in coincidenza con la domenica dell’Ascensione.
 
Castello Trivulzio
Progettato come corte rustica per amministrare le terre del contado, fu edificato a partire dal XIII secolo. Del periodo più antico si conserva la planimetria generale e due finestroni (oggi murati) antistanti la piazza; del XIV e XV secolo sono i soffitti a cassettoni che coprono la maggior parte dei vani oggi esistenti. Il grande torrione del lato settentrionale, risalente al XV secolo, è stato realizzato in laterizio a vista con tre finestroni gotici in pregevole cotto lombardo, con decorazioni rinascimentali riconducibili, per la loro fattura, al chiostro grande della Certosa di Pavia. Nei secoli successivi gli interventi si sovrapposero e seguirono le mode del tempo. Oggi restano ammirabili solo alcuni brandelli di affreschi cinquecenteschi e decorazioni settecentesche.
Tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento il palazzo subì le più importanti trasformazioni. Sul lato ovest fu costruita un'importante galleria neoclassica con grandi finestroni che si affacciavano sul nuovo parco all'inglese, sopra di essi vi è una lunga teoria di stemmi nobiliari sormontati da una trabeazione classicheggiante. All'inizio della galleria vi era la cosiddetta "sala della musica" che fungeva da cerniera fra la residenza nobile e la galleria stessa. La trasformazione del parco, della sala della musica e della galleria è riconducibile per tradizione al Pollack, allievo prediletto del Piermarini. Al piano terreno è tuttora conservato il grande salone, affrescato in stile neo-rococò con richiami romantici e floreali. Qui, all'interno di grandi medaglioni, sono ritratti i Trivulzio più illustri. A spiccare è il profilo della Principessa Cristina, il personaggio che diede maggior lustro a Locate per fama, ingegno, lungimiranza ed opere sociali.
Oggi l'edificio è frazionato in varie proprietà private e, a causa delle continue manomissioni e trasformazioni, versa in condizioni contrastanti, al punto che risulta difficile leggerne la struttura e le funzioni del passato.

 

Corte Salazar
Edificata nel XII secolo come fortezza per difendere i territori di Locate di Triulzi e Milano dagli eserciti nemici di Lodi e Pavia e dagli Imperatori Svevi, la corte permette ancora oggi di ammirare tratti dell'arte costruttiva e decorativa di quel tempo, quali gli archi e i finestroni rettangolari con decorazioni in terracotta. La corte è stata, in seguito, sede della Pretura per i giudizi penali. Locate di Triulzi aveva, infatti, una vasta giurisdizione sul territorio. Per molti anni il Castello ospitò le carceri della Regia Pretura di Locate di Triulzi.
In uno dei locali del castello si può ammirare il pregevole affresco, risalente alla fine del XII Secolo, detto "Madonna del Sarone”.

Cascina Nesporedo
Situata nella periferia est di Locate, lungo la strada SP164, che attraversa le campagne in direzione di San Giuliano Milanese, questa storica cascina è oggi una fiorente azienda agricola, gestita dalla famiglia Cornalba, che vanta una dinastia di agricoltori di più generazionale, a partire dal 1870.  Oggi l’azienda si dedica alla produzione e alla vendita diretta di carne, uova, latte crudo appena munto (con punto di distribuzione self-service), riso, farro, miele, uova, formaggi, salumi e frutta di stagione. Cascina Nesporedo è, inoltre, aperta a visite guidate, e ospita anche eventi e ricevimenti personalizzati e attività didattiche.  

Cascina Resentera
Situata a sud del centro abitato di Locate e raggiungibile attraverso percorsi campestri, Cascina Resentera si presenta come una classica struttura rurale, con un’aia attorno alla quale si sviluppano le stalle con le mucche, gli spazi abitativi e i cicli produttivi legati alle attività agricole. La cascina è, infatti, un’azienda agricola gestita dalla famiglia Fedeli ed è nota soprattutto per la produzione e la vendita diretta di riso.

