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Segrate

 

 

Comune dell’area nord-est milanese, direttamente confinante con  Milano, conta 35.131 abitanti (dato di aprile 2016), distribuiti tra il nucleo urbano principale (Segrate Centro) e gli otto quartieri: Villaggio Ambrosiano, Rovagnasco, Milano 2, Lavanderie, Redecesio, San Felice, Tregarezzo e Novegro. La superficie territoriale si aggira intorno ai 17 kmq, di cui 2,36 kmq sono parte del Parco Agricolo Sud Milano. L’amministrazione comunale è retta da una giunta di centrosinistra, che ha nel PD la forza politica di maggioranza e in Paolo Micheli il sindaco (in carica dal giugno 2015).

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Da vedere
Museo e archivio storico di Cascina Ovi
Si tratta di un edificio che affonda le radici nel passato della città di Segrate - la prima testimonianza dell’esistenza di Cascina Ovi risale al 1346 - e, nel contempo, di adattarne le funzioni alle nuove esigenze della Comunità. Grazie a un piano di intervento concertato con operatori privati è stato possibile incastonare un altro gioiello della storia cittadina in un nuovo contesto ricco di servizi, spazi e strutture per la cultura e l’aggregazione, e verde attrezzato, che ha valorizzato e rivitalizzato una delle frazioni più antiche.
Nella parte di Cascina di proprietà del Comune, è stato ricavato il nuovo centro civico del quartiere di Milano Due, che all’interno ospita una nuova biblioteca, una sala studenti, una elegante sala congressi e il nuovissimo Museo cittadino. Qui sono raccolti reperti, documenti e testimonianze della storia del comune, consultabili anche attraverso delle postazioni multimediali. Il museo è inoltre centro di altre attività, quali convegni, mostre dedicate, presentazioni di eventi, che ne fanno un punto di riferimento concreto e attivo non solo della storia di Segrate, ma anche della sua vitalità culturale.

Chiesetta del Crocifisso
Il piano di recupero che ha coinvolto la trecentesca Cascina Ovi ha consentito di ristrutturare la vicina Chiesetta del Crocefisso, con i suoi affreschi del XV secolo, e di restituirla al quartiere di Lavanderie e all’intera comunità segratese. L’oratorio era dedicato a San Giovanni Battista. Così lo ricordano gli atti delle visite Pastorali dal 1571 fino al Settecento. All’interno sono conservati e restaurati affreschi del 1400.
Entrando, il tema dominante è rappresentato dalla crocifissione dell’abside. Sulla volta a crociera vi sono 12 medaglioni che raffigurano gli apostoli e Cristo risorto. Sulle pareti laterali sono dipinte immagini di S. Caterina e S. Chiara. Sullo sfondo dell’immagine di Santa Chiara si intravedono i particolari di un borgo medioevale con torri, filari di alberi e le figure di due suore. Sparsi sulle altre pareti dell’edificio si trovano frammenti di un S. Sebastiano, di una piccola chiesetta e, ai lati sullo sfondo, il sole fiammeggiante, simbolo di S. Bernardino da Siena.
Questi affreschi sono stati attribuiti dalla Soprintendenza per il patrimonio artistico di Milano alla bottega di un maestro assai prossimo a Cristoforo Moretti (documentato dal 1451 al 1485), specializzato in composizioni simili (chiesa di S. Siro alla Vepra, S. Vincenzo in Prato a Milano, Oratorio di S. Margherita a Casatenovo Brianza). Questo artista viene ricordato in alcuni documenti insieme ad altri pittori più noti quali il Foppa e la bottega degli Zavattari. Alcune sue opere si trovano in altre città italiane e, all’estero, ai musei di Lille e di Berlino (dal sito del comune di Segrate).

Chiesetta di San Vittore
Le prime testimonianze dell’esistenza della chiesa di San Vittore si possono trovare già in un’opera dell’abate Goffredo da Bussero (qui nato nel 1220), dove viene citata tra le chiese erette a Rovagnasco nella pieve di Segrate.
L’edificio originale doveva apparire molto diverso da quello attuale, poiché la chiesa, nel corso dei secoli, ha subito diversi rimaneggiamenti e ampliamenti.
Un’acquasantiera in marmo di Carrara reca la data 1491. Fino a questo periodo è probabile che la chiesa di San Vittore fosse appartenuta ai Cavalieri di Malta, che tra il Trecento e il Seicento avevano a Rovagnasco diversi possedimenti. Agli inizi del Settecento sulle piante catastali del Lombardo Veneto la chiesa appariva delle dimensioni attuali, ma priva del portico d’ingresso, che fu aggiunto durante i lavori di restauro del 1882 utilizzando colonne e capitelli più antichi.
Un’altra data certa è il 1575, che si ritrova impressa sulle campane, ricollocate al loro posto dopo l’intervento di innalzamento del campanile, avvenuto negli anni ‘50. L’interno è a navata unica ed è arricchito con una pregevole pala d’altare rappresentante la Crocifissione, che risale agli inizi del Seicento ed è attribuita al pittore Nuvolone.

