Rocca Brivio è stata messa in liquidazione
Che fare? L’opinione dell’ass. Roccabrivio
che dal 1968 gestisce il prezioso bene

Parte dal 1964 la storia “pubblica” di Rocca Brivio (San Giluliano), costruita nel XIII secolo appositamente con funzioni di vigilanza e controllo a poche centinaia di metri dalla Via Emilia. La posizione dominante della Rocca, costruita su una collinetta naturale, permetteva altresì il controllo di due importanti vie fluviali, il Lambro e il Cavo Vettabia elementi fondativi della storia del nostro territorio.
Ora Rocca Brivio è stata messa in liquidazione ed è stato nominato un liquidatore, che dovrà chiudere debiti e crediti e cercare di vendere il bene. “Gli scenari che ora si aprono sono molto preoccupanti, anche in considerazione della crisi economica che incide fortemente sui bilanci dei comuni -ha commentato il presidente dell’Associazione Roccabrivio Luigi Ventura-. Ora continueremo, insieme a tutte le altre associazioni del territorio, ai cittadini, al Parco Sud, e, speriamo, agli altri soci (l’Associazione, pur con quote minime, tra i proprietari n.d.r.), il nostro lavoro per garantire un futuro ad una delle emergenze storico-ambientali più importanti del Sud Milano”.
Come scongiurare che il bene cada in mano a privati e diventi un luogo per pochi eletti? Ecco il punto di vista dell’Associazione Roccabrivio che dal 1968 gestisce la Rocca. Il documento inviatoci dall’Associazione presenta dapprima la cronistoria delle vicissitudini di Rocca Brivio, partendo dal 1964, quando passa di proprietà, e quindi illustra il futuro che vorrebbe per salvaguardare questo bene, tra i più preziosi gioielli del Parco Agricolo Sud Milano. Attendiamo altri contributi, non ultimo da parte dell’Ente Parco Sud, per trovare soluzioni comuni e…

Rocca Brivio è stata messa in liquidazione
Che fare? L’opinione dell’ass. Roccabrivio
che dal 1968 gestisce il prezioso bene

Parte dal 1964 la storia “pubblica” di Rocca Brivio (San Giluliano), costruita nel XIII secolo appositamente con funzioni di vigilanza e controllo a poche centinaia di metri dalla Via Emilia. La posizione dominante della Rocca, costruita su una collinetta naturale, permetteva altresì il controllo di due importanti vie fluviali, il Lambro e il Cavo Vettabia elementi fondativi della storia del nostro territorio.
Ora Rocca Brivio è stata messa in liquidazione ed è stato nominato un liquidatore, che dovrà chiudere debiti e crediti e cercare di vendere il bene. “Gli scenari che ora si aprono sono molto preoccupanti, anche in considerazione della crisi economica che incide fortemente sui bilanci dei comuni -ha commentato il presidente dell’Associazione Roccabrivio Luigi Ventura-. Ora continueremo, insieme a tutte le altre associazioni del territorio, ai cittadini, al Parco Sud, e, speriamo, agli altri soci (l’Associazione, pur con quote minime, tra i proprietari n.d.r.), il nostro lavoro per garantire un futuro ad una delle emergenze storico-ambientali più importanti del Sud Milano”.
Come scongiurare che il bene cada in mano a privati e diventi un luogo per pochi eletti? Ecco il punto di vista dell’Associazione Roccabrivio che dal 1968 gestisce la Rocca. Il documento inviatoci dall’Associazione presenta dapprima la cronistoria delle vicissitudini di Rocca Brivio, partendo dal 1964, quando passa di proprietà, e quindi illustra il futuro che vorrebbe per salvaguardare questo bene, tra i più preziosi gioielli del Parco Agricolo Sud Milano. Attendiamo altri contributi, non ultimo da parte dell’Ente Parco Sud, per trovare soluzioni comuni.