Cascina Tappa
Questa cascina sorge sulla vecchia strada della Fontana, storicamente percorsa dai pellegrini di mezza Europa per recarsi al Santuario Santa Maria ad Fontem.
Il nome Cascina Tappa sembra essere dovuto al fatto che si trattasse di un ideale luogo di sosta, dove trovare ristoro e provvedere, al contempo, al cambio dei cavalli.
Il primitivo nucleo di Cascina Tappa risale al 1500 ed è situato nella parte nord-occidentale dell’attuale complesso, dove si trovavano la maggior parte delle camere.
Nel corso dei secoli, poi, vennero aggiunti altri edifici, che ne determinarono l’odierna struttura a quadrilatero, tipica delle cascine lombarde.
Un tempo feudo della Principessa Cristina di Belgioioso, da anni Cascina Tappa e la vicina Cascina Tappino sono note per la loro attività di floricoltura. Le specie maggiormente coltivate sono peonie (in diverse varietà) e rose. Nonostante la maggior parte delle colture si sviluppino in campo aperto, sono presenti anche delle serre, destinate a particolari varietà floreali.
Un’intera area di Cascina Tappa è stata recentemente oggetto di ristrutturazione e adibita ad alloggio agrituristico.


Cascina Venturina
Il corpo antico della cascina risale al XV secolo, mentre le stalle e le altre strutture sono state costruite successivamente. L'edificio ripropone l'esempio tipico della cascina lombarda a pianta quadra e presenta ai piani inferiori i porticati, gli essiccatoi, i silos, i ricoveri per i macchinari e le scuderie, oltre alle abitazioni dei proprietari e dei contadini.
Oggi Cascina Venturina è condotta come fondo agricolo, gestito da una famiglia fittabile. L’attività agricola è orientata alla coltivazione di riso e mais. Da decenni, invece, è stato dismesso l'allevamento di bestiame da latte e da carne, con le stalle trasformate in scuderie dove alloggiare i cavalli destinati alle attività di equitazione, sia amatoriale che agonistica (salto e dressage).

 

Feste

L’evento principale è la cosiddetta Festa della Fontana, che coincide, da calendario, con la domenica dell’Ascensione di Gesù Cristo (cinque settimane dopo Pasqua). Fulcro della festa è il Santuario Santa Maria ad Fontem, all’interno del quale vengono celebrate la messa e le funzioni religiose legate alla ricorrenza. Per l’occasione, le vie del paese vengono invase dalle bancarelle di artigiani e mercanti e degli hobbisti locatesi, che espongono i loro manufatti. Un’altra area viene, invece, adibita a Luna Park sin dai giorni che precedono la festa. Il santuario, inoltre, resta aperto al pubblico per l’intera giornata, dando modo di visitarne anche le parti normalmente non accessibili. Sino a qualche anno fa, durante la settimana precedente la domenica della festa, si tenevano varie iniziative, quali, ad esempio, la tradizionale biciclettata per le vie del paese, con il rituale della benedizione delle bici presso il Santuario. Negli ultimi anni, tuttavia, la festa ha subito un ridimensionamento, con le celebrazioni religiose e le iniziative pubbliche ridotte alla sola giornata di domenica.

 

 

 

Il video del mese

Eccoci a Cusago, uno dei 61 comuni del Parco: un breve racconto per immagini che sintetizza i motivi per cui vale la pena fare una visita in questo piccolo centro a pochi passi da Milano: un territorio dal marcato carattere agricolo immerso nel verde del Parco Sud, tra campagne, fontanili e numerose cascine ancora attive, con due monumenti di grande interesse storico-artistico come il Castello Visconteo, edificio-simbolo del paese ora in attesa di recupero (il restauro del tetto è già a buon punto), e la chiesa trecentesca di Santa Maria Rossa, nella frazione di Monzoro. Il video è un’iniziativa di promozione territoriale voluto da Proloco e Amministrazione comunale di Cusago.

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