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Parco Agricolo Sud Milano
Cenni storici

Anni '60, prime idee

Nella cultura urbanistica milanese più avanzata si comincia ad ipotizzare la necessità di promuovere la salvaguardia della cintura di verde a sud di Milano: appare necessario da un lato porre un limite allo sviluppo disordinato della metropoli, dall’altro dotare Milano di un polmone di verde indispensabile alla sua vita. In alcuni studi del P.I.M. (Piano Intercomunale Milanese) compaiono per la prima volta alcuni orientamenti per un sistema di zone “verdi attrezzate” nel sud Milano.

 

Anni '70, le idee si consolidano

Si infittiscono le iniziative “culturali”,  “politiche” e le prime ipotesi “pianificatorie”  che sostengono la necessità di realizzare quello che già comincia a chiamarsi “Parco Sud”. In questo periodo il concetto di “verde attrezzato” viene progressivamente sostituito da “verde agricolo”.

1983/1984, le prime spinte ambientaliste ...

La cultura “verde” avanza. Un gruppo di ambientalisti si costituisce in Comitato per il Parco Sud e in tre mesi raccoglie 5.000 firme in calce ad una petizione popolare per fermare la cementificazione del territorio e per la promozione del Parco Sud.

 

1985 (6 marzo) ... ottengono un risultato politico

Il Consiglio Regionale approva la legge n. 41, che inserisce il Parco Sud nell’elenco delle aree regionali protette previste dalla legge 86/83: per la prima volta il concetto di Parco Sud entra in una legge.

1985/1986 La legge di iniziativa popolare

Il Comitato per il Parco Sud, trasformatosi nel frattempo in Associazione, presenta una proposta di legge regionale istitutiva del parco e raccoglie le 5.000 firme necessarie. Il frutto di un grande lavoro tecnico e di un capillare movimento politico arriva ad essere discusso in regione.

1987 (29 gennaio), I tempi si allungano

Il Consiglio Regionale vota l’inammissibilità della proposta di legge ambientalista. Tuttavia la Giunta Regionale fa proprio l’intero progetto di legge: inizia così l’iter legislativo che, a differenza delle procedure previste per le leggi di iniziativa popolare, non potrà essere abbreviato: i tempi si dilatano e i grandi progetti speculativi nel sud Milano marciano speditamente.

1987 (17 luglio), proposta della Provincia

Anche la Provincia di Milano, attraverso un suo Comitato di Proposta, si fa promotrice di un suo progetto di legge: i suoi contenuti, sia di perimetro che di norme, sono lontanissimi dalla proposta ambientalista. E’ una sorta di “legge truffa”,  ma possiede il vantaggio di avere sponsor politici piuttosto influenti.

1990 (23 aprile), la Legge Regionale 24/90 istituisce il Parco Sud

Il Consiglio Regionale Lombardo approva la legge istitutiva del Parco Agricolo di Cintura Metropolitana Sud Milano. Il suo perimetro è ridotto rispetto alle proposte iniziali, sia perché nel frattempo l’urbanizzazione intorno a Milano si è ulteriormente sviluppata senza controllo, sia perché potenti lobbies politico-affaristiche ottengono l’esclusione dal perimetro di grandi aree agricole: due esempi eclatanti sono l’area a sud di Lacchiarella  destinata al previsto Interporto e quella a nord di Lacchiarella (il cosiddetto triangolo di 1.600.000 mq) di proprietà Edilnord - Berlusconi. Inoltre le norme tecniche consentono ai comuni di realizzare le previsioni di sviluppo contenute nei lori Piani Regolatori anche se non ancora approvati dalla Regione. La legge istitutiva del Parco non è la legge voluta dagli ambientalisti ma, ciò nonostante, costituisce una tappa fondamentale per limitare il disastro urbanistico. Essa inoltre possiede alcuni contenuti innovativi. Uno fra tutti è la presenza nell’organismo direttivo di rappresentanti delle associazioni ambientaliste e delle associazioni di agricoltori.

