Tralicci e rotonda, prende forma la “cittadella” dei data center
MELEGNANO Ormai quasi ultimati gli interventi attorno agli impianti targati Vantage…CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Il Cittadino di Lodi
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MELEGNANO Ormai quasi ultimati gli interventi attorno agli impianti targati Vantage…CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Il Cittadino di Lodi
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Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Sento il dovere di intervenire per denunciare e smentire la continua e strumentale disinformazione che gravita attorno alla superstrada Vigevano-Malpensa. In queste settimane — ma a dire il vero da quando è iniziata la contestazione a questo progetto di gravissimo impatto ambientale — assistiamo su diverse testate online e in molti commenti sui social a una narrazione totalmente acritica e distorta, che spaccia l’opera per ciò che non è: una “soluzione definitiva” per collegare Albairate, Robecco sul Naviglio e i comuni limitrofi a Milano.
Tra le falsità più diffuse vi è quella secondo cui “la maggior parte degli enti coinvolti sarebbe favorevole”. Un’affermazione che ignora deliberatamente la netta e formale contrarietà espressa dai Comuni direttamente impattati come Albairate e Cassinetta di Lugagnano, dalla Città Metropolitana di Milano, dal Parco del Ticino e dal Parco Agricolo Sud Milano.
Diffondere l’idea che questa strada risolverà i problemi di viabilità verso Milano è fuorviante. Ci troviamo di fronte a un progetto concepito decenni fa, ormai superato dalla storia e dalle attuali esigenze di tutela del suolo. Non si tratta di un’arteria fluida, ma di un’infrastruttura monca che scaricherà il traffico sui centri abitati, trasformandosi nell’ennesimo imbuto sul nostro territorio. A questo si aggiungerà il vero e proprio disastro per la viabilità locale durante la chiusura della strada per la stazione, fondamentale bretella di collegamento tra la SP114 e la Vigevanese.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le gravi interferenze tecniche: il suolo della Tratta C, tra la ferrovia e la SP114, è attraversato da un oleodotto e da piloni dell’alta tensione. È inevitabile che Anas si troverà a dover affrontare un ulteriore e vertiginoso aumento dei costi per mettere in sicurezza e deviare questi impianti.
I costi dell’opera sono già lievitati in maniera sproporzionata. È proprio contro questa gestione delle risorse pubbliche che, come Comitato No Tangenziale insieme a diverse associazioni e cittadini, ci siamo rivolti alla Procura della Corte dei Conti per chiedere di far luce su quello che riteniamo un gravissimo e potenziale danno erariale.
Nel frattempo le ruspe sono già sui campi e i cantieri sono stati avviati. Lo sbancamento del terreno fertile, la distruzione delle marcite secolari e la compromissione della rete idrica tradizionale sono processi che stanno avvenendo proprio in questi primi giorni di lavoro.
Anche nell’ipotesi in cui l’opera dovesse bloccarsi in futuro per problemi burocratici o finanziari, il danno sul suolo agricolo sarà ormai irreversibile. Un terreno spianato, compattato dai mezzi pesanti e privato della sua fertilità non torna più quello di prima, nemmeno se la burocrazia dovesse un giorno restituirlo ai proprietari.
Continuare a far passare messaggi strumentali significa ignorare e nascondere deliberatamente l’impatto reale che questa colata di cemento sta già avendo sul nostro territorio. È tempo che l’opinione pubblica sia informata sulla verità dei fatti: si sta sacrificando un patrimonio agricolo, idrico e naturale inestimabile per un’opera anacronistica e priva di qualsiasi visione di futuro.
Isabella Caggiati
Cittadina di Albairate
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Dopo anni di attese, progetti, discussioni e rinvii, la superstrada Vigevano-Malpensa entra finalmente nella fase operativa. A fare il punto sull’avvio del cantiere è La Provincia Pavese, che racconta la partenza delle prime attività ad Albairate, punto di avvio della tratta C verso Ozzero.
Le operazioni di preparazione del cantiere sono già cominciate: nell’area del parcheggio della stazione di Albairate è in fase di allestimento il campo base, con i prefabbricati destinati agli uffici della direzione lavori. Si procede inoltre con la predisposizione della segnaletica e delle aree che accompagneranno l’apertura effettiva del cantiere.
«Meno male che non sono più solo carte e che diventa un cantiere dopo anni di attese», ha commentato il sindaco di Vigevano Paolo Previde Massara, sottolineando l’importanza dell’opera per la città e per l’intera Lomellina. L’infrastruttura, secondo il primo cittadino, potrà infatti migliorare l’accessibilità del territorio e generare opportunità per imprese e occupazione.
«Stanno cantierizzando i lavori – dichiara Flavio Crivellin, sindaco di Albairate – purtroppo, noi che siamo sempre stati uno dei Comuni del fronte del “no”, insieme a tutti i Comitati no Tang, adesso ci vediamo proprio qui l’inizio dei lavori per la realizzazione della tratta C, l’Albairate – Ozzero». Questa la dichiarazione del primo cittadino alla Provincia. Con buona pace del suo disappunto, caro sindaco, l’unico difetto di quest’opera è che è arrivata tardi, anche per via dell’opposizione (minoritaria, rispetto al totale degli enti locali coinvolti) di Comuni come appunto Albairate.
La tratta che sta entrando nella fase realizzativa è la C, Albairate-Ozzero, lunga circa sette chilometri e interessata dai territori di Albairate, Abbiategrasso e Ozzero.
Si tratta di un intervento infrastrutturale tutt’altro che marginale: il progetto prevede sei svincoli, quattro viadotti, tre gallerie artificiali, due ponti su corsi d’acqua e quattro cavalcavia. Le opere consentiranno, tra l’altro, di superare la linea ferroviaria Milano-Mortara, la statale 494 e il Naviglio Grande.
Il valore dell’intervento è di circa 169,5 milioni di euro, con Anas nel ruolo di stazione appaltante. I lavori sono stati assegnati lo scorso 19 gennaio e, secondo il programma approvato, avranno una durata prevista di 36 mesi.
L’avvio del cantiere rappresenta dunque un passaggio concreto dopo una storia lunga anni. Una storia che, come ricorda La Provincia Pavese, continua però ad alimentare anche il confronto sul territorio. Il sindaco di Albairate Flavio Crivellin, pur prendendo atto dell’avvio dei lavori, ribadisce infatti le proprie perplessità sull’impatto dell’infrastruttura sulla viabilità e sulla vivibilità del Comune.
Intanto, però, dalle carte si passa alla realtà.
E il prossimo passaggio riguarda la tratta A, destinata a collegare Magenta e Albairate, comprendendo anche la variante di Pontenuovo di Magenta. Un’opera da circa 148 milioni di euro, lunga dieci chilometri e destinata a interessare Magenta, Boffalora sopra Ticino, Robecco sul Naviglio, Cassinetta di Lugagnano e Albairate.
Per il territorio dell’Ovest Milanese e della Lomellina si apre quindi una nuova fase: dopo anni di annunci e discussioni, la Vigevano-Malpensa comincia finalmente a prendere forma sul terreno.
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