Nuovi ricorsi contro la Teem, anche i Sindaci sul piede di guerra
Complice il clima elettorale delle elezioni amministrative di primavera, sul fronte della Tem si stanno aprendo fronti inaspettati – di mobilitazione e di carattere legale – che lasciano intravvedere un quadro appena meno fosco e ingessato di quanto prospettato in precedenza.
Dall’agosto scorso, data dell’approvazione del progetto esecutivo dell’infrastruttura, tutto sembrava marciare a gonfie per i fautori dell’opera, con il passaggio positivo alla Corte dei Conti e l’approvazione definitiva della delibera Cipe nel mese di marzo.
Dichiarazioni precise davano per scontato l’avvio dei lavori in aprile, avendo racimolato anche 120 milioni di € a fronte di un investimento dell’ordine di 2 miliardi.
Ma due recenti eventi possono essere recepiti come un segnale di cambiamento importante.



Quasi 2 milioni di metri cubi di cemento è quanto previsto dal nuovo PGT di Rozzano, firmato da Massimo D’Avolio, sindaco di un’amministrazione di centrosinistra, a dimostrazione che Comuni di ogni orientamento sono spesso purtroppo accomunati da una logica di sviluppo forsennato e distruttivo del territorio. Né basta la firma eminente dello Studio Foa di Federico Oliva – professore ordinario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura “Leonardo” del Politecnico di Milano, nonché Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – a salvare un comune dalla cementificazione estrema.
