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Discarica di rifiuti speciali nel Parco del Roccolo:
dopo i sindaci, anche Legambiente ricorre al TAR.
E il vicepresidente Regione Lombardia,
presenta mozione: "Fermate questa follia"

15 dicembre 2017. I Parchi sono un luogo dove scaricare i rifiuti speciali e non? Stando alla Città Metropolitana di Milano, sì! Si può fare… su 200mila mq, come autorizzato a luglio del 2016, quando i tecnici della Città metropolitana hanno dato l'ok attraverso la Via (Valutazione di impatto ambientale) nonostante il parere tecnico contrario della Regione. Il Parco destinato a raccogliere 600mila mc di rifiuti è quello del Roccolo, un Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) ai confini nord-ovest del Parco Agricolo Sud Milano esteso su circa 16 Kmq, a cavallo tra i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago.
Ma ci sono molto "contro". Infatti, oltre alle centinaia di cittadini riuniti anche in comitati, a supporto del ricorso presentato dai sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo e del Parco del Roccolo contro l'AIA (autorizzazione integrata ambientale) e il mancato ripristino secondo la convenzione stata siglata nel 2002 tra la proprietà del terreno, i Comuni interessati e il Parco del Roccolo per il recupero ambientale della cava Solter, si unisce il ricorso al TAR presentato da Legambiente Lombardia, per fermare...

Discarica di rifiuti speciali nel Parco del Roccolo:
dopo i sindaci, anche Legambiente ricorre al TAR.
E il vicepresidente Regione Lombardia,
presenta mozione: "Fermate questa follia"

15 dicembre 2017. I Parchi sono un luogo dove scaricare i rifiuti speciali e non? Stando alla Città Metropolitana di Milano, sì! Si può fare… su 200mila mq, come autorizzato a luglio del 2016, quando i tecnici della Città metropolitana hanno dato l'ok attraverso la Via (Valutazione di impatto ambientale) nonostante il parere tecnico contrario della Regione. Il Parco destinato a raccogliere 600mila mc di rifiuti è quello del Roccolo, un Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) ai confini nord-ovest del Parco Agricolo Sud Milano esteso su circa 16 Kmq, a cavallo tra i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago.
Ma ci sono molto "contro". Infatti, oltre alle centinaia di cittadini riuniti anche in comitati, a supporto del ricorso presentato dai sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo e del Parco del Roccolo contro l'AIA (autorizzazione integrata ambientale) e il mancato ripristino secondo la convenzione stata siglata nel 2002 tra la proprietà del terreno, i Comuni interessati e il Parco del Roccolo per il recupero ambientale della cava Solter, si unisce il ricorso al TAR presentato da Legambiente Lombardia, per fermare la discarica approvata nel Parco: si tratterebbe di oltre 600mila metri cubi di rifiuti con 151 differenti codici CER (distinguono i diversi tipi di rifiuti), collocati a poche centinaia di metri dall’abitato nel parco, a soli 2 metri al di sopra della falda acquifera dell’est Ticino. Al progetto, oltre ai sindaci dei territori interessati dall’intervento, hanno espresso contrarietà anche i 52 comuni dell'Alto milanese, del magentino e dell'abbiatense.
"Abbiamo presentato ricorso perché non possiamo accettare che i terreni interessati dalla discarica siano all'interno di un PLIS dall’alto valore ambientale per la biodiversità presente nell’area e all'interno della Rete Ecologica Regionale –spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia–. Fin dal principio l’iter di approvazione del progetto ci è apparso lacunoso e sbrigativo da parte dei funzionari della Città Metropolitana. Non sono stati valutati sufficientemente gli impatti ambientali e sulla salute della cittadinanza, considerando che la posizione della cava presenta un elevato rischio d’infiltrazione nella falda acquifera sottostante".
Da tempo Legambiente, con i circoli locali del Sempione, si impegna a fianco dei cittadini con marce di protesta per dire no alla discarica. Ad ottobre i sindaci e i comitati si erano radunati con striscioni davanti a Palazzo Isimbardi a Milano, chiedendo al sindaco metropolitano di intervenire, tanto che la Città Metropolitana aveva dimostrato la disponibilità a non opporsi all’azione dei sindaci contro l’autorizzazione.
"Confidiamo che la contrarietà al progetto espressa da Regione Lombardia e l’ordine del giorno presentato dalla senatrice Laura Bignami, accolto dal Governo come impegno ad adottare le opportune misure volte a sospensione le autorizzazioni fino a quando il TAR non si sarà espresso sui ricorsi, spronino Città Metropolitana a mantenere l’impegno preso e ad arrivare quindi all’annullamento dell'autorizzazione –dichiara Claudio De Agostini, Presidente del Circolo Legambiente Parabiago– al quale dovrà seguire anche l’imposizione del ripristino dei terreni interessati dalle attività della cava".
Per ribadire il suo deciso no alla discarica e per informare la cittadinanza sui rischi ambientali e per la salute legati alla presenza di rifiuti interrati nel parco, Legambiente si unisce al Comitato dei Cittadini Antidiscarica di Busto Garolfo e Casorezzo che venerdì 15 Dicembre alle 20.30 presso l’aula Magna della Scuola Media di Busto Garolfo organizzano un’assemblea pubblica. I circoli di Legambiente di Parabiago e Nerviano, inoltre, hanno chiesto un incontro ai sindaci del Parco del Roccolo per valutare la situazione attuale del parco e le prospettive future, alla luce delle criticità sollevate dall’approvazione del progetto della discarica.

Anche il vicepresidente di Regione Lombardia è contro

Tra i No vi è anche quello del vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), che ieri ha presentato una mozionei al Pirellone: “Regione Lombardia sostenga con ogni mezzo possibile i ricorsi dei comuni e del Parco del Roccolo contro la discarica a Casorezzo e Busto Garolfo.” Il documento di Cecchetti arriva dopo due anni di tentativi e azioni per fermare la discarica, tra cui un’interrogazione alla giunta regionale nel giugno 2016, una risoluzione approvata in Consiglio regionale nel dicembre 2016, un’altra mozione presentata insieme al consigliere Borghetti contro le discariche nei Plis approvata il novembre scorso e sopralluoghi, manifestazioni, nonché svariati incontri con cittadini, sindaci e assessori regionali.
“In queste anni -spiega Cecchetti- le abbiamo provate tutte per far cambiare idea a Città Metropolitana perché crediamo che realizzare una discarica in un parco sia una follia che metterebbe a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini residenti nella zona. Ora – continua Cecchetti - chiediamo a Regione Lombardia di sostenere con ogni mezzo possibile il ricorso del Parco del Roccolo e dei comuni del territorio contro l’autorizzazione rilasciata da Città Metropolitana per la realizzazione della discarica. Un intervento di questo tipo da parte di Regione, nonostante non abbia la competenza diretta sulla tematica, darebbe infatti ancora più forza alle istanze del territorio e dei comuni in questa grande battaglia a tutela dell’ambiente e dei cittadini.”

E tra i No decisi ci siamo anche noi: i Parchi sono tra i rari luoghi pubblici che la Città Metropolitana dovrebbe salvaguardare con lungimiranza, non da regalare a chicchessia per farne discariche o farci passare autostrade e centri commerciali. La politica della vecchia guardia è dura a morire!

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Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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