Dalla marchesa ai mendicanti

Nell’ottobre 1964, la marchesa Concetta Brivio dona tutta la proprietà della Rocca alla Provincia Veneta dei Servi di Maria, un ordine ecclesiastico mendicante. I beni si compongono del palazzo, due mulini del XVIII-IXX secolo, una cascina, una vecchia fabbrica del XVIII secolo e circa 7 ettari di terreno prevalentemente agricolo. Nel 1967, dopo la morte della nobildonna, i Servi entrano concretamente in possesso del bene. Il 1967 è anche l’anno in cui viene posto, su tutto il complesso di Rocca Brivio, il vincolo di tutela a conferma dell’importanza monumentale del bene.
Ma già nel 1966 i Servi commissionano ad uno studio di architettura un discutibile progetto di trasformazione della Rocca, per farne uno studentato teologico per tutte le province italiane dell’Ordine. Questo progetto non verrà mai realizzato. Quel che è certo, è che i frati a questo punto si trovano proprietari di un bene considerevole, soggetto a vincoli architettonici e di utilizzo dettati dalla donazione.
Altrettanto impegnativo è il vincolo della cura e tutela del bene, richiesto da Concetta Brivio e inserito tra gli obblighi della Donazione.
La decisione che prende l’Ordine rappresenta una svolta storica per il futuro della Rocca. Tutta la proprietà viene infatti affidata, in comodato d’uso e con apposita convenzione, all’Associazione Roccabrivio, neo costituitasi grazie all’iniziativa di un gruppo di persone tra le quali figura centrale sarà un religioso dello stesso Ordine Padre Filippo Berlasso, a garanzia dell’affidabilità e responsabilità dell’Associazione stessa. L’obbligo di adempiere alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché il versamento delle tasse sull’immobile viene quindi trasferito all’Associazione, che diventa dal 1968 custode del bene sulla base di una convenzione di durata
trentennale con rinnovi automatici dello stesso periodo.
Da quell’anno, quindi, l’intera proprietà viene gestita dall’Associazione con l’ausilio iniziale dei Servi di Maria, che si riservano l’ala Ovest, edificata da Cesare Brivio, quale spazio adibito a residenza.

Sin dall’inizio, svago e culturale

L’Associazione Roccabrivio nasce come associazione laica, culturale e di volontariato. Le sue attività all’interno della Rocca, senza finalità di lucro, si orientano da subito verso il raggiungimento degli scopi statutari, strettamente connessi alle indicazioni della Donazione del 1964 e della Convenzione stipulata con l’Ordine dei Servi nel 1968.
I primi anni 70 sono anni di grande fermento. Ad un costante e impegnativo lavoro di manutenzione, si affianca l’attività istituzionale, che per tutti gli anni 70 si indirizza verso iniziative di sostegno e solidarietà verso i popoli del sud del mondo. Ha inizio, sempre in quel periodo, un rapporto costruttivo con il Comune di San Giuliano, che utilizzerà dapprima la Rocca come sede per centri estivi per ragazzi e successivamente per la realizzazione di importanti rassegne estive.
Agli inizi degli anni 80, l’Associazione promuove una lunga serie di proposte culturali nel campo del sociale, dell’arte, della musica, dell’ambiente, della filosofia, del cinema. Contemporaneamente vengono affrontate, soprattutto con campi di lavoro, le problematiche della manutenzione ordinaria e straordinaria, compiti di notevole complessità se paragonati alla dimensione ed esigenze del bene
da tutelare e le conseguenti risorse da investire per la sua conservazione.
Nonostante le difficoltà economiche, comprensibili per una associazione che poteva contare per statuto solo su “donazioni, oblazioni e lasciti” e sul lavoro volontario dei soci per far fronte agli oneri gestionali derivanti dalla convenzione, l’Associazione onora dignitosamente, pur con notevoli sacrifici, gli impegni contratti con la Provincia Veneta.

