Via d’acqua Expo
buoni risultati per le modifiche
ma i comitati alzano la posta

[hmyt]http://www.youtu.be.com/watch?v=V6ontZvOtXk[/hmyt]  “La mobilitazione ha pagato e la forza e la determinazione dimostrata da cittadini e attivisti, sfidando il gelo mattutino e un gigante che sembrava intoccabile, apre per la prima volta una breccia nella macchina di Expo 2015” si legge sulle pagine Facebook dei comitati dei cittadini che, preoccupati per gli impatti negativi sul territorio dei parchi coinvolti -delle Cave, Trenno, Pertini, Bosco in Città- alcuni mesi fa hanno iniziato il braccio di ferro con il Comune di Milano ed Expo. E continuano a tenere alta la guardia, non ancora del tutto soddisfatti dei risultati ottenuti, l’interramento totale al Pertini, l’interramento per buona parte del parco Trenno e l’impegno (un atto dovuto in realtà una volta scoperti gli inquinanti) a bonificare tutta l’area di via Quarenghi su cui è stato installato il campo base degli operai della Maltauro. L’impegno è di restituire il parco uguale a prima dell’interramento con la ripiantumazione degli alberi abbattuti. 

Via d’acqua Expo
buoni risultati per le modifiche
ma i comitati alzano la posta

[hmyt]http://www.youtu.be.com/watch?v=V6ontZvOtXk[/hmyt]  “La mobilitazione ha pagato e la forza e la determinazione dimostrata da cittadini e attivisti, sfidando il gelo mattutino e un gigante che sembrava intoccabile, apre per la prima volta una breccia nella macchina di Expo 2015” si legge sulle pagine Facebook dei comitati dei cittadini che, preoccupati per gli impatti negativi sul territorio dei parchi coinvolti -delle Cave, Trenno, Pertini, Bosco in Città- alcuni mesi fa hanno iniziato il braccio di ferro con il Comune di Milano ed Expo. E continuano a tenere alta la guardia, non ancora del tutto soddisfatti dei risultati ottenuti, l’interramento totale al Pertini, l’interramento per buona parte del parco Trenno e l’impegno (un atto dovuto in realtà una volta scoperti gli inquinanti) a bonificare tutta l’area di via Quarenghi su cui è stato installato il campo base degli operai della Maltauro. L’impegno è di restituire il parco uguale a prima dell’interramento con la ripiantumazione degli alberi abbattuti. 

Da navigli a canaletto irriguo

Le Vie d’Acqua è il nome di un progetto nato con la Giunta Moratti, cui si sono uniti l’ente pubblico Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi che gestiscei anche i territori irrigati con le acque derivate dai Navigli Grande, Bereguardo, Martesana, Pavese. Sul finire del 2006 il progetto viene presentato in grande: un canale navigabile, neo leonardesco dai padiglioni di Rho al vecchio porto della Darsena, nel cuore della città. I problemi vengono a galla appena dopo la vittoria di Milano su Smirne per aggiudicarsi l’Expo: il canale navigabile, spiegano i tecnici, a meno di investimenti favolosi, non è realizzabile a causa dei dislivelli esistenti tra i vari punti del percorso, che avrebbero richiesto chiuse e altri marchingegni per compensare la pendenza.
Così, dopo vari studi ed elaborati del Comune di Milano, che ipotizzavano una connessione del Canale Villoresi con il Naviglio Grande, tutti accantonati per varie problematiche, nel 2012 ecco che arriva il canale della Via d’Acqua, dove i canali navigabili sono declassati a canali irrigui. In base a questo progetto il canale che si presenterà ai visitatori di Expo sarà molto lontano dall’immaginario bucolico e leonardesco che si voleva creare e sarà di fatto un canale in cemento o manto bentonitico con sponde a pendenza variabile con una portata di 2 mq/sec, che è un’inezia rispetto al bisogno idrico che vorrebbe soddisfare.
Il tracciato dell’opera, di larghezza compresa tra gli 8 e i 15 metri, con canale, sponde rialzate, camminamenti e zone di rispetto e/o pista ciclabile, corre per un tratto di circa 2,5 km tra gli specchi d’acqua del Parco (le ex cave) e l’abitato di Baggio e questo attraversamento avviene là dove l’area a prato calpestabile del Parco (utilizzata tantissimo dagli utenti baggesi e non solo) è particolarmente stretta: il nuovo canale diverrebbe così una sorta di trincea tra Baggio e il Parco stesso, sia pur con i previsti ponticelli, una barriera brutta sotto il profilo paesaggistico e dannosa per la fruizione del Parco.

