Deceduti a poche ore di distanza
due poliziotti sentinelle del territorio nei Nebrodi
Colpa del contrasto alle agro-mafie del luogo?
7 marzo 2018. Perché parliamo di un territorio lontano, nel Messinese? Perché ci sentiamo profondamente vicini a tutti coloro che lottano contro il degrado dei territori, sono nostri fratelli nei sentimenti e ci ribelliamo alle loro morte sospette.
Partiamo dai fatti. Due poliziotti, Rino Todaro di 46 anni e Tiziano Granata di 40 anni, che lavoravano fianco a fianco nello stesso commissariato, sono morti la settimana scorsa a poche ore di distanza: il primo trovato senza vita nella propria abitazione e il secondo per una sospetta leucemia, a neanche un giorno di distanza. Due poliziotti non comuni, due tipi tosti che, insieme ad altri colleghi, si inerpicavano su per le stradine di montagna e i sentieri, di giorno come di notte, con la pioggia o con il freddo. Andavano a cercare latitanti, ma anche a combattere una mafia agro-pastorale che si è presa il territorio e vi ha installato macelli clandestini di animali rubati agli allevatori, truffe per ottenere fondi pubblici e sofisticazioni alimentari. Per queste ultime vengono usati medicinali clandestini importati dall’est Europa che, se mal utilizzati, diventano cancerogeni per gli animali e per chi consuma la loro carne o latte.
I successi in questi anni della squadra, denominati due anni fa “poliziotti vegetariani”, sono stati notevoli. “Ci hanno affibbiato questo nomignolo pensando di ridicolizzarci — spiega al Corriere della Sera il capo del commissariato Sant’Agata di Militello aggiunto Daniele Manganaro, 44 anni con due lauree e un master universitario di secondo livello — ma noi lo siamo diventati a ragion veduta perché più scoprivamo illegalità e più, uno dopo l’altro, abbiamo smesso di mangiare carne. Appena arrivato…

E’ un comunicato stampa importante, per i giudizi chiari e per le persone che lo firmano.

