Il Lambro nel Sud Milano,
aggredito da cemento e inquinamento
tornerà a “VOLARE”

Parola d’ordine: rigenerare il Lambro da fogna a cielo aperto a vera via d’acqua dell’area metropolitana. Con questo obiettivo i comuni di San Giuliano Milanese (ente capofila), San Donato Milanese, Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente si sono consorziati e intendono ridare spazio e identità ecologica al fiume e al suo territorio. Grazie al contributo di Fondazione Cariplo, è infatti partito il progetto VOLARE- ValOrizzare il fiume Lambro, con l’obiettivo di farlo tornare a essere la vera via d’acqua dell’area metropolitana.
Presentato ieri, 21 gennaio, a San Giuliano Milanese, il progetto prevede di esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale, per invertire la tendenza alla perdita degli habitat fluviali, rimettendo al centro il paesaggio del fiume e dei corsi d’acqua minori. La ‘connessione ecologica’ è infatti una vera e propria infrastruttura territoriale, chiamata a svolgere una quantità di funzioni nel modo più semplice: conservando i suoli e le loro funzioni, ripristinando o creando ex-novo ecosistemi ed elementi del paesaggio rurale e, se necessario ripristinando indispensabili collegamenti tra habitat laddove la furia del cemento li ha compromessi. Tra i punti critici la massiccia urbanizzazione a ridosso delle rive e…

Il Lambro nel Sud Milano,
aggredito da cemento e inquinamento
tornerà a “VOLARE”

Parola d’ordine: rigenerare il Lambro da fogna a cielo aperto a vera via d’acqua dell’area metropolitana. Con questo obiettivo i comuni di San Giuliano Milanese (ente capofila), San Donato Milanese, Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente si sono consorziati e intendono ridare spazio e identità ecologica al fiume e al suo territorio. Grazie al contributo di Fondazione Cariplo, è infatti partito il progetto VOLARE- ValOrizzare il fiume Lambro, con l’obiettivo di farlo tornare a essere la vera via d’acqua dell’area metropolitana.
Presentato ieri, 21 gennaio, a San Giuliano Milanese, il progetto prevede di esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale, per invertire la tendenza alla perdita degli habitat fluviali, rimettendo al centro il paesaggio del fiume e dei corsi d’acqua minori. La ‘connessione ecologica’ è infatti una vera e propria infrastruttura territoriale, chiamata a svolgere una quantità di funzioni nel modo più semplice: conservando i suoli e le loro funzioni, ripristinando o creando ex-novo ecosistemi ed elementi del paesaggio rurale e, se necessario ripristinando indispensabili collegamenti tra habitat laddove la furia del cemento li ha compromessi.

Tra i punti critici la massiccia urbanizzazione a ridosso delle rive e…

Il problema principale della qualità del Lambro è sicuramente l’urbanizzazione eccessiva. Siamo di fronte, infatti, ad un territorio assediato, ingabbiato tra case e infrastrutture stradali, che aumentano la fragilità di un sistema ecologico e paesaggistico e ne deprimono le potenzialità. L’insieme dei comuni il cui territorio è attraversato dal tratto milanese del Lambro, da Milano al confine della provincia di Lodi, è interamente urbanizzato su ben 18mila ettari di suolo (Fonte: rielaborazione dati DUSAF). Ovviamente il dato più macroscopico è quello del comune di Milano che da solo conta per 14mila ettari di territorio, ma in rapporto alla popolazione, la situazione è anche peggiore a sud del capoluogo, dove il cemento di case, fabbriche e infrastrutture non ha risparmiato i suoli agricoli di pregio, e non si è mai fermato, come attestano anche i dati più recenti, nonostante la crisi del settore immobiliare. Tra i fasci di binari della linea Alta Velocità e i giganteschi cantieri di TEM e opere connesse, i territori rivieraschi del Lambro sono infatti tra le aree che hanno maggiormente contribuito al sacrificio di aree agricole e naturali, nonostante la presenza del Parco Agricolo Sud Milano e, in comuni come San Donato e Melegnano, il cemento occupa ben più del 50% dell’intero territorio amministrativo. E, nel periodo 1999-2012 il suolo urbanizzato è cresciuto di oltre il 7% (vedi tabella con dati del consumo del suolo dei comuni rivieraschi).
Uno dei punti di forza del progetto VOLARE sarà il coinvolgimento, parallelo allo sviluppo tecnico dello studio, degli attori (istituzionali, tecnici, associativi, ecc.) attivi sul territorio, condividendo informazioni, visioni future e processi di attuazione. Lo studio di fattibilità del corridoio ecologico, infatti, per raggiungere la piena applicabilità degli interventi pianificati, non potrà non tenere conto dei pareri e delle indicazioni della comunità locale e degli studi precedenti che hanno tracciato la via. Parliamo ad esempio del grande lavoro di analisi compiuto dallo staff del progetto Lambro Metropolitano nel territorio subito a nord tra i comuni di Monza e San Donato Milanese, che sarà una traccia importante da seguire.
L’ambizioso obiettivo, condiviso da tutti i partner del progetto, è quello di tornare a far pulsare di vita il reticolo di acque che attraversa il territorio, restituire al fiume Lambro quel ruolo centrale che ha sempre avuto nella storia delle comunità del Sud Milano. L’area metropolitana milanese dovrà essere capace di scrivere la parola ‘futuro’ sul proprio paesaggio agricolo e naturale,  a partire dalla sua principale via d’acqua.

 
… la qualità delle acque

Il 2015 è l’anno dei fiumi. O almeno dovrebbe esserlo: infatti una direttiva europea sulle acque, promulgata nel lontano 2000, ha indicato questa data come termine perentorio per raggiungere lo stato di qualità ‘buono’ per tutte le acque superficiali del continente. Ma, pur essendo questa scadenza rimandata al 2021-2027 per i fiumi e torrenti che orbitano intorno alla città di Milano, in Lombardia siamo ben lontani dall’obiettivo. Solo per risanare il tratto milanese del Lambro servono enormi investimenti su tutta la rete fognaria della Brianza, del milanese e, più giù, anche del lodigiano. E, contestualmente, interventi sul territorio per restituire al Lambro il suo ambiente, e quindi lo spazio in cui “possa fare il fiume”, prendendosi anche la libertà di uscire dal suo alveo, ma senza causare danni irreparabili. Lo stato ecologico del fiume, infatti, rimane mediamente scarso e, secondo gli ultimi dati disponibili di Arpa Lombardia, riferiti al 2013, il tratto che va da Peschiera Borromeo a Sant’Angelo Lodigiano presenta un giudizio di qualità delle acque addirittura “cattivo” in particolare per la scarsità della componente biologica nell’acqua, cioè di quella diversità di organismi, dai protozoi ai pesci, la cui presenza permette di affermare che un corso d’acqua è vivo e vitale. In realtà ci sono poche probabilità che si possa raggiungere nemmeno l’obiettivo intermedio stabilito dalla Regione Lombardia: un giudizio di qualità “sufficiente” entro il 2015.

 

Il Lambro nel Sud Milano, aggredito da cemento e inquinamento tornerà a “VOLARE”

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