Parco cascine pioltello

Parco delle Cascine di Pioltello
La sindaca Cosciotti salva 130 ettari agricoli
dalla sicura speculazione edilizia

3 marzo 2019. “È un successo per la città e i pioltellesi (e per tutti, aggiungiamo noi), che vedono preservato questo grande polmone verde, risultato di un percorso politico amministrativo perseguito sin dal nostro insediamento, uno dei punti cardine del nostro programma”, commenta soddisfatta la sindaca Ivonne Cosciotti. Infatti, rimarranno agricoli, i terreni del Parco delle Cascine (confinanti con il Parco Agricolo Sud Milano: Pioltello è uno dei 61 comuni che lo compone), oggetto già dal 2010 di una battaglia sia della destra sia della sinistra, finalmente al riparo da ogni speculazione. L’ultimo tassello per mantenere agricolo tutto il Parco (circa 200 ettari) era rappresentato dai terreni dell’ex Creafin, una società in fallimento che vantava diritti edificatori su 56mila mq resi edificabili, per 176mila metri cubi di residenze, dall’amministrazione del sindaco PD Concas, dimessosi nel gennaio 2014 per presunti illeciti amministrativi, non inerenti a questa specifica questione edilizia.
La nuova amministrazione aveva quindi aperto una vertenza giudiziaria su quest’area…

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M’illumino di meno

Oggi “M’illumino di meno”
Campagna Luci e Paesaggi e i consigli
di Italia Nostra: meno Led a luce fredda

1° marzo 2019. M’illumino di Meno è la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili. Un’iniziativa simbolica e concreta che fa del bene al pianeta e ai suoi abitanti ed è anche molto partecipata. Oggi 1 marzo si spegnerà o ridurrà l’illuminazione in molte piazze italiane, nei monumenti più importanti e in tante case di cittadini che aderiscono all’iniziativa, riducendo sensibilmente l’inquinamento luminoso.
La campagna di Italia Nostra Luci e Paesaggi si concentra in particolare sull’illuminazione pubblica e su quella dei beni culturali, sottolineando le criticità emerse nel passaggio da luci tradizionali a luci a led. L’associazione ha recentemente lanciato un appello, firmato anche dall’Associazione Cielo Buio e dall’Unione Astronomi Italiana – Osservatorio Astronomico di Campo Catino, in cui non si limita alle considerazioni di ordine estetico.
Come segnalato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’ISPRA i led a luce fredda sono pericolosi per la salute umana…

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Orti Milano e dintorni

Orti e frutteti a Milano e nel Parco Sud
I cittadini si son fatti contadini
coltivano e raccolgono… non solo cibo

27 febbraio 2019. Il clima migliora, cresce la biodiversità, si producono meno rifiuti; è inoltre un modo per incrementare l’inclusione sociale tra giovani, anziani, disoccupati, abbassa il costo degli alimenti, i prodotti sono più sani. In sintesi, sono i benefici che si ottengono con la sempre maggiore diffusione degli orti urbani. Non siamo noi a dirlo, bensì i primi risultati di SustUrbanFood, un progetto coordinato dall’Università di Bologna e finanziato dall’Unione Europea (Marie Skolodowska-Curie Action) con l’obiettivo di verificare gli effetti sociali degli ormai innumerevoli spazi agricoli, da tempo presenti in fazzoletti di terra tra strade e palazzi nelle città di tutto il mondo. I primi esiti del lavoro di ricerca sono stati da poco pubblicati in due articoli sulla rivista Sustainability.
Milano, la città degli orti. Ma che Milano (e tutta la Città Metropolitana) fosse una città a vocazione fortemente agricola lo dimostra anche la ricerca condotta tra il 2016 e il 2018 e sostenuta da Fondazione Cariplo. Il lavoro capillare, con decine di questionari inviati ai Comuni e centinaia di sopralluoghi agli orti di questi Comuni (le colonie ortive direttamente visitate sono ben 636 con oltre 437 schede compilate in dettaglio e altre 199 speditive) ha portato alla costruzione di un database e di un rapporto di ricerca circa 350 pagine utili a capire il fenomeno sempre più diffuso. È stato calcolato che nell’area metropolitana i terreni dedicati agli orti urbani raggiungono 850 ettari (otto milioni e mezzo di metri quadrati pari a 1.700 campi da calcio). Solo una parte di questa notevole estensione ha origine da una vera e propria azione pubblica su suolo pubblico che ha prodotto orti regolari; un grande numero ha origine invece da azioni autopromosse. La produzione annua stimata di ortaggi nel totale degli orti analizzati è di…

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no degli agricoltori alle aree naturali nel Parco Sud

Il no alle aree naturali nel Parco Sud
da parte di associazioni degli agricoltori
è basato su paure, non su fatti