1991, il il P.T.C. (Piano territoriale di Coordinamento)


Come previsto dalla legge inizia il lavoro per la stesura del Piano Territoriale di Coordinamento che rappresenta lo strumento urbanistico di programmazione del territorio del parco.

1993 (ottobre)-1994 (febbraio), Adozione del P.T.C. in  Provincia, il P.T.C. arriva in Regione

Il Consiglio Provinciale di Milano “adotta” finalmente il P.T.C.: il suo contenuto, nonostante l’inserimento nel perimetro del cosiddetto triangolo di Lacchiarella, viene valutato pessimo dagli ambientalisti che comunque, in vista di un possibile miglioramento nel successivo esame in sede regionale, giudicano positivamente la sua adozione. Dopo l’esame delle osservazioni il Consiglio Provinciale “ri-adotta” definitivamente il Piano (03/02/94) e lo trasmette alla Regione.

1995 (aprile), primo atto ufficiale della Regione

La Giunta Regionale, dopo averne sostanzialmente modificato la normativa, migliorandola, adotta il nuovo testo senza esaminare le osservazioni.

1996 (marzo), due anni per effettuare le verifiche di legge!

La nuova Giunta Regionale vara il Progetto di Legge per il P.T.C. e lo trasmette al Consiglio. La V Commissione Territorio inizia il lavoro di messa a punto prima dell’esame finale da parte del Consiglio Regionale. Sono passati 24 mesi dal ricevimento degli atti. Gli ultimi 12 mesi sono serviti solo per l’esame delle osservazioni.

1997 (settembre), la fase degli scambi politici

La Commissione termina il suo lavoro. Il testo, votato quasi all’unanimità, non risolve i nodi relativi ad alcune aree (Lacchiarella, Rozzano, Peschiera, Pioltello) rimettendoli alle scelte del Consiglio.

1997 (ottobre), lo sgambetto del T.A.R.

Il T.A.R., con una sentenza stranamente rapida e sicuramente molto discutibile, accoglie un ricorso della società Edilnord e annulla l’istruttoria regionale: il P.T.C. ritorna al punto dell’adozione da parte della Provincia. La Regione, suo malgrado, è costretta a fare ricorso alla Corte Costituzionale.

1997 (dicembre), ennesima proroga delle salvaguardie

Con la Legge N° 3/98 la Regione proroga fino a fine 1999 le salvaguardie, sia sul perimetro della legge istitutiva sia su quello adottato dalla Provincia.

1998 (febbraio), ennesimo (e atipico) “gruppo di lavoro”.

Il Presidente della Giunta Regionale nomina un nuovo gruppo tecnico con il compito di modificare il Progetto di Legge per renderlo conforme alla sentenza del TAR. In pratica nessun tecnico regionale ne fa parte. Oltre a tecnici indicati dalla Provincia, formano il gruppo di lavoro tre liberi professionisti tra i quali un Consigliere Provinciale di Forza Italia di professione avvocato, abitualmente difensore di Fininvest.

1998 (2 ottobre), la Giunta Formigoni vota la delibera “provocazione”

Approvazione “nuova verifica” da parte della Giunta e trasmissione al Consiglio Regionale. Su proposta dell’Assessore competente (Nicoli Cristiani), ed in assenza di 6 assessori (tra cui G. Sala delegato all’urbanistica), la Giunta approva la relazione finale del gruppo di lavoro e la integra con pesantissimi condizionamenti al Consiglio: il completo rigetto della proposta di perimetro adottata dalla Provincia e l’invito ad accogliere tutte gli stralci di territorio richiesti dai Comuni dal 1990 a “tutt’oggi”. Ora la palla passerà al Consiglio Regionale per l’approvazione finale che ha meno di tre mesi di tempo utile per approvare la legge sul P.T.C..

1998 (19 dicembre), trattori davanti al pirellone

Associazioni ambientaliste ed agricoltori con tanto di trattori manifestano davanti al pirellone in favore del Parco Sud.

1998 (23 dicembre), quinta proroga delle salvaguardie

Il Consiglio Regionale approva per la quinta volta una legge di proroga delle salvaguardie, in questo caso di soli sette mesi. L’Assessore Nicoli dichiara di impegnarsi a far approvare rapidamente il P.T.C. nei primi mesi del nuovo anno.

