Dei 100mila euro per Milano Rurale
stanziati dal Comune
Cascina Caldera è in prima fila

La strana coppia, la Milano rurale e quella dei grattacieli, ha un certo fascino. E la giunta milanese, che molto crede in questo dualismo cittadino, lo scorso 10 ottobre  ha stanziato 100mila euro per interventi di manutenzione e messa in sicurezza di alcune cascine agricole sul territorio comunale di Milano. I lavori interesseranno, innanzitutto, la storica Cascina Caldera, complesso agricolo “a corte chiusa” risalente al Cinquecento, sul lato settentrionale del Parco delle Cave. Appartenente al Consorzio DAM, ha fatto propria la filosofia che guida l’iniziativa Mercati in Cascina a Km 0, organizzata dalle aziende agricole milanesi aderenti al Consorzio, che aprono le porte per la vendita diretta delle loro bontà: riso, latte, miele, ortaggi, uova e altro.
Lo scopo perseguito dal Dam è la tutela di beni comuni, suolo e acque e la riqualificazione paesaggistico-ambientale della zona, a partire dal ricco patrimonio di cascine e centri aziendali esistente.
Il Consorzio opera con le caratteristiche della mutualità, con l’obiettivo di perseguire l’interesse pubblico generale, senza fini di lucro, nell’ottica di un’agricoltura professionale integrata con il territorio.
Si tratta di un autentico processo di ruralizzazione, che …

Dei 100mila euro per Milano Rurale
stanziati dal Comune
Cascina Caldera è in prima fila

La strana coppia, la Milano rurale e quella dei grattacieli, ha un certo fascino. E la giunta milanese, che molto crede in questo dualismo cittadino, lo scorso 10 ottobre  ha stanziato 100mila euro per interventi di manutenzione e messa in sicurezza di alcune cascine agricole sul territorio comunale di Milano. I lavori interesseranno, innanzitutto, la storica Cascina Caldera, complesso agricolo “a corte chiusa” risalente al Cinquecento, sul lato settentrionale del Parco delle Cave.
La Cascina, in via Caldera 65 a Milano, risale al Cinquecento. Fino al 1596 appartenne ai nobili Rainoldi che fecero erigere una piccola chiesa dedicata a San Carlo Borromeo. Successivamente la cascina passò ad un altro ramo della famiglia che fu proprietaria fino al 1753. Nel 1843 vennero effettuati importanti lavori di miglioria e ingrandimento. Vennero aumentati i  posti per i bovini nelle stalle, eretti nuovi spazi per l’allevamento dei maiali e polli e fu incrementata la zona dedicata alla lavorazione e alla stagionatura dei formaggi, La chiesetta seicentesca invece fu demolita per allargare l’ingresso alla corte.
Oggi questa cascina comunale, una delle più grandi a ovest della città di Milano, ospita la società agricola Cascina Caldera. L’azienda si occupa della coltivazione di foraggio in un terreno di circa venti ettari, dell’allevamento di bovini e di cavalli. Gestisce inoltre un maneggi, in cui spesso ospita attività sociali e didattiche. Da febbraio a ottobre la prima domenica del mese ospita un mercato dei contadini molto frequentato dalle persone che trascorrono il loro tempo nel circostante Parco delle Cave.
La vendita avviene nel luogo stesso di produzione, con la garanzia di una coltivazione professionale, dal campo al consumatore. È la filosofia che guida l’iniziativa Mercati in Cascina a Km 0, organizzata dalle aziende agricole milanesi aderenti al Consorzio DAM (Distretto agricolo milanese), che aprono le porte per la vendita diretta delle loro bontà: riso, latte, miele, ortaggi, uova e altro.