Arriva la nuova proprietà

Nel 1986, purtroppo, ha inizio il primo capitolo di un lungo contenzioso legale aperto dalla proprietà nei confronti dell’Associazione, chiamata in causa per la presunta inosservanza degli obblighi della convenzioni. La causa si trascinerà per quattro anni senza alcun esito. I Servi di Maria, a questo punto, decideranno nel maggio del 1990 di uscire di scena, cedendo tutto il complesso monumentale a una società immobiliare della quale gli eredi Brivio detengono il 50% del pacchetto azionario, società che con l’acquisto della Rocca erediterà anche la causa legale in corso.
Nel frattempo, l’Associazione continua nella gestione del bene, migliorando la propria capacità gestionale e conseguentemente la condizione dello stabile, anche grazie all’attività di autofinanziamento, che intraprende dall’inizio del 1990, che le consentirà di realizzare alcuni importanti interventi di manutenzione straordinaria e contemporaneamente consolidare la sua opera di gestione ordinaria.
Con l’arrivo della nuova proprietà, in ogni caso, si apre forse il momento più delicato per la storia dell’Associazione. Gli interessi delle due parti coinvolte sull’uso del bene si rivelano da subito diversi, se non contrapposti.
È con le tre Amministrazioni comunali di San Giuliano, San Donato e Melegnano che l’Associazione persegue l’obiettivo dell’acquisizione, presentando nel contempo una richiesta di finanziamento del progetto in Regione Lombardia. Dopo un lungo e impegnativo percorso
istituzionale e amministrativo, che ha coinvolto le Amministrazioni comunali dal 1995 al 1997, si posa finalmente il primo mattone par la costruzione del progetto. Il 30 Dicembre 1997, un giorno prima della scadenza dell’opzione, l’Associazione e i tre Comuni acquistano dalla Rocca Brivio Sforza Srl, per l’importo di 3 miliardi di lire, l’intera proprietà di Rocca Brivio.
Dopo un periodo di transizione nella gestione del bene, dall’inizio del 2001 tutta la proprietà di Rocca Brivio è gestita dalla società che vede proprietari i tre comuni e l’Associazione.
Nel 2004 ha avuto inizio il primo lotto di ristrutturazione e adeguamento della Rocca alle sue nuove funzioni, che ha interessato le sale nobili e altri spazi al piano terra, conclusosi nell’estate 2005. con il risanamento e la messa in sicurezza di alcune zone ammalorate.
Un fatto ulteriormente importante è stato l’ingresso nella società Rocca Brivio Sforza srl (RBS), di un nuovo socio. Nel luglio 2005 infatti, il 51% delle quote di partecipazione della società è stato acquisito dal consorzio TASM, recentemente assorbito da CAP Holding, il consorzio acqua potabile della provincia di Milano. Con i patti para sociali che ne sono seguiti si è dato avvio ai lavori di rifacimento del tetto di tutta la villa padronale e con il risanamento e recupero del sottotetto si è messo di fatto in sicurezza il Bene per un lungo periodo mettendolo a disposizione delle generazioni future. Altri lavori sono stati eseguiti in questi ultimi anni, due in particolare: il
parcheggio all’entrata della Rocca, opera necessaria e indispensabile allo sviluppo stesso delle iniziative e manifestazioni, e la volta d’ingresso, che è stata interessata da lavori di consolidamento strutturale.

Le iniziative con le associazioni locali e la vocazione mondiale

L’Associazione Roccabrivio negli anni 2000 è impegnata attivamente nel preservare e accudire questo luogo, ma anche per la valorizzazione culturale e ambientale della zona, attraverso la promozione di eventi culturali o in collaborazione con le Associazioni del territorio.
Come la mostra di primavera “Pausa Breve”, dedicata a persone accomunate dal desiderio di stabilire attraverso il proprio lavoro rapporti di relazioni nuove con il pubblico al di fuori dei circuiti ufficiali dell’arte.
La rassegna di musica classica “Note d’Estate” iniziata nel 1991, giunta quest’anno alla XXIII edizione, è dedicata ai giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. Da sempre attenta a valorizzare i giovani, provenienti anche dal territorio circostante, “Note d’estate” ha assunto negli anni un respiro assai più ampio, grazie anche alla collaborazione con il Concorso Internazionale PianoTalents per giovani pianisti e in collaborazione con veri e propri mostri sacri del panorama internazionale come il Maestro Vincenzo Balzani e la presenza del
Maestro Leonel Morales.
La mostra sul Quilt e Arte Tessile, appena conclusasi giunta alla settima edizione proposta dalle “Donne Patchwork”, la parte femminile dell’Associazione Roccabrivio, che si impegna a fare conoscere quest’arte e la Rocca invitando ad esporre con loro artiste di tutta Italia.
Ma anche iniziative in collaborazione con associazioni e fondazioni del territorio tra cui il Fai, Parco Sud Milano, Italia Nostra, Cisda, Biblioteca Previato e altre, volte a tutela e difesa del territorio del Sud Milano.

