Il manifesto di monaci e fedeli a tutela dell’Abbazia di Chiaravalle

Uno stadio accanto all’Abbazia!?
Chiaravalle è un luogo dello spirito

Il borgo di Chiaravalle, sito nella periferia sud-est di Milano, è un’oasi immersa nella natura. All’interno del Parco Agricolo Sud, sotto tutela dei Beni Ambientali, vanta anche il Parco della Vettabbia e il Boschetto di Rogoredo, da anni ormai bonificato e reso fruibile.
Il borgo, poi e soprattutto, è caratterizzato dall’Abbazia dei monaci cistercensi, presenti in Chiaravalle sin dal 1135.
Chiaravalle, pertanto, oltre a essere una un’area ad alto valore ambientale, è anche un luogo dello spirito, che calamita da sempre “fuori porta” tanti milanesi (e non solo) per le liturgie quotidiane e soprattutto per quelle dei giorni festivi. La Ciribiciaccola richiama durante il giorno i fedeli, invitandoli al silenzio per la preghiera e per la contemplazione.
Un mese fa nel Comune di San Donato è stato reso pubblico il progetto di un complesso, che dovrebbe sorgere nell’area verde di San Francesco, nella Valle dei monaci, all’interno di questo di questo patrimonio di dimore rurali e di architetture religiose.
Il progetto ha la sua primaria ragion d’essere nella realizzazione di uno stadio di 72.000 posti per partite di calcio e per concerti: al suo centro sorgerà anche un teatro auditorium e il parco Legoland al coperto, per bambini e famiglie. (altro…)

Agricoltura al servizio e non contro l’ambiente

Agricoltura non è contro l’ambiente
una voce degli operatori
nel nostro territorio

18 febbraio 2024. Riceviamo questa attenta riflessione da agricoltori nostri amici. Buona lettura.

TRATTORI IN GIRO PER L’EUROPA… CONTRO L’EUROPA?
In questi giorni stiamo assistendo ad imponenti manifestazioni di agricoltori di tutta Europa, spesso
spontanee e non facenti riferimento ad organizzazioni professionali e sindacali rappresentative, che portano
all’attenzione della opinione pubblica e delle Istituzioni un profondo disagio della categoria.
Disagio legato in primis al profondo divario che c’è tra la quantità di lavoro e di passione presente nel ciclo
produttivo agricolo e il reddito che ne deriva che, spesso, è pura sussistenza.
In moltissimi casi e in modo diffuso in tutta Europa queste manifestazioni hanno individuato la Politica
Agricola Europea e, in particolare, la sua recente evoluzione greening, come la responsabile di questa
dicotomia. E’ stato facile, per l’avanzante populismo e nazionalismo europeo con alcune tragiche presenze di
estrema destra come in Germania, cavalcare queste proteste in funzione anti europea in vista delle prossime
elezioni, nella speranza di un tornaconto elettorale.
Gli agricoltori firmatari di questa lettera credono che le ragioni del disagio siano molto più complesse
e che sia necessario uno sforzo analitico importante per far che si che queste proteste creino il
presupposto per affrontare il problema in modo serio e non in funzione del beneficio elettorale di
qualche forza politica lasciando ai tantissimi partecipanti alle manifestazioni soltanto l’amaro in
bocca.
LE DUE AGRICOLTURE
Fin dagli anni sessanta si è andata delineando una tendenza, ormai diventata strutturale, di una netta
separazione tra una agricoltura delle grandi superfici, dei grandi numeri economici, della capacità di
investimento e di accesso al credito, legata a commodities come cereali, carne, latte … ma anche frutta e
orticoltura, che per semplicità chiameremo Agroindustria e, dall’altra parte, una agricoltura familiare molto
legata al territorio, spesso marginale, di collina e di montagna ma non solo, con volumi produttivi spesso
insufficienti a garantire investimenti, ma con un beneficio sociale immenso derivante dal presidio di un
territorio spesso non agevole ma prezioso. Questa, sempre per semplicità, la chiameremo Agricoltura
Contadina. (altro…)

Data center e Parco Sud

L’assedio dei supercapannoni per nuovi data center
E’ allarme per il consumo di suolo
a Cornaredo, Noviglio e Corsico

6 febbraio 2024. Dopo la stagione dei centri commerciali e, a seguire, quella dei poli logistici, ecco la terza ondata che rischia di dilagare nelle campagne del sud Milano: i data center. A Noviglio, nella frazione di Santa Corinna, Hines ha già avviato gli scavi, eradicando e cancellando l’agricoltura su circa 150 mila mq. Più a ovest, a Cornaredo Data4 ha annunciato che investirà un miliardo di € per raddoppiare l’attuale centro esistente (vedi foto), da 110 a 210 mila mq. Ultima in ordine di tempo viene Corsico, dove all’Amministrazione comunale è arrivata la richiesta per il cambio di destinazione d’uso di un’area di 105.000 mq da uso agricolo a uso produttivo, anche qui per la realizzazione di un data center.
Anche se le costruzioni non riguardano direttamente le aree del Parco Sud, è evidente l’impatto che ne consegue al territorio e al paesaggio, con l’elevato consumo di suolo. (altro…)

