Rifiuti tecnologia spaziale

Dopo le denunce dei Comuni del Parco
Città Metropolitana, per i rifiuti
si affida alla tecnologia spaziale

1 dicembre 2018. Certo il rilevamento dei cambiamenti climatici, la scoperta di pianeti non appartenenti al sistema solare, l’approfondimento delle immense esplosioni cosmiche sono tematiche che nella quotidianità del singolo cittadino possono essere ritenute scarsamente coinvolgenti. Però, se con lo stesso sistema si possono “acchiappare” visualmente gli scaricatori di rifiuti (categoria numerosa) ai bordi dei parchi e in ogni dove, il ricorso a strumenti supertecnologici quali i satelliti dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), beh, allora a noi che poco guardiamo le stelle (non è vero!) e ben più alle discariche abusive, l’iniziativa di ricorrere a un tale sofisticato sistema non dispiace proprio. È quanto Città Metropolitana (CM), in seguito alle denunce del marzo 2017 dei Comuni dell’area Est del Parco Sud-Est (tra cui Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Melegnano, Mediglia, Segrate, Settala, Tribiano, Vizzolo, Paullo) sta realizzando, con l’accordo raggiunto tra CM e ASI in cui si prevede il monitoraggio satellitare, che consentirebbe di avere immagini dai luoghi in cui è stato scaricato il solito materasso e ben di più. E speriamo che l’accordo possa essere ampliato a tutte le aree: non è solo a Sud-Est che si trovano rifiuti piazzati abusivamente.

Parchi agricoli stanno spuntando

Agricoltura e tutela del suolo possono coesistere
Il Parco Sud è ancora una realtà unica
ma altri piccoli parchi agricoli stanno spuntando

29 novembre 2018. A quasi trent’anni dalla sua istituzione, il Parco Agricolo Sud Milano è ancora un’esperienza unica di tutela del territorio, ma altre realtà stanno oggi avviandosi a imitarlo. Un convegno tenutosi giovedì scorso a Torino, nella splendida sede del Castello del Valentino, ha dato l’opportunità di conoscere i Parchi agricoli che, nel nord e centro Italia, stanno nascendo. Certo, nulla di paragonabile alla vastità e alla complessità del Parco Sud, ma ciò che nel convegno è stato presentato e messo a confronto è di estremo interesse: città come Firenze, Parma, Roma e, in prospettiva Torino, stanno -sia pure faticosamente- strutturandosi in parchi agricoli, per tutelare e valorizzare i territori che le contornano…

(altro…)

Bonifica Buccinasco

La Regione Lombardia stanzia
3,6 milioni per bonificare aree contaminate:
ben 2,4 milioni vanno a Buccinasco

27 novembre 2018. A Buccinasco, comune del Parco Agricolo Sud Milano, il quartiere Buccinasco Più di via Guido Rossa è contaminato da rifiuti pericolosi per la salute umana. Sono state le indagini della procura di Milano, nel 2010 a confermarlo: molti costruttori, secondo i giudici, hanno fatto affari con la ‘ndrangheta. Il verbale relativo al sequestro dell’area evidenzia che la gestione illecita di rifiuti speciali ha fatto nascere una discarica abusiva, cresciuta “con ripetute operazioni di riempimento” che hanno innalzato il “piano campagna”, cioè il livello del terreno, da 3 a 5 metri. 

“Secondo i rilievi -come scriveva Il Fatto Quotidiano nel maggio del 2010- sotto questi terreni si celano ‘residui di demolizioni civili e industriali, rifiuti industriali, mescolati da terra da scavo di ignota provenienza’. Materiale pericoloso per la salute umana che probabilmente ha già intaccato la falda acquifera. Inoltre, come si evince dalla requisitoria del processo Cerberus alle cosche di Buccinasco, il pm Alessandra Dolci ha riferito che nel terreno sono state rinvenute tracce di idrocarburi, eternit, terra mista a gasolio, cinghie di trasmissione, rifiuti, blocchi di cemento: a mettere il veleno sotto il terreno di quei palazzi sono stati gli uomini della cosca Barbaro-Papalia. Ed è anche con l’edilizia che le cosche del Sudovest di Milano hanno realizzato ottimi affari. Come riferisce il pm Dolci, era risaputo che a operare in quei cantieri erano imprese legate alla ‘ndrangheta. Si rende necessaria una bonifica perché quello trovato è tutto materiale tossico e altamente nocivo per la salute”. Ed ecco perché 2,4 milioni dei 3,6 stanziati ieri dalla regione Lombardia per …

(altro…)

Vanzago vince cava

Vanzago vince il ricorso contro la Regione:
Il Consiglio di Stato blocca la cava Bellasio 
E anche il Piano Cave di CM punta a ridurle 