Un Consorzio per rilanciare la Milano rurale

Il Consorzio DAM, il cui presidente è Andrea Falappi, è stato costituito il 28 gennaio 2011 al fine di valorizzare le attività agricole e sostenere le imprese del settore operanti nel comune di Milano. Nel maggio del 2012 la firma di un importante Protocollo di Intesa con il Comune di Milano, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, che definisce il Consorzio Dam interlocutore privilegiato per la neo ruralizzazione di Milano perché torni a essere, come nei secoli scorsi, una “città di campagna”. Fanno parte del Distretto 31 aziende agricole che coltivano un territorio complessivo di circa 1.500 ettari e si dedicano ad attività di trasformazione e allevamento. La coltura prevalente, secondo la tradizione lombarda, è il riso.
Lo scopo perseguito è la tutela di beni comuni, suolo e acque e la riqualificazione paesaggistico-ambientale della zona, a partire dal ricco patrimonio di cascine e centri aziendali esistente.
Il Consorzio opera con le caratteristiche della mutualità, con l’obiettivo di perseguire l’interesse pubblico generale, senza fini di lucro, nell’ottica di un’agricoltura professionale integrata con il territorio.
Si tratta di un autentico processo di ruralizzazione, che implica il riappropriarsi da parte dei cittadini milanesi dei valori culturali del mondo rurale in un percorso di nuova civilizzazione: solo la consapevolezza della valenza fondativa della spiritualità “contadina” i valori della socialità, dello scambio, dell’accoglienza, della ritualizzazione dei momenti cardine delle stagioni, della qualità delle relazioni in senso ampio come garanzia di una umanizzazione da perseguire potrà consolidare il Distretto rurale di Milano.
Ma il vero plusvalore dell’agricoltura milanese sta nella capacità di combinare tradizione, tipicità, qualità e innovazione in un insieme di situazioni difficilmente rintracciabile in altre zone agricole nazionali ed europee. Infatti, la multifunzionalità è uno degli elementi interessanti per l’agricoltura urbana milanese: include tre funzioni centrali che riguardano le relazioni con lo spazio (ambiente, paesaggio), con la produzione (salubrità e sicurezza e diversificazione qualitativa degli alimenti) e con i servizi (gestione aree rurali, biodiversità, amenità). Fra gli aspetti legati alla diversificazione aziendale assume importanza lo sviluppo dell’attività agrituristica: la Lombardia risulta la quarta regione italiana per numero di agriturismi, 6% su base nazionale.
Tra le risorse paesaggistico/territoriali in essere si intende esaltare la gestione del territorio (agricoltura come parte della rete di servizi per la città) e la fruibilità elevata anche per la presenza di parchi. La qualità paesaggistica, di buon livello, è data dalla compresenza di aree agricole e parchi urbani, che concorrono alla definizione di un vasto polmone verde per la città che comprende: Parco delle Cave, Bosco in città, Parco di Trenno, Parco del Deviatore, Parco dei Fontanili, Parco Calchia, Taeggi e Parco Blu, tutti nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano.
Per gli aspetti relativi alle risorse sociali la presenza del DAM costituisce un’opportunità per consolidare una serie di risorse quali: il rapporto agricoltore-cittadino attraverso iniziative di condivisione e sensibilizzazione della realtà agricola (fruizione), con conseguente diffusione di una coscienza attiva e partecipata; possibilità di mettere in rete tra loro le realtà agricole attraverso un sistema di percorribilità del territorio; stimolo alla multifunzionalità a servizio del cittadino anche con la vendita diretta (filiera corta), turismo, didattica.
Tra le risorse culturali, la base del progetto, prevede la conservazione della memoria storica; la produzione di una rinnovata cultura campagna-città (partecipazione e condivisione) e di un uso consapevole del territorio (aziende agricole come riferimento per la fruizione dei territori agricoli e dei parchi urbani), rafforzando la collaborazione con istituti di ricerca e Università (agraria, architettura, economia). La predisposizione alla condivisione delle conoscenze per diffusione orale rappresenta la forza umana di questa realtà agricola. In questo territorio inoltre esiste già una rete di rapporti tra gli agricoltori, che si aiutano e si confrontano per una migliore gestione e sfruttamento del territorio agricolo.

Ma non solo Cascina Caldera

La delibera di Giunta dello scorso 10 ottobre include altre cascine ricomprese, quali la Basmetto in via Chiesa Rossa 265, San Gregorio Vecchio in viale Turchia 44 e Tre Ronchetti in via Pescara 40.
“Anche in un momento di scarsità di risorse non smettiamo di occuparci della cura delle cascine di Milano, che ha una forte identità di ‘metropoli rurale’ -ha detto il vicesindaco De Cesaris-. Lavoriamo perché questo importante patrimonio della città  sia in sicurezza e possa presto essere riqualificato nella sua interezza, con l’obiettivo di sostenere e rafforzare l’attività agricola insieme al distretto milanese DAM”.
La decisione della Giunta si aggiunge ad altri progetti già avviati per il recupero e la riqualificazione architettonica e funzionale delle cascine milanesi. In particolare, per quanto riguarda gli immobili pubblici già assegnati dal Comune, Cascina Monluè sarà trasformata in luogo per attività socio-culturali, con strutture di accoglienza e ristoro, laboratori e orti; Cascina San Bernardo, immersa nel parco della Vettabbia, sarà una fattoria e un luogo di formazione culturale; Cascina Sant’Ambrogio sarà teatro di iniziative socio-culturali, orti urbani condivisi, laboratori, mercati agricoli, ospitalità e progetti dedicati a ragazzi in difficoltà. Altri progetti stanno coinvolgendo cascine private un tempo abbandonate. Cascina Gerola, un rudere in zona Chiaravalle, è al centro di un progetto di cohousing sociale; Cascina Martesana, affacciata sull’omonimo Naviglio, ospita attività socio-culturali per ogni età; l’Anguriera di Chiaravalle è un innovativo esempio di riuso temporaneo degli spazi.

Dei 100mila euro per Milano Rurale stanziati dal Comune Cascina Caldera è in prima fila

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