Caccia al di fuori delle regole? I volontari mettono a disposizione dei cittadini un telefono per le segnalazioni di malacaccia

Caccia al di fuori delle regole?
I volontari mettono a disposizione dei cittadini
un telefono per le segnalazioni di malacaccia

16 settembre 2018. E’ iniziata la caccia e, con essa, sono iniziati i problemi di inciviltà connessi.
Fortunatamente, anche in questo caso viene in aiuto il volontariato e la libera iniziativa dal basso. Infatti, le Guardie Venatorie Volontarie si sono attrezzate e hanno istituito un numero di telefono per raccogliere le segnalazioni di “malacaccia”. Al 350.0479335 risponde un volontario, che l’attività di 12 guardie, attive nel milanese e anche nella zona di Pavia e Brescia.
Tutte le segnalazioni sono ben accette, anche se non siete sicuri che si tratti di un’irregolarità. Importanti sono gli avvisi di avvistamenti di cacciatori in aree protette, il ritrovamento di trappole, lacci e altri strumenti vietati per la caccia, come anche l’abbattimento di animali di specie tutelate: purtroppo, già da inizio stagione sono state segnalate uccisioni di rapaci, aironi e picchi. Altre segnalazioni hanno riguardato l’uso di armi da sparo in prossimità di abitazioni o danni ad aziende agricole per attraversamento senza cautele di campi coltivati.
Con questo servizio volontario a disposizione dei cittadini si tenta di supplire alla carenza del servizio pubblico: in pochi anni sono state smantellate le Guardie Forestali e quelle Provinciali.
Ringraziamo quindi questi volontari che, pur con mezzi limitati, possono contribuire a limitare i rischi collegati alle attività venatorie.

Giovedì 5 e 12 marzo, ore 17, conferenze sulla Milano romana

Ciclo di conferenze 2020
con Roberta Feri Milano romana

Dalla scrofa semilanuta all’aquila imperiale

Con questi due primi incontri inizia un percorso alla riscoperta di una città nata grazie all’intuito di antiche genti che riconobbero in questo territorio le premesse per un promettente sviluppo. Ma furono i Romani a cambiarne il volto con un’urbanizzazione precisa e razionale e l’edificazione di monumenti grandiosi degni delle più importanti città dell’Impero. Non tutto si è cancellato e gli scavi vecchi e nuovi, in questa città sempre in evoluzione, lo testimoniano puntualmente. Le prime tracce di insediamento raccontano di un mondo transalpino celtico attivo ed organizzato, ma saranno i nuovi inarrestabili conquistatori a trasformare Mediolanum in una città prestigiosa e strategicamente fondamentale per la difesa dell’Impero..

Giovedì 5 marzo 2020 ore 17.00
1. Inseguendo la scrofa semilanuta.

Milano nasce grazie alla felice posizione nel territorio tra i lunghi fiumi che attraversano l’enorme e fertile pianura a ridosso delle Alpi. Un luogo nevralgico e sacro scelto da una dea; un luogo che ben presto attirerà l’interesse dei Romani.

Giovedì 12 marzo 2020 ore 17.00
2. Sulle orme della lupa capitolina.

Dopo aver strappato Mediolanum ai Celti, i Romani ne occupano il territorio e si sovrappongono all’antico insediamento impostando la propria urbanizzazione. Mura, Teatro, Anfiteatro, Foro: ormai la lupa ha cacciato la scrofa e vive in città.

 

Sala Conferenza piano terra Via Duccio di Boninsegna 21/23, Milano

Contributo € 10,00
Ingresso gratuito per i soci di Italia Nostra

Bio 2018

Continua il boom del bio, che incassa 5,6 milioni.
Aumentano del 6,3% i campi coltivati:
la Lombardia, al primo posto, sale del 21,4%

11 settembre 2018. Crescono le superfici coltivate, aumentano i consumi, si differenzia l’offerta: da mercato di nicchia a mercato di massa, è questa la rivoluzione degli ultimi 30 anni per il mondo del biologico e del naturale.
Con 1,9 milioni di ettari di terreni a coltura bio (+6,3% sul 2016, il 15,4% sul totale): in termini assoluti, nell’ultimo anno, sono stati coltivati con metodo biologico oltre 110 mila ettari in più. Ottimi i dati in arrivo dalla Sicilia (427.294 ettari), dalla Puglia (252.341 ettari) e dalla Calabria (202.119 ettari), che insieme detengono il 46% delle superfici coltivate a biologico.
L’Emilia-Romagna si posiziona tra le prime cinque Regioni con 134.509 ettari totali, mentre la Lombardia è la Regione che cresce di più (+21,4%): dati che indicano come la produzione vegetale biologica interessi sempre di più l’intero territorio nazionale.
A fine 2017 il biologico è arrivato a interessare il 15,4% della superficie agricola italiana, in crescita di un punto percentuale rispetto al 2016. Le aziende inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono quasi 76.000, con un incremento del 5,2%.
Purtroppo, i fondi pubblici messi in campo dall’unione europea a favore dell’agricoltura va quasi al 100% a chi produce ricorrendo ai pesticidi: 97.7%. Al biologico le briciole: dei 41,5 miliardi destinati all’Italia, all’agricoltura biologica vanno solo 963 milioni. Non sarà che forse gli “illuminati al potere” abbiano un debole per le multinazionali dei pesticidi? Eppure molti studi scientifici hanno dimostrato la loro dannosità per la salute e per l’ambiente

