Il Parco Sud terra di tracciati di storia
il Cammino dei Monaci prende sempre più forma
e punta ad allacciarsi ai grandi itinerari d’Europa

27 luglio 2017. Oggi la voglia di camminare è un fenomeno crescente: c’è chi si mette in viaggio alla ricerca di pace e spiritualità, chi per la natura o altri anche solo per uscire dai ritmi accelerati della quotidianità.
Il territorio del Sud Milano è da millenni terra di cammini. Con i Romani si tracciano le grandi vie consolari, come la via Emilia a collegare Mediolanum all’Urbe, e i canali navigabili, come era un tempo la Vettabbia. Nel Medioevo riprendono i traffici e i cammini: grazie anche alle bonifiche dei monaci delle abbazie di Chiaravalle, Viboldone e Mirasole, aumentano i collegamenti tra le città e i borghi. Una delle più importanti e frequentate vie partiva dalla Basilica di San Lorenzo a Milano e, costeggiando il corso della Vettabbia, attraversava i borghi di Chiaravalle e Viboldone. Più a sud, snodandosi tra paesi, cascine, dimore rurali e signorili, raggiungeva il Po in località Corte Sant’Andrea e si immetteva nella via Francigena.
Il Cammino dei Monaci è un progetto ambizioso per ripristinare il tracciato da Milano al Po, a beneficio di camminatori e ciclisti, offendo la possibilità di riscoprire luoghi ricchi di storia, cultura, spiritualità e natura, alla riscoperta di abbazie, cascine, monumenti e oasi.
Realtà del territorio come Nocetum, La Strada, Consorzio Sir (Solidali in rete), Associazione Cascine Milano e il network di associazioni Valle dei Monaci hanno creato dal basso questo progetto: visionario, forse, ma che sta crescendo poco per volta. Oltre alla già percorribile pista ciclabile che collega la città all’Abbazia di Chiaravalle, fervono i lavori per la definizione dei tracciati, la valutazione del patrimonio storico di questi territori, nonché l’analisi delle vocazioni agricole e turistiche.
E intanto è già disponibile una cartina e una app, ma il passo fondamentale devono farlo i sindaci, perché le ricadute anche economiche, per il territorio sono più che concrete…

Il Parco Sud terra di tracciati di storia
il Cammino dei Monaci prende sempre più forma
e punta ad allacciarsi ai grandi itinerari d’Europa

27 luglio 2017. Oggi la voglia di camminare è un fenomeno crescente: c’è chi si mette in viaggio alla ricerca di pace e spiritualità, chi per la natura o altri anche solo per uscire dai ritmi accelerati della quotidianità.

Il territorio del Sud Milano è da millenni terra di cammini. Con i Romani si tracciano le grandi vie consolari, come la via Emilia a collegare Mediolanum all’Urbe, e i canali navigabili, come era un tempo la Vettabbia. Nel Medioevo riprendono i traffici e i cammini: grazie anche alle bonifiche dei monaci delle abbazie di Chiaravalle, Viboldone e Mirasole, aumentano i collegamenti tra le città e i borghi. Una delle più importanti e frequentate vie partiva dalla Basilica di San Lorenzo a Milano e, costeggiando il corso della Vettabbia, attraversava i borghi di Chiaravalle e Viboldone. Più a sud, snodandosi tra paesi, cascine, dimore rurali e signorili, raggiungeva il Po in località Corte Sant’Andrea e si immetteva nella via Francigena.

Il Cammino dei Monaci è un progetto ambizioso per ripristinare il tracciato da Milano al Po, a beneficio di camminatori e ciclisti, offendo la possibilità di riscoprire luoghi ricchi di storia, cultura, spiritualità e natura, alla riscoperta di abbazie, cascine, monumenti e oasi.

Realtà del territorio come Nocetum, La Strada, Consorzio Sir (Solidali in rete), Associazione Cascine Milano e il network di associazioni Valle dei Monaci hanno creato dal basso questo progetto: visionario, forse, ma che sta crescendo poco per volta. Oltre alla già percorribile pista ciclabile che collega la città all’Abbazia di Chiaravalle, fervono i lavori per la definizione dei tracciati, la valutazione del patrimonio storico di questi territori, nonché l’analisi delle vocazioni agricole e turistiche.

