Il Museo della civiltà contadina
deve traslocare da cascina Carlotta
Appello per non disperdere la memoria

19 marzo 2017. Alla fine degli anni Settanta, nella bassa milanese, una famiglia contadina assisteva alla rapida trasformazione dell’agricoltura, all’incalzante urbanizzzazione che divorava le terre agricole, alla perdita di una cultura ormai schiacciata dalla meccanizzazione. E fu nel tentativo di non perdere gli oggetti, le testimonianze, i ricordi di un passato vissuto, vicino nella memoria, ma ormai lontano dal quotidiano, che la famiglia diede vita al Museo della civiltà contadina, nella loro cascina Carlotta, a Zivido, frazione di San Giuliano: fu la proprietaria Luisa Carmitati a fondarlo e ad allestirlo, già nel 1979, raccogliendo in 11 stanze dell’ala più antica della cascina oggetti risalenti alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento. Per varie ragioni, l’attuale sede del Museo non può più essere mantenuta nelle condizioni finora conosciute e quindi occorre trovare un nuovo luogo che ospiti questa preziosa testimonianza della civiltà contadina…

Il Museo della civiltà contadina
deve traslocare da cascina Carlotta
Appello per non disperdere la memoria

19 marzo 2017. Alla fine degli anni Settanta, nella bassa milanese, una famiglia contadina assisteva alla rapida trasformazione dell’agricoltura, all’incalzante urbanizzazione che divorava le terre agricole, alla perdita di una cultura ormai schiacciata dalla meccanizzazione. E fu nel tentativo di non perdere gli oggetti, le testimonianze, i ricordi di un passato vissuto, vicino nella memoria, ma ormai lontano dal quotidiano, che la famiglia diede vita al Museo della civiltà contadina, nella loro cascina Carlotta, a Zivido, frazione di San Giuliano: fu la proprietaria Luisa Carmitati a fondarlo e ad allestirlo, già nel 1979, raccogliendo in 11 stanze dell’ala più antica della cascina oggetti risalenti alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento.

La maggior parte del materiale proviene dalle polverose soffitte e dai granai di Cascina Carlotta, ma un notevole contributo è stato offerto da altri agricoltori e da anziani visitatori.
“A spingere mia madre a realizzare il museo -ci spiega la figlia Elisabetta Viganò- fu la consapevolezza dell’importanza di offrire alle scolaresche in visita alla moderna azienda agricola, la possibilità di un confronto, nel luogo più opportuno, con una storia difficilmente reperibile nei libri scolastici. Ma anche il desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione e valorizzazione di quest’area storico-agricola, contro l’insensata e cieca speculazione edilizia che ha già molto deturpato il sud Milano”.
Nel complesso, il Museo contiene oltre 1.300 oggetti, corredati da 130 fra disegni e quadri, per la maggior parte realizzati dalla fondatrice Luisa Carminati: le sue opere sono nel contempo delicate e forti. Con la tecnica dei pastelli ha raccontato quei momenti di vita agreste che troppo velocemente si stavano dissolvendo.

Appello per una nuova sede

Per varie ragioni, l’attuale sede del Museo non può più essere mantenuta nelle condizioni finora conosciute e quindi occorre trovare un nuovo luogo che ospiti questa preziosa testimonianza della civiltà contadina.
Le diverse proposte per una nuova sede sono state interessanti, ma purtroppo non sono andate a buon fine. Il Comune di San Giuliano, che pure sta dimostrando sensibilità al tema, non ha al momento possibilità di offrire una sede in locali idonei. Un tentativo di soluzione era arrivato anche dall’Associazione Amici dell’abbazia di Viboldone, senonché i vari progetti di recupero dell’annesso antico Borgo, luogo perfetto per ospitare il Museo, sono ancora in alto mare. Anche la soluzione di trasferire il museo nell’Abbazia di Mirasole di Opera non è andato a buon fine: gli attuali gestori avevano sì accettato il “trasloco”, ma solo fino a fine dicembre… E poi?
Dobbiamo tutti cercare di individuare soluzioni possibili. E anche noi, nel nostro piccolo, tenteremo di percorrere nuove strade.

Cascina Carlotta, sempre viva e nel solco della memoria

Intanto a Cascina Carlotta si continua, con molteplici attività, a mantenere viva la cultura contadina. Come? Per esempio, vi sono i giovedì del restauro: “Chi volesse – spiega Elisabetta- può raggiungermi tutti i giovedì pomeriggio per riprendere in mano gli oggetti, ripulirli e trattarli contro ruggine e tarli (tel.02/9840928). A volte si fanno anche nei giorni festivi, ma ci accordiamo di volta in volta”.
Di recente, Elisabetta ha anche incontrato Alessandra Magro, l’assessore alla Cultura e Istruzione di San Giuliano, per preparare la mostra “Infanzia in Cascina”, che si svolgerà dal 29 aprile al 14 maggio nella Sala Previato del Comune. Sarà visitabile dalle scolaresche tutte le mattine.
“Ancora con la collaborazione del Comune, il 7 maggio abbiamo in programma la lettura delle fiabe con merenda per i bimbi e, con ogni probabilità, inseriremo anche al piccoli eventi -aggiunge Elisabetta-. Nel frattempo dovremo scegliere i quadri e gli oggetti da esporre, preparare dei testi che li accompagnino, un profilo di Luisa Carminati e un appello finale per una nuova sede per il museo”.
Insomma, a Cascina Carlotta non ci si annoia…

Il Museo della civiltà contadina deve traslocare da cascina Carlotta Appello per non disperdere la memoria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni invitiamo a leggere la Cookie policy