Cascina Commenda
Databile intorno al 1600, la Cascina apparteneva ai Cavalieri di Malta. Oggi è teatro cittadino e centro culturale, polo di incontro e di aggregazione per i segratesi.  Il teatro, su due livelli, ospita concerti, conferenze, convegni e videoproiezioni. Nelle sale più piccole si svolgono attività minori e continuative (assemblee e riunioni delle associazioni locali, corsi e laboratori). L’ampio porticato esterno, con il bar, il parco attrezzato e il nuovo campo di beach volley è, soprattutto nella bella stagione, luogo di ritrovo frequentatissimo.
Negli spazi della Cascina e dell’istituto tecnico Mattioli, completamente riqualificato, ha trovato sede il centro civico integrato Commenda che comprende un centro per gli anziani, una biblioteca con emeroteca e sale per studenti, la Ludoteca comunale Mister Magorium, tre palestre per la pratica sportiva.

Parrocchia di Santo Stefano
L’edificazione della prima chiesa in Segrate viene fatta risalire alla seconda metà del V secolo, quando si diffuse il culto verso il protomartire Stefano, dopo che nel 415 il sacerdote Luciano ritrovò in Palestina le reliquie del Santo. La Pieve di Segrate, che si formò tra il VI e il VII sec. d.C., risulta una delle più antiche e significative. La sua importanza è rilevabile dal fatto che essa si trovava in prossimità della strada consolare “Mediolanum - Aquileia”. Oggi non è rimasta più traccia. La struttura originaria dell’attuale chiesa è documentata in una mappa del 1556. Lo stile eclettico dell’edificio ivi rappresentato, eretto su parte dell’area dove sorge l’attuale S. Stefano, induce a pensare che quella chiesa fosse il risultato dell’unione di due interventi distinti: il primo nell’XI secolo, il secondo in quello successivo. L’esterno dell’abside è, infatti, raffigurata con copertura a semicupola, la quale a sua volta è protetta da un tetto in coppi, sorretto da piccole colonne unite tra loro da archetti. Queste sono le caratteristiche dello stile romanico, sorto e sviluppatosi dopo l’anno mille.
La parte rimanente della chiesa presentava, invece, un’architettura più sobria, ispirata allo stile cistercense, che si diffuse nella pianura lombarda dopo l’arrivo dei monaci, osservanti della regola di San Benedetto, la cui casa madre era a Cîteaux (Francia). Sembrerebbe un ampliamento del periodo in cui quella di Santo Stefano era considerata una delle più importanti delle 56 “Capo Pievi” della Lombardia.
La chiesa subì diverse modifiche nel corso dei secoli, sino al marzo 1944, quando, a causa della guerra mondiale in corso, un ordigno esplosivo squarciò il fianco settentrionale dell’edificio e fece crollare il tetto, la volta, il braccio sinistro del transetto e gran parte della parete nord della navata. Terminata la guerra si dovette quindi procedere alla ricostruzione dello stabile, sotto la soprintendenza del Genio Civile di Milano. La rinata chiesa fu nuovamente consacrata dal cardinal Schuster, nell'aprile del 1947, mentre la ricostruzione fu ultimata nel 1955, con l’inaugurazione del nuovo organo Tamburini.
L’interno dell’edificio era, però, scarno di decorazioni. Tra il 1966 e nel 1968, si decise dunque di commissionare ai fratelli Compagnoni, (Ferdinando Monzio, pittore, e Davide, decoratore) opere di decorazione delle mura interne. Nel 1992 e nel 1998 si sostituirono i vetri trasparenti delle finestre e delle lunette del transetto con vetrate artistiche. In occasione dell’anno santo del 2000, poi, furono restaurati gli affreschi e gli stucchi, fu rifatto il pavimento con marmi pregiati e si spostò il fonte battesimale nel transetto di destra. La ricostruzione completa è terminata nel mese di dicembre 2000 con la posa del nuovo altare, di forma quadrata, e dell’ambone, realizzati in marmo botticino giallo con ai lati inserti di marmo verde a forma di foglia di palma (simbolo del martirio di Santo Stefano), e con la ricollocazione degli angeli dell’adorazione, anch’essi restaurati.

Mondadori
La sede storica di questo colosso dell’editoria, realizzata dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer (1975), già creatore della capitale sudamericana Brasilia, è tra gli elementi d’interesse della città. L'andamento longitudinale della costruzione ha consentito di realizzare un sistema strutturale, in cui la scocca in cemento armato regge i cinque piani sospesi degli uffici. Per gli edifici bassi delle redazioni e dei servizi, l’architetto Niemeyer ha proposto una planimetria irregolare e ondulata che ricorda la forma di una foglia, resa ancor più suggestiva dalla presenza del lago artificiale davanti al prospetto del palazzo. Il lago ha una superficie pari a 20mila metri quadri ed è circondato da un’enorme distesa verde (190mila metri quadri): un vero e proprio parco paesistico, realizzato su disegno di Pietro Porcinai: comprende prati e macchie arboree, cipressi, pioppi e platani. Sulla destra del lago vigila la scultura 'Colonna dai grandi fogli' di Arnaldo Pomodoro, che emerge dalle acque accanto alla passerella d'accesso. Lo stesso lago, oltre a esaltare l’aspetto monumentale dell’edificio, assolve a funzioni puramente tecnologiche, convogliando le acque che provengono dagli impianti di condizionamento. Nel giugno 2007 è stato inaugurato l'ampliamento della sede Mondadori, che ha previsto la completa ristrutturazione di Cascina Tregarezzo, con l'aggiunta di due nuovi corpi di fabbrica a completamento dell'originaria corte, a cura dell'architetto Werner Tscholl.