23 novembre 2018. Errare è umano, perseverare… Il vecchio adagio sugli errori commessi e sulla continua loro perpetrazione veniva citato nel titolo del comunicato del Comune di Vanzago del gennaio di quest’anno “perché risulta incomprensibile l’insistenza con la quale Regione Lombardia persevera nel voler inserire l’area in Vanzago adiacente a Valdarenne e Mantegazza (nel Parco Sud) nell’Ambito territoriale estrattivo (ATE) g7 localizzato in Pregnana Milanese”. Tutto questo appartiene all’annosa questione tra i due enti, di cui l’ultimo in ordine di data è stato il ricorso al Consiglio di Stato firmato dall’ex presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, contro la sentenza n° 2125/2017 del Tar, che aveva dato piena ragione al Comune di Vanzago, “reo” di aver voluto difendere il proprio territorio dall’espansione della cava ATEg7, compresa nel Parco Agricolo Sud Milano nella zona che lambisce Valdarenne e Mantegazza. 
Più che giustificata, perciò, la rabbia dell’Amministrazione locale: “Cosa deve fare un Comune per difendere i propri cittadini e il proprio territorio, in particolare quello più pregiato inserito nel Parco Agricolo Sud Milano e nel corridoio della Rete Ecologica Regionale (RER), che si collega all’Oasi del WWF, dalle attività di escavazione e, nell’ultimo decennio, anche quelle di trattamento delle terre e rocce da scavo e di recupero di rifiuti inerti?
Come mai Regione Lombardia ha così tanto interesse nell’inserire questi 83.000 mq situati in Vanzago nel Piano delle Cave, dopo che vari enti e vari gradi di giudizio hanno stabilito che non v’è motivo perché tale area sia inserita nell’ATEg7?”…

(altro…)

Parco Sud Aree Naturali

Il Parco Sud si scopre naturale
Il NO dei cacciatori è scontato, ma a sorpresa,
scontenti alcuni agricoltori e un sindaco poi…

17 novembre 2018. Vi siete mai chiesti perché nel Parco Sud si può in genere cacciare? Lo capirete leggendo questo articolo e comprenderete perché il momento è importante e le discussioni rischiano di diventare accese, molto accese.
Si è conclusa ieri una serie di incontri tra Ente Parco, sindaci e associazioni ambientaliste, agricole, e cacciatori. In queste sedi sono state presentate le proposte del gruppo di lavoro tecnico sulla perimetrazione delle aree naturali del Parco Sud. Sì, perché da quasi vent’anni il Parco deve decidere dove non si può cacciare ed ora, forse, è la volta buona. O almeno siamo sulla strada giusta. La partenza del procedimento ha visto tutte le associazioni ambientaliste d’accordo sul metodo, producendo una serie di richieste di integrazioni, ben motivate tecnicamente e logicamente. Il no dei cacciatori alle proposte del Parco è un dato scontato: vedremo se arriveranno anche le argomentazioni. Meno scontata è stata la posizione delle associazioni degli agricoltori, con troppi ma e troppi se. Bene i Sindaci, che hanno partecipato in massa, puntellando la proposta del Parco e chiedendo qualche aggiustamento: in genere si è trattato di richieste di includere nuove aree ma, a sorpresa, qualcuno ha posto resistenze e uno ha detto proprio no: niente aree naturali nel mio comune…

(altro…)

Mercoledì 29 gennaio, ore 17,30, conferenza “dal Naviglio all’idrovia” a Milano

Visita guidata
In Occasione del V Centenario Vinciano l’Università di Milano – Bicocca presenta la mostra
UNA STORIA CIVILE
Dal Naviglio interno all’idrovia Milano – mare
Mercoledì 29 gennaio 2020
Ore 17.30

Guide culturali
Maurizio Brown e Pietro Redondi
Le vie d’acqua artificiali hanno una storia che merita di essere conosciuta e raccontata perché riguarda la società nel suo insieme, i suoi modelli di sviluppo, gli opposti interessi che vi giocano, i rapporti di forza. Una storia civile. Un caso esemplare ce lo offre la vicenda che questa mostra ricostruisce e che ha per protagonisti a Milano due canali navigabili completamente differenti tra loro. L’uno, un monumento della scienza idraulica, vero e proprio prototipo rinascimentale di canale navigabile, non esiste più. L’altro, una moderna e ambiziosa idrovia di grande navigazione per unire Milano al mare, non esiste ancora, è rimasto incompiuto. Due vie navigabili diverse, ma dai destini incrociati e con un finale aperto per entrambe: il rilancio dell’una come dell’altra è attualmente oggetto di studi e dibattiti. Accanto alle immagini di ieri, tratte da archivi anche inesplorati come il Fondo Codara della Biblioteca del Museo Civico di Storia naturale di Milano e quello del Consorzio del Canale Milano-Cremona-Po dell’Archivio di Stato di Milano, questa mostra conduce il visitatore fino alle odierne ricerche e soluzioni avanzate rispettivamente dal Politecnico di Milano e dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po allo scopo di far rivivere due opere idrauliche concepite dai nostri predecessori in quanto di “pubblica utilità”.

Vi segnaliamo le conferenze di approfondimento clicca qui

Mercoledì 29 gennaio
Ritrovo ore 17.15
Via Piero e Alberto Pirelli, 22
(Guardiola dei custodi piano terra)

Come arrivare:
M1 (PRECOTTO) – M5 (PONALE) – TRAM 7 – BUS 87 – FS (GRECO PIRELLI)Contributo per Italia Nostra € 10,00
Iscrizioni entro mercoledì 22 gennaio 2020

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni invitiamo a leggere la Cookie policy