1999 (marzo), siamo al ridicolo: la maggioranza fa “ostruzione” in commissione

La V commissione territorio finge di discutere il piano del parco: per ben 3 sedute consecutive il Presidente Buscemi (Forza Italia) ed il relatore di maggioranza Folli (Forza Italia) chiedono un rinvio per esaminare la documentazione. Intanto si avvicina drammaticamente la data di scadenza delle salvaguardie.

1999 (11 giugno), la Corte Costituzionale smentisce il TAR

La Corte Costituzionale smentisce il TAR: la legge quadro sui Parchi (86/83) è perfettamente legittima, e il TAR avrebbe dovuto respingere i ricorsi Edilnord.
La Giunta Formigoni estrapola alcuni passi secondari della sentenza e, dandone un’interpretazione quanto meno stravagante, decide di modificare la legge quadro.

1999 (29 luglio), Il centrodestra in Regione: regalo a Berlusconi e duro colpo ai Parchi Regionali

La maggioranza di centrodestra in Consiglio Regionale approva la legge 165 che da un lato proroga le salvaguardie fino al 31/10/99, dall’altro ne modifica i contenuti secondo i criteri della famigerata delibera di Giunta del 2/10/98. La stessa legge stabilisce che i P.T.C. dei parchi non avranno più forza di legge, bensì saranno approvati con semplice delibera di Giunta. Nulla possono le opposizioni contro la compatta arroganza della maggioranza. I Verdi e Legambiente fanno ricorso al Commissario di Governo per impedirne la ratifica.

1999 (28 agosto), la Lombardia vota leggi in contrasto con il suo stesso Statuto

Il Commissario di Governo rinvia la legge 165, poiché in contrasto con lo Statuto della regione che impone l’esame del Consiglio sulle materie di pianificazione urbanistica.

1999 (29 settembre), Formigoni si arrabbia con i suoi consiglieri

La Giunta Formigoni decide di ripresentare in Consiglio lo stesso testo di legge (165) già bocciato dal Governo ma, a causa di numerose assenze nella maggioranza, il Consiglio respinge.

1999 (21 dicembre), ci riprovano subito

Alla vigilia di Natale altra legge truffa: approvazione della L.C.R. 181 che ha gli stessi contenuti della 165 (eccetto la data di scadenza delle salvaguardie passa al 30 giugno 2000). Nuovi ricorsi al Commissario di Governo.

1999 (31 dicembre), pericolo

Scadenza delle salvaguardie.

2000 (21 gennaio), ennesimo rinvio dal Governo

Nuovo rinvio da parte del Commissario (della L.C.R. 181).

2000 (15 febbraio) Le elezioni regionali sono vicine …

Il Consiglio (con voto segreto chiesto da Lega Nord, che pochi giorni prima ha siglato l’accordo elettorale con Forza Italia) approva il nuovo testo che teoricamente accoglie i rilievi del Governo ma sostanzialmente conserva le norme originarie: si configura una sorta di “falso ideologico”. In vista delle elezioni, e con il rischio di non essere ri-candidati, i consiglieri di maggioranza mostrano grande “compattezza”.

2000 (25 febbraio), il Governo non dà prova di coraggio

Il Governo non ritiene che esistano elementi sufficienti per ricorrere in Corte Costituzionale ed approva la L.C.R. 181 (che prenderà il nome di Legge 11/2000)
La nuova Giunta regionale, una volta insediata, dovrà avviare una nuova istruttoria del P.T.C. e successivamente potrà approvarlo in totale autonomia.

2000 (agosto), a 10 anni dalla sua istituzione, il Parco Sud ha un P.T.C.

La seconta Giunta Formigoni, ai sensi della nuova legge 11/2000, approva il P.T.C. Dopo 10 anni dalla sua istituzione, il Parco Agricolo Sud Milano possiede il suo primo Piano Territoriale di Coordinamento. Il suo contenuto è stato deciso nello strettissimo riserbo delle stanze della presidenza della regione.


 

 

 

Il video del mese

Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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