21 febbraio 2019. L’audizione delle associazioni agricole Confagricoltura, Coldiretti e Confagri, tenutasi la scorsa settimana in commissione Agricoltura di Regione Lombardia, ha ribadito una presa di posizione contraria: la maggior parte degli agricoltori, o almeno delle sigle sindacali che li rappresentano, temono che l’istituzione di un Parco naturale all’interno del Parco Agricolo Sud Milano (costituito da alcune “isole” di territori ad alta vocazione naturale), espressamente prevista dalle norme regionali, metta a rischio e danneggi le attività agricole. L’unica associazione agricola favorevole è la Cia (Confederazione Agricola Italiana), ma sulle altre domina la paura.
Abbiamo atteso qualche giorno per avere a disposizione i testi delle dichiarazioni registrate, e ne riportiamo qui ampi stralci. Se ne deduce, in estrema sintesi, che le paure sono tante, ma le ragioni addotte sono inconsistenti. Sembra di essere tornati a 30 anni fa, quando il Parco Agricolo Sud Milano fu istituito con la contrarietà degli agricoltori, tranne uno sparuto gruppo che si batté a fianco delle associazioni ambientaliste. Dopo tre decenni, si può tranquillamente affermare che i fatti hanno dato ragione all’esigua minoranza: il Parco non solo ha permesso la difesa dell’agricoltura in tanti territori intorno a Milano e agli altri 60 comuni, ma l’ha anche rafforzata. Nel milanese, la domanda di prodotti puliti da parte dell’ampio bacino di cittadini sensibili e lo sviluppo delle attività agrituristiche hanno permesso a questo settore nell’ultimo decennio di crescere sia in termini di fatturato sia di occupati, in controtendenza con altri settori economici falcidiati dalla crisi…

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Itinerario 1

Primavera è alle porte…
Scopriamo gli itinerari per vivere il Parco Sud
1. da Milano città al Parco dei Fontanili di Rho

20 febbraio 2019. Vi son 18 itinerari che contribuiscono a far conoscere il Parco Agricolo Sud Milano in tutte le sue bellezze naturalistiche, storiche e architettoniche. Oggi presentiamo il primo: da Milano al Parco dei Fontanili di Rho. Mano a mano, li pubblicheremo tutti, così potrete sbizzarrirvi e scegliere tra quelli che vi sembrano più coinvolgenti. Un invito alla scoperta delle bellezze che contribuiscono a rendere il nostro parco davvero unico.
Itinerario 1. L’area Nord Ovest del Parco Agricolo Sud Milano è caratterizzata dalla presenza di due importanti aree fruitive site nel Comune di Milano quali il Boscoincittà e il Parco delle Cave, Cascina Linterno (XIII secolo), dove hanno sede anche i rispettivi Punti Parco, presidi del Parco Sud nel territorio. Queste aree ospitano ambienti molto interessanti sia sotto il profilo ambientale-naturalistico sia agricolo, con aree a bosco, specchi d’acqua, marcite e campi coltivati in prossimità alla città di Milano. La presenza dei Punti Parco offre la possibilità di usufruire dei relativi servizi e delle preziose attività di educazione ambientale organizzate per adulti e bambini. E ancora, tra la primavera e l’autunno, si può andare a raccogliere nei 2,4 ettari dedicati, Frutta in campo: un frutteto a Milano (via Caio Mario) con 2 mila piante in 26 filari, 9 specie di frutta e 60 varietà per sapori e tempi di maturazione differenti.
Nelle immediate vicinanze si trovano il Parco di Trenno e l’area dell’Ippodromo San Siro. 
Nella parte più a Nord, dislocato tra i comuni di Rho, Cornaredo, Settimo Milanese, si trova il Parco dei Fontanili di Rho, un’area di elevato valore naturalistico: è possibile visitare alcuni fontanili recuperati dal Parco immersi nel verde agricolo e circondati da fasce boscate e ampie radure.

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Segrate ecomuseo martesana

Segrate e Milano ora nell’Ecomuseo Martesana
Salgono a 20 i comuni uniti per valorizzare
il patrimonio paesaggistico e culturale locale

15 febbraio 2019. Non lasciatevi sviare dal nome, che con la mente ci porta a un luogo chiuso, magari ricco di opere d’arte sulla natura. No, niente di tutto questo: l’ecomuseo è invece un’istitu­zione culturale aperta, che può essere costituita da enti locali in forma singola e associa­ta, da associazioni, fondazioni o altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico di un’area, anche vasta, come, per esempio, quella dell’Adda-Martesana, che attualmente comprende, con l’ingresso di Segrate e Milano a 20 comuni.
Il tutto è frutto della legge regionale n. 13 del 2007, ispirata al modello francese, dove già dagli anni ’60-’70 si è sviluppata una nuova concezione di modello di museo, non più inteso come luogo di mera conservazione e contemplazione, ma come uno spazio dove farsi interprete della società e rispondere ai bisogni della comunità: un progetto culturale innovativo che punta a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale, di responsabilizzare le comunità locali rafforzandone l’identità e di favorire lo sviluppo locale. In che modo? Raccogliendo, conservando e valorizzando le eredità e gli elementi di identità di un territorio, fatta di storia, persone, luoghi, tradizioni, arti e mestieri attraverso percorsi turistici e culturali: una sorta di museo diffuso, “vivo” e all’aperto, sparso su un ampio territorio che ha le medesime peculiarità e radici.
La novità, come detto, è che anche il comune di Segrate entra a far parte di questa realtà: “Abbiamo espresso la volontà di entrare a far parte dell’Ecomuseo Martesana perché…

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