Ed ora veniamo al futuro

La situazione attuale della proprietà è ormai nota. La RBS è stata messa in liquidazione lo scorso 10 aprile, con il voto contrario della Associazione Roccabrivio (a favore il 97,6%), è stato nominato un liquidatore che dovrà chiudere debiti e crediti e cercare di vendere il bene. Il mandato dei Soci al liquidatore è di tornare in assemblea prima di procedere a quest’ultimo punto. Nelle assemblee pubbliche, nei consigli comunale e a mezzo stampa i Sindaci e il Presidente di CAP hanno scongiurato questa ipotesi sostenendo che il Bene dovrà rimanere di proprietà pubblica, senza però precisare come e a chi.
Nello scorso anno, nell’assemblea Soci, CAP ha sostenuto di voler uscire dalla Srl e di mettere in vendita le proprie quote (51%) in quanto non è più una priorità la presenza in Rocca (anche se Tasm acquisì la maggioranza per farne la propria sede societaria).
Contemporaneamente, con una lettera ai Soci, l’amministrazione di San Giuliano (ed anche di recente il Sindaco nell’assemblea pubblica dello scorso 9 marzo), ha dichiarato l’intenzione di avviare un percorso amministrativo per l’acquisizione delle quote di maggioranza.
Ora si tratta di approfondire le motivazioni che ci spingono alla difesa del bene di proprietà pubblica.
In questi tempi di difficoltà viene da chiedersi perché privarsi di risorse per sostenere questo progetto. Noi crediamo che, in particolare per chi vive in questo territorio, “conservare”, prendersi cura e garantire alla fruizione pubblica un’area così particolare e preziosa sia una priorità e una esigenza imprescindibile, adesso e per il futuro. Opponendosi, anche in questo modo, alla deriva che consuma il nostro ambiente e le “grandi bellezze” che lo rendono prezioso.
Va fatto un ragionamento complessivo sui beni architettonici/storici del territorio. Il primo passo è quello di sostenere verso i cittadini che i beni debbano rimanere pubblici, e che ciò non comporterà sacrifici da parte loro, ma che ne risulterà un beneficio per tutti.
La Rocca è parte integrata di un percorso storico,architettonico culturale del nostro territorio, dal Castello di Melegnano, alla Grangia della Certosa di Pavia di Carpiano, dal Castello Borromeo di Peschiera al Palazzo Fregoso di Colturano, dalla cascina Roma di San Donato alla Cascina Belpensiero di Dresano,fino alla Ghiacciaia di Mediglia, dalla Basilica S. Maria Assunta di Vizzolo, all’abbazia di Viboldone.
La Rocca è stata costruita nel XIII secolo appositamente con funzioni di vigilanza e controllo a poche centinaia di metri dalla Via Emilia. La posizione dominante della Rocca, costruita su una collinetta naturale, permetteva altresì il controllo di due importanti vie fluviali, il Lambro e il Cavo Vettabia elementi fondativi della storia del nostro territorio.
La Rocca è il luogo attorno a cui si svolse un evento bellico, la Battaglia di Marignano o dei Giganti, combattuta nel Settembre del 1515 tra l’esercito francese di Francesco I° e l’esercito svizzero al soldo del Ducato di Milano, vedrà la Rocca testimone dell’avanzata delle truppe francesi. Francesco I°, infatti, sceglierà come quartier generale la Cascina Santa Brera, posta a cinquecento metri di distanza dalla Rocca. Dagli spalti di quest’ultima, gli abitanti dell’epoca avranno certamente udito gli echi di una fra le battaglie più cruente di quel secolo, conclusasi con la disfatta dell’esercito svizzero.
L’habitat in cui è inserita la Rocca è un contesto ambientale e naturalistico estremamente importante; osserva il confluire nel fiume Lambro dei corsi d’acqua della Vettabbia e dell’Addetta e controlla l’intrecciarsi di un reticolo di rogge, fontanili e canali, avvolti da una campagna che vede il fiorire di attività agricole, agrituristiche e vivaistiche.
Un luogo che richiede di essere salvaguardato e soprattutto valorizzato non solamente il corpo centrale, ma in prospettiva tutta la proprietà con le pertinenze esterne.
In un momento storico in cui l’arte e la cultura vengono relegati a interessi minori, viene da chiederci perché non investire in questo luogo ricco di storia in un ambiente in parte incontaminato, con iniziative di alto respiro che vede anche l’Europa e i fondi destinati alla cultura uno sbocco alla sua riqualificazione? Rocca può e deve diventare col tempo un luogo in cui le culture si intrecciano
(per esempio con Francesi e Svizzeri), come elemento ricompositore della cultura e del sentimento di una società che sempre più fatica a riconoscere i propri elementi fondativi.
In ultima analisi si pone il rinnovo del contratto di comodato d’uso che l’Associazione Roccabrivio ha sottoscritto nel 2000 e in scadenza alla fine di quest’anno.
Il rinnovo o prolungamento della presenza non deve essere giustificato come una forma di favore verso un sodalizio che in 47 anni di attività ha prodotto innumerevoli benefici al Bene (e questo non è poca cosa), ma una garanzia verso i Soci e gli abitanti del territorio, che quanto si sta facendo in Rocca sia in continuità con il passato, ma sopratutto che questo bene venga usufruito e gestito
nell’interesse e fruibilità pubblica.

Associazione Roccabrivio

maggio 2015

 

Rocca Brivio è stata messa in liquidazione Che fare? L’opinione dell’ass. Roccabrivio che dal 1968 gestisce il prezioso bene

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