Il progetto di Italia Nostra

Il progetto è stato osteggiato sin dagli inizi da Italia Nostra Milano Nord, che ha condotto un’azione specifica su Expo e Comune di Milano per “salvare il salvabile” ovvero per agire con spirito collaborativo elaborando una proposta di tracciato della Via d’Acqua alternativo nel contesto del Parco delle Cave che dal tracciato attuale risulta essere il più martoriato e penalizzato. La Variante proposta da Italia Nostra, messa a punto da Carlo De Michele e Renzo Rosso del Politecnico di Milano, passa a est dei laghi (Cava Ongari, Aurora, Cabassi) ed è un tracciato che solo di recente si è capito essere quello stesso indicato dal progettisti del Politecnico che nell’aprile del 2010 avevano firmato il “progetto di fattibilità” di tutta la Via d’Acqua: ma prima ancora di arrivare nella zona Parco delle Cave, la variante di Italia Nostra nel tratto del Parco di Trenno propone lungo la direttrice nord sud di far seguire al canale la sede del già presente fontanile Treterzi fino al raggiungimento della via Novara e quindi, superata la via Novara, il nuovo tracciato, ancora mediante la rete dei fontanili esistenti, propone il ricongiungimento con un canale esistente giudicato idoneo dagli esperti idraulici del Politecnico, realizzato dal Comune di Milano all’inizio anni ‘90 e mai utilizzato. Questa variante è stata più volte sottoposta allo studio e all’attenzione degli uffici tecnici di Expo e al Comune di Milano che hanno richiesto una “asseverazione tecnico scientifica” della compatibilità idraulica di questa proposta con la richiesta di acqua del Canale Villoresi che gestisce operativamente il progetto della Via d’Acqua: in data 10 giugno 2013 il parere positivo firmato da Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni idrauliche e idrologia del Politecnico di Milano e da Carlo De Michele, associato di Costruzioni idrauliche dello stesso Politecnico, è stato inviato a Expo e a Comune di Milano non ricevendone alcun riscontro.
E il 10 luglio 2013 è stata aggiudicata la gara d‘appalto per i lavori della Via d’Acqua  -tratta sud (dal sito Expo al Naviglio Grande) che è stata vinta per un valore di 42 milioni di euro dalla Impresa di Costruzioni Giuseppe Maltauro spa, società vicentina a capo di un raggruppamento d’imprese, coinvolta in più inchieste (da Mani Pulite all’Aquila, fino a Gheddafi).

Ancora fermento e occupazioni

Il comitato No Canal, Difendiamo il Parco Trenno e le altre realtà locali, quindi promettono ancora battaglia. La delegazione dei comitati, riconfermando il pronunciamento dell’assemblea del 21 gennaio a favore della soluzione proposta di interramento sul Parco Trenno e il giudizio positivo sulla bonifica di via Quarenghi, non ha ritenuto comunque di firmare il verbale proposto da Confalonieri (Comune di Milano). MM ed Expo. Si pronunceranno nell’ambito dell’apertura di un tavolo di confronto con Cittadini Associazioni e Consiglieri, con all’ordine del giorno l’impatto dell’opera via D’acqua all’interno di Parco delle Cave e Bosco in città, che si svolgerà il 29 gennaio prossimo alle ore 19, al Consiglio di Zona 7. Rimane infatti la contestazione al percorso del canale nel Parco delle Cave e in quello dei Fontanili. L’obiettivo è far accettare a Comune e società Expo la variante proposta da Italia Nostra.
In attesa dei nuovi risultati, vi invitiamo ad approfondire le posizioni dei comitati alle pagine di facebook https://www.facebook.com/difendiparcotrenno e https://www.facebook.com/events/222545484600546/?fref=ts. Non è che l’inizio per dimostrare che la cittadinanza attiva è in grado di portare a casa risultati importanti anche contro avversari di tale calibro.

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