Colturano: inquinamento senza controllo

Colturano: inquinamento industriale nei campi agricoli
Il Comune balbetta e ARPA tace
Esposto e analisi chimiche delle associazioni


13 gennaio 2023. La roggia Colturana – che nasce dal canale della Muzza e con le sue acque irriga i campi di Colturano – da molto tempo è gravemente inquinata e rischia di “di produrre danni rilevanti per quanto riguarda lo stato di salute dell’ambiente, delle colture e degli abitanti delle zone vicinali”.
Il virgolettato è riportato nella perizia che ha certificato le analisi commissionate da Associazione Parco Sud e WWF Martesana Sud Milano su acque e fanghi campionati nel corso d’acqua che sbocca dall’area industriale.
Dalle analisi sono emersi valori allarmanti, molto al di sopra dei livelli previsti dalla normativa, di inquinanti industriali quali i metalli pesanti (Cromo, Cromo VI, Nichel Rame, Stagno e altri) e idrocarburi pesanti. Inoltre le altissime concentrazioni di azoto ammoniacale misurate nei campioni indicano anche la presenza di sostanze organiche in fase di degradazione.
In questo caso non è difficile scoprire la causa dell’inquinamento: 45 aziende delle 50 presenti nel “polo industriale” di Colturano – anziché conferire i loro scarichi nella rete fognaria – sversano le loro acque reflue nella roggia Colturana, che scorre di fianco e prosegue a irrigare i campi di mais del Parco Agricolo Sud Milano. (altro…)

Presentato il progetto Indaco della Muzzetta

Indaco della Muzzetta
progetto di nuova agricoltura dal passato
con un occhio all’ambiente e al sociale


21 luglio 2023. Lunedì scorso è stato presentato a Palazzo Isimbaldi (Milano) il progetto “Indaco della Muzzetta, l’armonia dai campi alla comunità”, vincitore del Bando Ruralis di Fondazione Cariplo, e ha come capofila l’associazione AmbienteAcqua.
La strategia del progetto è tutta racchiusa nel suo nome. La prima parte del titolo, “Indaco della Muzzetta”, incarna già due elementi centrali del progetto. Da un lato mostra subito il territorio su cui si intende intervenire, tra Rodano e Settala e a ridosso delle Sorgenti della Muzzetta, uno tra i siti naturali più importanti del Parco Agricolo Sud Milano. L’indaco è un colore molto antico che richiama la tradizione rurale dell’uso delle piante tintorie. Queste coltivazioni, oltre ad un aspetto produttivo, hanno anche dei benefici . Infatti, molte delle piante tintorie sono mellifere (fornitrici di cibo alle api) e possono contribuire alla tutela della biodiversità locale che può essere ulteriormente incentivata abbinando altre coltivazioni, così come auspicato dalle pratiche agroecologiche. Si lavora così nella direzione di trovare e costruire un’armonia tra le pratiche agricole e la biodiversità. Nel fare ciò, si intende promuovere l’inserimento lavorativo delle categorie più fragili del territorio.
I lavori si espleteranno in due appezzamenti agricoli di Rodano e Settala, in abbinamento a tre luoghi-simbolo del territorio rurale della Muzzetta: Cascina Castello (nella foto di Antonio Negri), il Centro Etnografico delle Arti e Tradizioni Contadine e Casa Gola.
Vediamo nel dettaglio i diversi piani d’azione del progetto, in avvio nel prossimo autunno. (altro…)

Calcolati i costi del climate change

Il cambiamento climatico?
Non solo esiste
ma ci costa pure caro

20 luglio 2023. Nell’ultimo decennio, i danni dovuti al cambiamento climatico sono costati 145 miliardi di euro ai Paesi dell’Unione europea. E gli italiani sono tra i cittadini che hanno pagato il costo più alto di tutti.
Lo dice uno studio dell’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, che ha preso in esame le conseguenze economiche tra inondazioni, incendi e altri eventi collegati a condizioni meteo estreme. Il conto più alto in Grecia, Francia e Finlandia dove i costi annuali per abitante connessi alle catastrofi naturali sono stati superiori rispettivamente ai 90, 60 e 40 euro.
Subito dopo arriva l’Italia, dove le conseguenze negative sono costate tra il 2010 e il 2020 36,5 miliardi, con una spesa di 41,45 euro per ogni cittadino. Ma quello che è peggio, è la «chiara tendenza», come riconosce l’Eurostat, che questi costi «stanno aumentando del 2% all’anno nell’ultimo decennio». Giusto per smentire i negazionisti che sostengoo che gli eventi naturali ci sono sempre stati: non così continui. (altro…)