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“Vietato introdurre dinosauri” e altre amenità Qualcuno utilizza così le 7 bacheche del Ticinello. Già: ma perché da due anni sono vuote?

“Vietato introdurre dinosauri” e altre amenità
Qualcuno utilizza così le bacheche del Ticinello.
Già: ma perché da oltre un anno sono vuote?

9 settembre 2018. A scanso di equivoci: non ci preoccupa conoscere chi sia il buontempone che ha deciso di scrivere “Vietato introdurre dinosauri” sulle tavole di legno delle bacheche del Parco del Ticinello di Milano, quanto piuttosto capire perché, a oltre un anno dalla loro installazione, siano così desolatamente vuote, prive di contenuti.
Una loro funzione ce l’avrebbero: spiegare ai tanti frequentatori di questo Parco, raggiungibile facilmente con la MM2 (Capolinea di Piazzale Abbiategrasso), i lavori di miglioramento dell’area, svolti nell’ambito del progetto Milano Città di Campagna “La Valle del Ticinello”, fortemente voluto dal Comitato Parco del Ticinello, realizzati dal Comune e finanziati con Bando Cariplo.
Poste in 7 aree strategiche, al fianco di sentieri, aree umide e ponti riqualificati, le bacheche vuote trasmettono una sensazione di degrado, o quantomeno di trascuratezza, come rilevato dai numerosi cittadini frequentatori del grande Parco.
Dicevamo del buontempone che si è messo a scrivere messaggi: fortunatamente nel complesso ha evitato scritte scurrili o legate al tifo, sportivo o politico che sia: le frasi sono “surreali”, anche divertenti se vogliamo, ma siamo ben lontani dall’uso previsto dal progetto.
In attesa di capire se e come saranno recepiti i divieti di “molestare i gibboni”, “sorridere alle mucche” o “dare da mangiare alle giraffe”, la nostra associazione ha scritto all’architetto Paola Viganò, responsabile dell’Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano del Comune, chiedendo di conoscere le ragioni del ritardo/disguido e di provvedere quanto prima a dare un senso all’installazione di queste bacheche e, più in generale, ai lavori effettuati.
Gli animali preistorici e non del Ticinello possono al momento dormire tranquilli: a due mesi dalla nostra raccomandata elettronica, dal Comune solo un assordante silenzio.

Domenica 9 settembre il WWF

Domenica 9 settembre il WWF
di San Donato cerca volontari
per aiutare a ripulire l’Oasi

6 settembre 2018. Non ci sono scuse. Siete freschi e riposati, appena torni dalle vacanze. E, soprattutto, se volete passare un pomeriggio in compagnia e divertendovi, domenica prossima, 9 Settembre, il WWF organizza la prima apertura stagionale dell’oasi di Levadina: ritrovo in Via Fiume Lambro (o al parcheggio di Rosso Pomodoro) a San Donato Milanese a partire dalle ore 15:00.
“Questa volta però -spiega Gianni Bianchini del WWF- oltre alla semplice visita di questo interessante ambiente naturale, vorremmo chiedere a chi se la sente di darci una mano rendendosi parte attiva nella manutenzione dell’oasi stessa aiutandoci ad eliminare un rampicante molto invasivo (il luppolo giapponese) dalle piantine che abbiamo recentemente messo a dimora. Questa operazione si rende necessaria in quanto il luppolo potrebbe molto rapidamente soffocare i preziosi alberi e arbusti che vorremmo far crescere per impreziosire ancora di più la nostra oasi.
Si tratta di un lavoro fisico (ma appagante) per cui, chi se la sentisse, si dovrebbe attrezzare di un abbigliamento adeguato: scarpe robuste, guanti robusti, pantaloni lunghi e maglietta a maniche lunghe…e un goccia di repellente per le zanzare.
Le altre due aperture pubbliche saranno invece sabato pomeriggio 20 ottobre e domenica 11 novembre Levadina Domenica ore 15:00.
Vi aspettiamo!
 

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