A Basiglio si va al voto
per uno pseudo referendum sul PGT
“Ahimé, troppo tardi giungesti”

A Basiglio si ritorna alle per un referendum urbanistico. Capitanata da Eugenio Patrone, l’amministrazione ha vinto le elezioni amministrative nel maggio del 2013 sfruttando l’impopolarità del devastante PGT (Piano di Governo del Territorio) adottato dalla precedente giunta Cirillo. La nuova giunta aveva inserito al primo posto nell’elenco del suo programma, un referendum consultivo sul PGT per tentare di fermare i faraonici piani edilizi.Ma sono dovuti passare oltre 2 anni e mezzo per decidersi ad indire la consultazione popolare: molta, troppa acqua è passata sotto i ponti e i cittadini non si ricordano più nemmeno cosa sia un PGT, acronimo che aveva imparato a masticare grazie al lavorio della nostra associazione, unitamente al comitato locale dei Basitos, poi in gran parte confluito nella lista civica Officina di Basiglio, che ha espresso l’attuale amministrazione comunale: volantini, banchetti informativi e assemblee per quasi due anni al fine di fare conoscere l’impatto e la voracità di verde del piano urbanistico sulla qualità della vita. Sintetizzando: un incremento del consumo di suolo -oggi terreni verdi e alberati- vicino al 20%, con un aumento della popolazione prossimo al 36%.
Così, a oltre metà mandato, lo scorso 16 dicembre, il Consiglio comunale ha votato a favore dell’indizione di un referendum urbanistico, dandosi tre mesi di tempo per chiamare alle urne i cittadini di Basiglio. Certo che fare banchetti informativi in pieno inverno è davvero dura. E non è facile riprendere…

A Basiglio si va al voto
per uno pseudo referendum sul PGT
“Ahimé, troppo tardi giungesti”

A Basiglio si ritorna alle per un referendum urbanistico. Capitanata da Eugenio Patrone, l’amministrazione ha vinto le elezioni amministrative nel maggio del 2013 sfruttando l’impopolarità del devastante PGT (Piano di Governo del Territorio) adottato dalla precedente giunta Cirillo. La nuova giunta aveva inserito al primo posto nell’elenco del suo programma, un referendum consultivo sul PGT per tentare di fermare i faraonici piani edilizi. Ma sono dovuti passare oltre 2 anni e mezzo per decidersi ad indire la consultazione popolare: molta, troppa acqua è passata sotto i ponti e i cittadini non si ricordano più nemmeno cosa sia un PGT, acronimo che aveva imparato a masticare grazie al lavorio della nostra associazione, unitamente al comitato locale dei Basitos, poi in gran parte confluito nella lista civica Officina di Basiglio, che ha espresso l’attuale amministrazione comunale: volantini, banchetti informativi e assemblee per quasi due anni al fine di fare conoscere l’impatto e la voracità di verde del piano urbanistico sulla qualità della vita. Sintetizzando: un incremento del consumo di suolo -oggi terreni verdi e alberati- vicino al 20%, con un aumento della popolazione prossimo al 36%.

Tempi, stagioni e quesiti

Così, a oltre metà mandato, lo scorso 16 dicembre, il Consiglio comunale ha votato a favore dell’indizione di un referendum urbanistico, dandosi tre mesi di tempo per chiamare alle urne i cittadini di Basiglio. Certo che fare banchetti informativi in pieno inverno è davvero dura. E non è facile riprendere un argomento così complesso spiegandolo attraverso un volantino: lo sa molto bene l’amministrazione, un tempo sulla piazza insieme a noi. Fa stupore, inoltre, che si sia passati da una domanda secca del referendum iniziale (siete favorevoli o no allo sviluppo edilizio previsto nel PGT?) a una pletora di quesiti, di cui molti tutt’altro che attenti alle tematiche ambientali: ad esempio, si “suggerisce” una strada tra MI3 City e la statale dei Giovi, in piena campagna del Parco Agricolo Sud Milano! Nemmeno l’imponente PGT di Cirillo aveva al suo interno una proposta così impattante sull’ambiente. Piuttosto che nuove strade taglia-campagne, nelle nostre proposte referendarie del 2013, condivise dagli esponenti dell’attuale amministrazione di Basiglio, vi erano temi quali la riqualificazione energetica delle abitazioni, una pista ciclabile di collegamento di Basiglio e Milano 3 con i servizi dei Comuni limitrofi, spazi di campagna destinati ad orti, potenziamento dei servizi di collegamento pubblico con le stazioni metropolitane di Milano…
Inoltre, l’opposizione, capitanata dall’ex sindaco Cirillo (FI), non aiuta certo a fare chiarezza ai cittadini. La dichiarazione allegata alla delibera consiliare contiene affermazioni quanto meno confusive: dichiarare che il PGT dell’ex sindaco avrebbe potuto essere azzerato, così come ha fatto a Milano Pisapia, è un falso: a Basiglio il PGT è stato approvato e pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regionale il 6 febbraio 2013 (quindi è divenuta legge). A differenza di quello milanese, che ha potuto essere profondamente rimaneggiato in quanto non vigente, ovvero con un iter non ancora concluso.
Certo che, nel caso di Basiglio, aa nostro parere pesano anche i ritardi dell’amministrazione (da cui abbiamo preso le distanze ormai da un anno) nel mettere in moto la Variante di PGT, avviata ma tuttora ancorata nel porto delle nebbie.
Il 2016 sarà l’anno della demolizione del vigente Piano urbanistico o l’anno dei re del mattone Paolo Berlusconi e Oasis (Monteverdi), proprietari delle verdi aree “degradate”, così come continua a definirle l’ex sindaco Cirillo?

A Basiglio si va al voto per uno pseudo referendum sul PGT “Ahimé, troppo tardi giungesti”

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