Milano sempre più agricola
nasce il Parco delle risaie
per valorizzare e difendere
650 ettari di campagna

È un parco che mette insieme i pezzi di un complesso puzzle: poesia, pragmatismo, ma anche attaccamento alla terra, il piacere della buona tavola, l’antica civiltà contadina e la frenesia della metropoli. I contadini, gli agricoltori, gli abitanti lo hanno chiamato Parco delle Risaie e, dopo anni di parole, discussioni, incontri e, poi, di progetti sulla carta, ora si avvicina a essere realtà.
Si tratta di una vasta enclave agricola di 650 ettari, quasi integralmente all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, che si estende a sudovest della metropoli ed è compresa tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, fino a entrare in Buccinasco e Assago per giungere a lambire i territori di Rozzano e Corsico. Ora un progetto ricompone e valorizza tutti i pezzi, valorizzando l’agricoltura, la fruizione e le tante testimonianze storico-rurali.

Milano sempre più agricola
nasce il Parco delle risaie
per valorizzare e difendere
650 ettari di campagna

È un parco che mette insieme i pezzi di un complesso puzzle: poesia, pragmatismo, ma anche attaccamento alla terra, il piacere della buona tavola, l’antica civiltà contadina e la frenesia della metropoli. I contadini, gli agricoltori, gli abitanti lo hanno chiamato Parco delle Risaie e, dopo anni di parole, discussioni, incontri e, poi, di progetti sulla carta, ora si avvicina a essere realtà.
Si tratta di una vasta enclave agricola di 650 ettari, quasi integralmente all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, che si estende a sudovest della metropoli ed è compresa tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, fino a entrare in Buccinasco e Assago per giungere a lambire i territori di Rozzano e Corsico. Ora un progetto ricompone e valorizza tutti i pezzi, valorizzando l’agricoltura, la fruizione e le tante testimonianze storico-rurali.

Concretezza messa al Bando

Infatti, a distanza di oltre un decennio, il progetto sta finalmente prendendo corpo. Il punto di svolta è stata la creazione, nel 2008, dell’associazione del Parco delle Risaie che opera in collaborazione con diversi partner istituzionali, aziende agricole presenti nell’area (che ne coltivano oltre il 60%, con una produzione equivalente a 60mila piatti di riso al giorno), diverse associazioni e un gruppo di cittadini.
Le sue principali attività sono rivolte alla conoscenza dell’area e allo sviluppo della frequentazione della campagna urbana. “Nel 2008 -spiega Riccardo Castellanza, presidente dell’associazione- con l’incontro fortuito e fortunato di validi professionisti, tra cui l’architetto del paesaggio Gioia Gibelli, siamo stati messi in grado di ‘progettare’ il parco per quindi proporlo alla Fondazione Cariplo: il progetto ha vinto il bando Spazi aperti e ora, con le risorse economiche della Fondazione, cui si uniscono quelle del Comune di Milano (partner del progetto), dell’Ente Parco Sud e di altri enti, partiranno le tre fasi di attuazione”.

Così vivrà il Parco

L’obiettivo del progetto è infatti la realizzazione per fasi di un grande Parco agricolo urbano animato da molteplici funzioni e attività, che ne valorizzino e preservino la vocazione agricola millenaria portandola a conoscenza dei cittadini: garantire un’area biologicamente ricca e un’agricoltura competitiva all’interno del sistema urbano milanese, contenere le spinte insediative, riqualificare le situazioni di degrado, rendere l’ambito accessibile e fruibili i suoi molteplici servizi. Tutto questo attraverso interventi per l’accessibilità, per la qualificazione del mosaico paesistico ambientale, azioni per la cultura e la fruizione, con un impegno finanziario complessivo di 2.600.000 euro. Inoltre, attraverso un percorso partecipativo è stato redatto uno scenario di fattibilità sulle aree rese disponibili da proprietari ed agricoltori, mentre un’articolata fase di comunicazione ha interagito con la cittadinanza e prodotto materiali divulgativi cartacei e digitali.

Le cascine e i mulini tra le risaie

Il Parco rivelerà antiche storie come quelle di un mulino del ‘300, che verrà restaurato e di cascine lombarde della bassa, che da secoli caratterizzano questo territorio. Tra queste, vi è Cascina Battivacco, in zona Barona. Insieme all’attigua Cascina Colomberotto faceva parte sin dal XII secolo della pieve di Cesano Boscone come monasterium de Bativachia cum S.Salvatore; il complesso venne allargato nel 1700 con la costruzione delle case dei salariati. Dal 1965 è sede della Società Agricola Fedeli, azienda agricola a conduzione familiare, facente parte del DAM (Distretto Agricolo Milanese). “Sin dagli albori del progetto -racconta Lucia Fedeli- siamo stati tra i promotori del Parco delle risaie. Già oggi siamo un punto di riferimento per i cittadini: abbiamo scelto di aprire un punto di vendita all’interno della nostra cascina perché crediamo profondamente che sia importante diffondere e valorizzare la produzione agricola del nostro territorio. Con la creazione del Parco delle risaie si accorceranno ancora di più le distanze tra la città e la campagna.”
Per approfondimenti http://www.parcodellerisaie.it/

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