Ammazzaforeste, vince la Regione
Voto a favore di taglio dei boschi
e motocross in montagna e in pianura

Perde la ragione, vince la Regione. Voto a favore di taglio dei boschi e motocross in montagna e in pianura. A nulla è valsa la lettera aperta ai consiglieri (tutti, indistintamente) delle associazioni ambientaliste (Parco Sud, CAI Lombardia, FAI Lombardia, Italia Nostra Lombardia, Legambiente Lombardia, Mountain Wilderness Lombardia, OrobieVive, Touring Club, WWF Lombardia), a cui, peraltro, non ha risposto nessuno. Sono stati respinti tutti gli emendamenti dell’opposizione (30 quelli presentati dal solo M5S). E non sono state considerate neppure le 40mila firme della petizione online promossa dal CAI (Club Alpino Italiano. Francesco Dotti (Fdi) rimarca che si tratta di un “provvedimento importante per far ripartire l’economia” e il leghista Dario Bianchi parla di “legge buona e necessaria. L’ambientalismo si misura sul campo e non nei salotti”.


Ammazzaforeste, vince la Regione
Voto a favore di taglio dei boschi
e motocross in montagna e in pianura

Vince la Regione, perde la ragione! In montagna si potranno tagliare alberi che abbiano fino a trent’anni di vita e in pianura quelli fino a 15 (prima era concesso solo se avevano meno di 5 anni), sempre che il terreno sia destinato ad attività produttiva (e sono i Comuni, ovvero amministratori politici, che “concedono” il cambio di destinazione d’uso delle aree). Il tutto senza neppure pagare le compensazioni (in precedenza, il proprietario doveva quanto meno piantumare un’altra area di eguale misura). E non è tutto: i Comuni potranno anche autorizzare gare di motocross e di altri mezzi motorizzati su sentieri e mulattiere a patto che gli enti gestori diano un parere preventivo vincolante e che gli organizzatori sottoscrivano una fideiussione per ripagare eventuali danni all’ambiente.
È questo che ieri, 8 luglio, hanno votato i consiglieri regionali: 40 a favore e 24 contro (dubitiamo che anche con la presenza dei mancanti 16 consiglieri avrebbe potuto verificarsi un pareggio), rendendo operativa una legge dal titolo beffardo: Recupero delle aree boschive! Da noi e da molte altre associazioni ambientaliste chiamata più realisticamente “ammazzaforeste”, ma anche ulteriore strumento di cementificazione di aree verdi. Infatti, con la nuova legge viene ampliata la possibilità di interventi edilizi (come scritto, i Comuni potranno autorizzare per trasformare la destinazione d’uso del suolo). Inoltre, si consente che opere di interesse pubblico possano essere realizzate nelle vicinanze di parchi e boschi.   

La solitudine degli ambientalisti

A nulla è valsa la lettera aperta ai consiglieri (tutti, indistintamente), a cui, peraltro, non ha risposto nessuno. Sono stati respinti tutti gli emendamenti dell’opposizione (30 quelli presentati dal solo M5S). E neppure le 40mila firme della petizione online promossa dal CAI (Club Alpino Italiano)
Ovviamente gongola il centrodestra: come riporta Repubblica, per il consigliere regionale Carlo Malvezzi (Nuovo centrodestra), che si era battuto per l’inserimento nella legge dei nuovi termini per l’eliminazione degli alberi anche in pianura, “è stato tolto un inutile balzello che frenava la crescita delle imprese”. Da Francesco Dotti (Fdi) rimarca che si tratta di un “provvedimento importante per far ripartire l’economia”. Il leghista Dario Bianchi parla di “legge buona e necessaria. L’ambientalismo si misura sul campo e non nei salotti”.
Legambiente e le altre associazioni (Associazione Parco Sud, CAI Lombardia, FAI Lombardia, Italia Nostra Lombardia, Mountain Wilderness Lombardia, OrobieVive, Touring Club, WWF Lombardia) stanno valutando un ricorso in sede governativa.

Ammazzaforeste, vince la Regione Voto a favore di taglio dei boschi e motocross in montagna e in pianura

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