Il “democratico” Comincini, sindaco di Cernusco,
licenzia l’assessore per il NO all’ampliamento
del centro commerciale Il Carosello

10 febbraio 2017. Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco (già vicesindaco della Città Metropolitana in era Pisapia), ieri ha revocato l’incarico di assessore a Rita Zecchini di Sinistra x Cernusco. La ragione? Il voto contrario in aula di Consiglio sull’ampliamento del centro commerciale Carosello, espresso, non da lei, bensì dal capogruppo Danilo Radaelli di Sinistra x Cernusco. Il sindaco ha per il momento deciso di tenere in capo a sé le deleghe assessorili (Educazione, cultura, lavoro).
Per la cronaca, i due Consigli comunali di Cernusco e Carugate (il centro commerciale è a cavallo tra i due comuni) hanno approvato l’atto di indirizzo-bis che dà il via alle trattative con la Regione Lombardia e la proprietà per avviare il progetto.
“Il capitolo territorio è uno dei più delicati -spiega dal suo blog il consigliere Radaelli…

Il “democratico” Comincini, sindaco di Cernusco,
licenzia l’assessore per il NO all’ampliamento
del centro commerciale Il Carosello

10 febbraio 2017. Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco (già vicesindaco della Città Metropolitana in era Pisapia), ieri ha revocato l’incarico di assessore a Rita Zecchini di Sinistra x Cernusco. La ragione? Il voto contrario in aula di Consiglio sull’ampliamento del centro commerciale Carosello, espresso, non da lei, bensì dal capogruppo Danilo Radaelli di Sinistra x Cernusco. Il sindaco ha per il momento deciso di tenere in capo a sé le deleghe assessorili (Educazione, cultura, lavoro).
Per la cronaca, i due Consigli comunali di Cernusco e Carugate (il centro commerciale è a cavallo tra i due comuni) hanno approvato l’atto di indirizzo-bis che dà il via alle trattative con la Regione Lombardia e la proprietà per avviare il progetto.

Le ragioni del No di Radaelli, per la salvaguardia dei territorio e non solo

“Il capitolo territorio è uno dei più delicati -spiega dal suo blog il consigliere contrario al Grande Carosello-. La prima domanda di fronte a questa proposta è: cosa c’entra con lo ‘spirito’ e i ‘valori del Piano di Governo del Territorio (PGT)’? Non dovevamo limitare il consumo di suolo? La proposta di ampliamento a regime è pari a circa 31.000 mq di nuova edificazione, di cui 22.000 mq di superficie lorda pavimentabile (Slp) a Carugate e  9.000 mq di Slp a Cernusco. Stiamo quindi parlando di un aumento del 50% della superficie complessiva (da 61.965 a 92.875 mq). Mentre Carugate riutilizza aree già edificate e i parcheggi, i 9.000 mq cernuschesi ricadono interamente su un’area di 5.000 mq ‘nel Parco Aironi’ (e non ‘a nord del Parco degli Aironi’, come si dice nell’Atto). A fronte di questo nuovo consumo di suolo si prevede ‘una compensazione ambientale mediante la cessione al Comune di Cernusco sul Naviglio di aree verdi nella misura non inferiore a 4 mq per ogni mq di SLP edificata’, come previsto peraltro nel nostro PGT. Non solo. Il Comune di Cernusco si assume l’impegno ‘a conferire all’interno dell’Accordo di Programma una superficie di circa 9.400 mq di proprietà comunale, già destinata dal PGT a edificazione residenziale, rinunciando al progetto là previsto e riservando l’area stessa a verde’. Per riassumere -continua Radaelli- da una parte si chiede all’operatore di acquisire e cedere al Comune 4 mq di aree già verdi e destinate all’agricoltura, in cambio di 1 mq di nuova edificazione su un’area verde con vincoli ambientali, dall’altra il Comune si impegna a non costruire su un’area verde di sua proprietà… C’è qualcosa che non torna. Prima di tutto perché si fa di un bene comune una merce, in secondo luogo perché qualcuno in questo scambio ci sta smenando e di brutto. Proverò ad essere più chiaro: se andiamo a vedere cosa sono quei 9.400 mq di proprietà comunale, scopriamo che sono un ambito (PPS 02 Via Fiume) inserito nel tessuto urbano consolidato destinato all’edilizia residenziale sociale, all’interno del quale la SLP massima edificabile è pari a 2.500 mq, cioè la metà del terreno ceduto all’operatore per realizzare l’ampliamento e circa un quarto della SLP! In sintesi, con questo accordo la nostra città dovrebbe vendere un pezzo di bene comune, che verrà cementificato, per ricevere in cambio aree già verdi che resterebbero comunque verdi, privandosi però della possibilità di realizzare un intervento di pubblica utilità, come ad esempio l’edilizia sociale, che avrebbe comunque un impatto minore in termini di consumo di suolo”.
Quanto all’occupazione, il capogruppo, ancora dal suo blog, chiarisce che “i 250 posti in più previsti sono già andati a regime negli ultimi anni: basta guardare le cifre”.
Intanto, sul fronte di Carugate, i cittadini non si arrendono e passano al contrattacco: lanciano una raccolta firme per indire un referendum che fermi l’ampliamento del centro commerciale.
Ma i sindaci lo sanno che la crisi delle grandi strutture di vendita sta seminando vittime? Leggiamo cosa scrive Il Sole 24 Ore del 9 febbraio 2017: “È dei giorni scorsi la decisione dei vertici di Carrefour (ipermercato all’interno del centro commerciale Il Carosello) di procedere con le chiusure di almeno due ipermercati e con la richiesta di 500 esuberi. Non è altro che l’epilogo amaro (per i dipendenti innanzitutto) di una storia, quella di Carrefour in Italia, che ha cumulato perdite gigantesche. Solo nel periodo tra il 2011 e il 2015, come documenta R&S Mediobanca, il colosso francese ha prodotto perdite per la bellezza di 2,47 miliardi di euro. In perdita nel quinquennio anche i cugini di Auchan che hanno cumulato un rosso di 560 milioni”. Tra i Carrefour in maggiore crisi vi è quello di Paderno Dugnano, non così distante da Cernusco e Carugate. Ma pur di incassare, le amministrazioni non esitano a vendere quello che è il bene comune del territorio!

Il “democratico” Comincini, sindaco di Cernusco, licenzia l’assessore per il NO all’ampliamento del centro commerciale Il Carosello

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