E intanto è già disponibile una cartina e una app, ma il passo fondamentale devono farlo i sindaci, perché le ricadute anche economiche, per il territorio sono più che concrete.

Tanto, ma proprio tanto da vedere

Partiamo proprio dalla app, scaricabile gratuitamente da App Store e Play Store. E’ pensata per i ciclisti e i camminatori, con utili informazioni sui mezzi pubblici, ma anche per chi non può o non vuole rinunciare all’automobile. Al momento, il tracciato va dalle Colonne di San Lorenzo a Melegnano, e nella splendida cornice del Parco Sud è possibile soffermarsi ad ammirare affreschi medioevali e installazioni d’arte contemporanea, reperti archeologici e tecnologie sostenibili, opere di architettura monastica e contadina. Sono altresì segnalate le cascine che vendono direttamente i propri prodotti e quelle oggi trasformate in luoghi di aggregazione sociale. I temi di interesse proposti non mancano e le cartine sono molto dettagliate.

La mole degli studi e ricerche effettuate

Un gruppo di ricerca e progettazione del Politecnico di Milano lavora da anni per dare concretezza al Cammino dei Monaci. Ben sei gli studi sul tracciato, da Milano al Po, con tanto di varianti. Si tratta di comprendere come superare i punti difficili (aree industriali-artigianali) e al tempo stesso unire i tanti nodi dell’itinerario. E infatti, studi sono stati redatti per l’individuazione del patrimonio storico, dei soggetti coinvolgibili e degli impianti agricoli lungo il tracciato, sia attivi sia abbandonati e degradati. Nei casi più importanti, sono stati avviati studi per il recupero funzionale, come a Cascina Nosedo (Milano), Cascina Corte Grande di Viboldone (San Giuliano Milanese) e Cascina Corte Sant’Andrea (Senna Lodigiana). Le relazioni e gli allegati sono consultabili presso le sedi della cooperativa La Strada e di Nocetum. Il professor Flavio Boscacci, coordinatore del gruppo di lavoro, è a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Tra il dire e il fare ci sono di mezzo i Comuni

Sinora, solo Milano ha realizzato qualcosa di concreto, con la costruzione della pista ciclopedonale che connette la periferia sud con l’Abbazia di Chiaravalle, e l’apertura del Parco della Vettabbia. Rimane ancora tanto da fare e ora tocca agli altri Comuni del tracciato dare concretezza ai progetti, andando magari a battere cassa ai bandi comunitari sulla mobilità sostenibile. I costi di realizzazione delle opere necessarie per la messa in sicurezza del Cammino dei Monaci sono stimati dal gruppo di progetto in 1.380.000 euro. Ma i progettisti hanno anche valutato i ritorni economici.

E’ stato considerato il consistente flusso di pedoni e ciclisti, pendolari e turisti. Gli studi hanno quantificato che, con la completa realizzazione del tracciato, l’afflusso di visitatori annui possa raggiungere la cifra di 2–3mila pellegrini diretti alle vie Francigene, 3-4mila visitatori per il circuito culturale delle abbazie e 10-12mila passaggi per gli altri spostamenti. Con un’inchiesta di 472 interviste, si è arrivati a stimare benefici economici complessivi pari ad almeno 12 volte i costi di approntamento. Un dato interessante, che dovrebbe stimolare i nostri amministratori.

Dal Parco Sud alla rete dei cammini europei

Come detto, il Cammino dei Monaci non è un percorso fine a se stesso, ma attraverso il punto d’arrivo, il Borgo di Sant’Andrea, all’altezza del “transitum padi” del Po, si allaccia a un nodo d’interscambio di primo livello tra la via francigena di Sigerico, grande arteria medioevale che collegava in 80 tappe Canterbury (Regno Unito) a Roma, e la via francigena renana (detta anche Grande Romweg), collegamento di 300 chilometri tra il Reno all’altezza di Coira (Svizzera) e il Po.

Connettersi a questi cammini significa riscoprire le nostre origini, la natura e il paesaggio. Per avere un tracciato protetto dalle auto c’è ancora molto da fare, ma già ora è possibile, con una cartina e un’app, scoprire le tante nostre testimonianze storiche e le bellezze di questa splendida porzione del sud Milano.

 

Cammino dei Monaci

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