Nuova linfa vitale scorre tra le mura dell’Abbazia
Il “miracolo” della rinascita di Mirasole

15 ottobre 2017. Non è la più grande, né la più monumentale, ma il fascino dell’Abbazia di Mirasole a Opera, con le sue linee armoniche e l’immenso spiazzo contornato da antiche mura, è innegabile. Dopo l’addio dei monaci francesi dell’ordine dei Premostratensi(*) -cui bisogna riconoscere il merito, dopo mezzo millennio di abbandono, di farla rinascere come luogo di culto e di accoglienza- sono subentrate la Fondazione Progetto Arca e l’impresa sociale Progetto Mirasole, vincendo lo scorso anno il bando della proprietà (la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, dell’Ospedale Maggiore di Milano), che la gestiranno per 30 anni .
Se fino a qualche anno fa, prima dell’arrivo dei monaci, l’unica presenza “viva” era una custode, oggi, a un anno dalla presa di possesso delle due realtà solidali, l’atmosfera è decisamente cambiata…

 

Nuova linfa vitale scorre tra le mura dell’Abbazia
Il “miracolo” della rinascita di Mirasole

15 ottobre 2017. Non è la più grande, né la più monumentale, ma il fascino dell’Abbazia di Mirasole a Opera, con le sue linee armoniche e l’immenso spiazzo contornato da antiche mura, è innegabile. Dopo l’addio dei monaci francesi dell’ordine dei Premostratensi(*) -cui bisogna riconoscere il merito, dopo mezzo millennio di abbandono, di farla rinascere come luogo di culto e di accoglienza- sono subentrate la Fondazione Progetto Arca e l’impresa sociale Progetto Mirasole, vincendo lo scorso anno il bando della proprietà (la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, dell’Ospedale Maggiore di Milano), che la gestiranno per 30 anni .
Se fino a qualche anno fa, prima dell’arrivo dei monaci, l’unica presenza “viva” era una custode, oggi, a un anno dalla presa di possesso delle due realtà solidali, l’atmosfera è decisamente cambiata: è straordinario vedere il numero di persone presenti in un qualsiasi giorno feriale. “Intanto sono entrati diversi nuclei di mamma-bambino che attraversano un periodo di disagio sociale, abitativo e lavorativo -racconta Ivano Abbruzzi, presidente del Progetto Mirasole-. Inoltre, l’abbazia sta diventando un polo d’attrazione per pellegrini, per chi è in cerca di esperienze spirituali, ma anche per attività formative e sociali: associazioni, aziende e famiglie scelgono i nostri spazi per incontri, discussioni, feste e anche cerimonie come matrimoni”. La splendida chiesa dell’Abbazia, Santa Maria Assunta, è aperta tutti i giorni anche per ammirare gli splendidi affreschi trecenteschi, con don Stefano che assicura l’ininterrotta presenza e una messa giornaliera: ma per rispondere a bisogni meno spirituali, è stata attrezzata una grande cucina che assicura i pasti a oltre un centinaio di commensali.

Tante idee in un cantiere solidale

“Il nostro lavoro è appena iniziato -continua Abbruzzi- e i progetti in cantiere sono tantissimi. Abbiamo già una bottega aperta tutti i giorni, con prodotti alimentari di qualità provenienti da altre abbazie, e non mancano beni vestiari e di regalo prodotti dai carcerati di Opera. Inoltre, stiamo valutando di espandere i nostri orti e attivare lavori sociali per proporre anche prodotti della nostra Abbazia”. L’accoglienza di persone svantaggiate si deve infatti coniugare con l’apprendimento di un lavoro, essenziale per arrivare all’autonomia”.
Gli spazi sono tanti, dalle immense stalle -dove sono previste attività di ristorazione, eventi, incontri e attività formative- alle ex celle dei monaci, destinate all’accoglienza di pellegrini ma anche, ad esempio, ai parenti dei degenti dei non lontani ospedali, quali l’Istituto oncologico europeo e l’Humanitas: non tutti possono permettersi elevate spese di pernottamento.
In sostanza, l’ambizione dei gestori dell’Abbazia di Mirasole è di fare rete con il territorio, per meglio integrarsi e rispondere alle sue esigenze. E la bellezza del luogo e la spiritualità che emana saranno, speriamo, non più velati dalla tristezza dell’abbandono. Ora però domina il fermento della voglia di fare per il bene della collettività.

L’antica bellezza originata dagli Umiliati

La storia di Mirasole risale alla fine del 1300. È una delle testimonianze artistiche e di civiltà più interessanti del Parco Agricolo Sud Milano. Fondata dall’Ordine degli Umiliati era una delle cascine-abbazie dove i monaci si dedicavano alla coltivazione dei campi e alla fabbricazione di panni di lana con sistemi innovativi per l’epoca.
Del complesso fanno parte gli edifici agricoli, la chiesa di Santa Maria Assunta del XIV e il chiostro, gemma dell’abbazia, risalente alla fine del ‘300  e costituito da un loggiato di colonne in cotto.
La struttura della cascina lombarda in età moderna trae spunto proprio da questa tipologia di edificio, in parte monastero e in parte fattoria: che prende il nome di grangia. Nel complesso dell’abbazia c’erano due ingressi, uno dalla città, l’altro dai campi, che immettevano nella corte circondata da stalle, laboratori e abitazioni. L’ordine fu soppresso nel 1582 e l’abbazia fu officiata dagli Olivetani. I beni passarono al Collegio elvetico e nel 1797 passò all’Ospedale Maggiore di Milano che dal 1981 vi ha condotto una serie di restauri e vi ha trasferito la biblioteca.
Lo stemma dell’abbazia, prima usato dal comune di Opera e dagli anni ’90 componente principale dello stemma della Provincia di Milano, rappresenta un sole raggiante dal volto umano delimitato dalla falce di luna, entrambi legati ai lavori agricoli.
(*) L’ordine dei Premostratensi è poco conosciuto in Italia. Ha infatti origini normanne ed è stato fondato intorno all’anno 1100, nella loro prima abbazia a Mondaye (Calvados). In Italia il Priorato è stato fondato a Rivalba, in diocesi di Torino, il 29 giugno 1990.
Foto dell’Abbazia da Vita.it

rinascita Mirasole

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