Il Grande Parco Forlanini si presenta
doppia anima: urbana e agricola
e porta del Parco Sud Milano

Da parco di estrema periferia a grande connessione tra la città, le reti ecologiche e le aree protette metropolitane: non è un passo breve. Il merito è di un tenace gruppo di cittadini che, prima come comitato poi come associazione Grande Parco Forlanini, si sono posti la sfida di dare concretezza e sostenibilità a progetti “belli e impossibili”, trovando la sponda nell’Amministrazione milanese e in particolare dell’assessora al Verde, Chiara Bisconti.
Nella sede della Palazzina Liberty e davanti a un folto pubblico, mercoledì 16 l’associazione ha presentato il progetto e la prima fase dei lavori, per unire aree di svago e agricole in un unico complesso di oltre 300 ettari, un vero asse portante di connessione dell’est Milano con il Parco Agricolo Sud.
La prima fase di lavori è già cominciata: nella zona agricola, quella più a ridosso della città e non percepita dai cittadini come parco, anche per l’incuria presente in qualche area, si sta realizzando un grande anello ciclo-pedonale in terra battuta, affiancato da siepi, che congiungerà tutte le strade poderali e le cascine. Sì perché, inaspettatamente, in un’area ignota alla gran parte dei milanesi e confinata da grandi assi ferroviari e stradali (Tangenziale est e viale Forlanini), spiccano antiche cascine, appartenenti in gran parte allo storico nucleo di Cavriano, tra cui Cascina Sant’Ambrogio, dotata di un abside con affreschi medioevali, rivitalizzata da qualche anno dall’Associazione CasciNet.
Sempre nella prima fase, a nord, lungo l’asse via Tucidite-via Corelli, si creerà una porta di accesso al Parco…

l Grande Parco Forlanini si presenta
doppia anima: urbana e agricola
e porta del Parco Sud Milano

Da parco di estrema periferia a grande connessione tra la città, le reti ecologiche e le aree protette metropolitane: non è un passo breve. Il merito è di un tenace gruppo di cittadini che, prima come comitato poi come associazione Grande Parco Forlanini, si sono posti la sfida di dare concretezza e sostenibilità a progetti “belli e impossibili”, trovando la sponda nell’Amministrazione milanese e in particolare dell’assessora al Verde, Chiara Bisconti.
Nella sede della Palazzina Liberty e davanti a un folto pubblico, mercoledì 16 l’associazione ha presentato il progetto e la prima fase dei lavori, per unire aree di svago e agricole in un unico complesso di oltre 300 ettari, un vero asse portante di connessione dell’est Milano con il Parco Agricolo Sud.
La prima fase di lavori è già cominciata: nella zona agricola, quella più a ridosso della città e non percepita dai cittadini come parco, anche per l’incuria presente in qualche area, si sta realizzando un grande anello ciclo-pedonale in terra battuta, affiancato da siepi, che congiungerà tutte le strade poderali e le cascine. Sì perché, inaspettatamente, in un’area ignota alla gran parte dei milanesi e confinata da grandi assi ferroviari e stradali (Tangenziale est e viale Forlanini), spiccano antiche cascine, appartenenti in gran parte allo storico nucleo di Cavriano, tra cui Cascina Sant’Ambrogio, dotata di un abside con affreschi medioevali, rivitalizzata da qualche anno dall’Associazione CasciNet.
Sempre nella prima fase, a nord, lungo l’asse via Tucidite-via Corelli, si creerà una porta di accesso al Parcocon aree di sosta, panchine, zone fitness e giochi per bambini, aree cani e alcuni boschetti. Il tutto per un investimento di 600mila euro.

Parola d’ordine: connettere

Molto più impegnativa, anche economicamente (2,4 milioni), sarà la seconda fase, che tratterà il congiungimento dell’area agricola al più conosciuto parco urbano, con i suoi pratoni, che vanno a dal cavalcavia della tangenziale all’aeroporto di Linate. L’intervento più rilevante sarà la realizzazione di un ponticello ciclo-pedonale sul fiume Lambro.
Una volta unite e integrate le due funzioni di svago e agricole, alla grande area mancherà ancora poco: con la realizzazione della nuova linea metropolitana M4 (fermata Forlanini) e l’integrazione con l’omologa stazione del passante ferroviario, la città avrà finalmente un punto d’accesso adeguato per partire, in bici o a piedi, alla scoperta del Grande Parco Forlanini e oltre. Perché questa vasta area è anche connessa col Parco Monluè attraverso il Ponte Blu (per la sua colorazione), è limitrofa all’Idroscalo, ma soprattutto interseca il Lambro, dove dal 2012 è in corso un intervento per trasformare questo fiume in asse ecologico (progetto Rete Ecologica Lambro), almeno per il tratto da Cascina Gobba a San Giuliano Milanese. Insomma, il Forlanini ha tutte le carte in regola per diventare un nodo di fruizione e agricoltura, natura e cultura: la porta di accesso ad est dei milanesi nel Parco Agricolo Sud Milano.

Una lunga fase di grigiore

Ripercorrendo la storia del Parco Forlanini, si sono evidenti lunghi periodi di stasi. Ideato nei primi anni ’50 e realizzato alla fine del decennio successivo dagli architetti Mercandino e Beretta, era destinato prevalentemente ad uso sportivo e ricreativo, trovando posto tra i pratoni e i boschetti diverse importanti strutture come piscine e campi sportivi. In effetti si realizza quindi solo il parco urbano, tra il Lambro est e l’aeroporto. L’area più interna alla città ed agricola rimane tagliata fuori dal resto con l’innalzamento dei piloni della tangenziale est e, come detto, non viene percepita come parco dai cittadini, perché tutti i campi sono coltivati.
Nel 1990, tutte le aree del Forlanini vengono inserite nel costituito Parco Agricolo Sud Milano. Negli anni 2000 altre funzioni entrano nel parco urbano: un centro addestramento dei cani della polizia locale e il Bosco dei Faggi, una piantumazione circolare in memoria delle 118 vittime dell’incidente dell’8 ottobre 2001 all’aeroporto di Linate.  A seguire, la realizzazione di un canile-gattile comunale nel 2008 e, nel 2013, di un campo da golf su 115mila mq in precedenza agricoli.
Dopo queste continue sottrazioni alla fruizione collettiva, nonché il fallimento di un progetto del 2011 dell’architetto portoghese Byrne, teso alla riunificazione di tutte le aree, ma impraticabile per i costi di oltre 30 milioni di euro, il comitato e poi l’associazione avanzano nuove idee raccolte dall’assessora Bisconti e dai suoi progettisti. Ora, il Grande Parco Forlanini ha tutti i requisiti per spiccare il volo.
(20 marzo 2016)

 

Grande Parco Forlanini si presenta

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