Curiosità e news fuori Parco

A Londra una fattoria sotterranea di 10mila mq
per coltivare ortofrutta a km zero
Utilizzare le gallerie sotterranee che sono servite come rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale per far crescere frutta e verdura da vendere a ristoranti e supermercati. Accade a Londra, dove Richard Ballard e Steven Dring, due ingegnosi imprenditori, stanno sviluppando il progetto Growing Underground, che si realizzerebbe in un tunnel, con temperatura costante di circa 15 gradi, a 350 metri di profondità e con una superficie utilizzabile di 10mila mq. Quindi una produzione di cibo praticamente a km zero, con bassissimo impatto ambientale. C’è il solito ma… Tutto questo diventerà realtà se i due imprenditori riusciranno a raccogliere nei prossimi mesi, attraverso una campagna di finanziamento, i 360mila euro necessari per l’attuazione del progetto. Per saperne di più
http://inhabitat.com/2-5-acre-underground-farm-could-grow-fresh-veggies-below-london-streets/#ixzz2sR0XbRO2

Gruppi di acquisto di terreni per coltivare e condividere
i prodotti Dalla tua terra alla tua tavola

Si chiamano GAT, ovvero Gruppi di Acquisto Terreni: sono gruppi di persone che decidono di mettersi insieme, con un numero di quote più o meno paritario per acquistare un appezzamento di terra e poi lavorarci, coltivarlo, farne un’impresa e dunque il loro lavoro, la loro vita. Un’investimento di tipo etico, a sostegno della natura, con obiettivi di guadagno spalmati nel medio-lungo termine, e in grado di assecondare la crescente richiesta di prodotti nei mercati ortofrutticoli.  Frutta e verdura ottenuti sfruttando rigorosamente i metodi della coltivazione biologica, conservazione e ripopolamento dei boschi, allevamenti allo stato brado. le spese d’altra parte sono ridotte all’osso, puntando sull’autosufficienza energetica: impianti di solare termico e fotovoltaico, pozzi d’acqua autonomi, utilizzo di combustibili naturali.
Al momento sul suolo italiano si è solo agli inizi: il primo comitato promotore è sorto nel 2009 a Quistello (Mantova), su iniziativa di tre professionisti ed un ristretto elenco di soci che hanno istituito il GAT come marchio registrato. L’acquisto di un podere nella bassa padana sembrava, all’inizio, poco più di una scommessa. Oggi invece i soci sono divenuti 130, ed ha preso forma anche una seconda azienda agricola gestita secondo questa metodologia, sulle verdi colline di Scansano, in Toscana. E continuano a svilupparsi.
Per saperne di più  http://www.gruppoacquistoterreni.it/

Amburgo sarà la prima città europea senza auto
Entro i prossimi 15-20 anni, la città tedesca si sarà liberata delle auto. È in corso di valutazione un piano d’azione per eliminare la necessità di utilizzare l’auto con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, ma anche di ridurre i livelli di inquinamento.
Ad Amburgo nasceranno percorsi pedonali e piste ciclabili per permettere a tutti i cittadini di avere a disposizione vie di comunicazione sicure che colleghino i diversi punti di interesse della città, con particolare riferimento alle aree verdi, di cui è molto ricca. Ben il 40% del territorio della seconda città della Germania per grandezza è infatti costituito da parchi, giardini pubblici, aiuole e luoghi di ritrovo all’aperto. Per la prima volta Amburgo ha in progetto di unire ogni area verde con una vera e propria rete di vie pedonali e ciclabili che giungerà ad eliminare, o comunque a ridurre drasticamente, l’uso dell’auto.
Anche altre grandi città europee, come Londra, vedono al proprio interno dei percorsi verdi, ma Amburgo sarà la prima a collegare con piste ciclabili e strade pedonali sicure la periferia al centro città, così che cittadini e turisti potranno scegliere di muoversi esclusivamente a piedi o in bici, senza temere pericoli.
Iniziative simili sono in corso anche a Copenaghen, soprattutto per quanto riguarda la costruzione di piste ciclabili futuristiche che colleghino il centro alla periferia. È prevista la costruzione di ben 26 corsie preferenziali per le biciclette, che potrebbero contribuire a rendere il capoluogo danese carbon-free entro il 2050.
Per saperne di più http://www.theguardian.com/sustainable-business/hamburg-answer-to-climate-change

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