Palazzo ex Municipio
Situato in via XXV Aprile e realizzato da Guido Canella e Michele Achilli, l'ex municipio di Segrate è un'opera d'architettura rappresentativa del Razionalismo italiano, in quanto anticipa, nella rotondità quasi "romana" e monumentale dei suoi volumi, la nuova forma d’espressione postmoderna. Di rilievo anche la piazza antistante, con la fontana monumentale ad opera di Aldo Rossi (1965).L’edificio è al centro di un progetto di ristrutturazione avviato nel 2010.

Idroscalo
L’Idroscalo è un lago artificiale, alimentato da acque sorgive e da quelle provenienti dal Naviglio Martesana. È parte integrante del Parco Agricolo Sud Milano. Il bacino si estende su una superficie di lungo 2,5 km, largo fino a 450 m e con un totale di 150.000 m³ di acqua, venne inaugurato nell'ottobre 1930, tre anni dopo il primo annuncio del progetto da parte del Commissario Straordinario della Deputazione Provinciale.
Concepito inizialmente come aeroporto per idrovolanti, divenne presto luogo di ritrovo e, nel corso degli anni, è andato poi affermandosi anche come sede di manifestazioni sportive. I canottieri, in particolare, trovano in questo bacino pulito e poco profondo un campo di gara ideale, tanto che nel 1934 vengono qui organizzati i Campionati Nazionali di Canottaggio e, nel 1938, i Campionati Europei. Nel 2003, infine, l’Idroscalo ha ospitato, per la prima volta, i Campionati Mondiali. Al 1938 risalgono i primi interventi sul verde attorno al bacino, successivamente ampliati con una grande opera rimboschimento, effettuata in particolare tra gli anni 1957 e 1958. Nacque così il parco Idroscalo. Nel 1960 l'Idroscalo entra nell'immaginario collettivo e nella storia del cinema: lungo le sue rive viene,infatti, ambientata la sequenza più celebre del film Rocco e i suoi fratelli, capolavoro del regista Luchino Visconti. Dagli anni Novanta,il parco dell'Idroscalo si è consolidato quale uno dei principali luoghi di ritrovo estivo per i cittadini di Milano e dintorni, prestandosi anche a sede di numerose manifestazioni d’intrattenimento.

Centroparco
Parco di recente costituzione, frutto del progetto di recupero di un’ex-cava avviato a partire dal 2009. Attorno al laghetto di 70.000 mq si sviluppa un’area verde caratterizzata da un percorso ciclopedonale di 2,5 km, con ponticelli in legno che attraversano il fontanile, aree giochi e un punto ristoro.

 

Feste
• La Festa Cittadina ha generalmente luogo nella seconda settimana di settembre. Numerose le iniziative organizzate per l’occasione: mostre ed esposizioni culturali, manifestazioni sportive, giochi ed esibizioni a cura delle varie associazioni attive sul territorio. In tutto questo, non mancano spazi dedicati a bancarelle e mercatini, che si concentrano in particolare nel fine settimana. La chiusura della festa coincide con la seconda domenica di settembre.
• L’ultima domenica di ottobre si tiene, invece, la rassegna enogastronomica Vino & Dintorni. È il Centroparco a ospitare l'evento, che conduce in un ideale viaggio attraverso le specialità tipiche dell’enogastronomia italiana, con la possibilità di degustare e acquistare prodotti di qualità, alcuni dei quali (grazie alla collaborazione di Coldiretti) provenienti dalle aziende agricole del territorio, e di frequentare corsi e show-cooking organizzati per l’occasione.

 

 

 

Il video del mese

Eccoci a Cusago, uno dei 61 comuni del Parco: un breve racconto per immagini che sintetizza i motivi per cui vale la pena fare una visita in questo piccolo centro a pochi passi da Milano: un territorio dal marcato carattere agricolo immerso nel verde del Parco Sud, tra campagne, fontanili e numerose cascine ancora attive, con due monumenti di grande interesse storico-artistico come il Castello Visconteo, edificio-simbolo del paese ora in attesa di recupero (il restauro del tetto è già a buon punto), e la chiesa trecentesca di Santa Maria Rossa, nella frazione di Monzoro. Il video è un’iniziativa di promozione territoriale voluto da Proloco e Amministrazione comunale di Cusago.

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