C’è un “fil bleu” che unisce il nord est:
è la Martesana, il naviglio che dà il nome
all’Ecomuseo che coinvolge 29 comuni

14 dicembre 2017. Non lasciatevi sviare dal nome. L’ecomuseo non nasce per salvaguardare solo l’ambiente. È invece una istitu­zione culturale aperta, che può essere costituita da enti locali in forma singola e associa­ta, da associazioni, fondazioni o altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro. Il tutto è frutto della legge regionale n. 13 del 2007, ispirata al modello francese, dove già dagli anni ’60-’70 si è sviluppata una nuova concezione di modello di museo, non più inteso come luogo di mera conservazione e contemplazione, ma come uno spazio dove farsi interprete della società e rispondere ai bisogni della comunità: un progetto culturale innovativo che punta a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale, di responsabilizzare le comunità locali rafforzandone l’identità e di favorire lo sviluppo locale. In che modo? Raccogliendo, conservando e valorizzando le eredità e gli elementi di identità di un territorio, fatta di storia, persone, luoghi, tradizioni, arti e mestieri: una sorta di museo diffuso, “vivo” e all’aperto, sparso su un ampio territorio che ha le medesime peculiarità e radici. Il primo all’interno del Parco Sud è quello della Martesana…

C’è un “fil bleu” che unisce il nord est:
è la Martesana, il naviglio che dà il nome
all’Ecomuseo che coinvolge 29 comuni

14 dicembre 2017. Non lasciatevi sviare dal nome. L’ecomuseo non nasce per salvaguardare solo l’ambiente. È invece una istitu­zione culturale aperta, che può essere costituita da enti locali in forma singola e associa­ta, da associazioni, fondazioni o altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro. Il tutto è frutto della legge regionale n. 13 del 2007, ispirata al modello francese, dove già dagli anni ’60-’70 si è sviluppata una nuova concezione di modello di museo, non più inteso come luogo di mera conservazione e contemplazione, ma come uno spazio dove farsi interprete della società e rispondere ai bisogni della comunità: un progetto culturale innovativo che punta a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale, di responsabilizzare le comunità locali rafforzandone l’identità e di favorire lo sviluppo locale. In che modo? Raccogliendo, conservando e valorizzando le eredità e gli elementi di identità di un territorio, fatta di storia, persone, luoghi, tradizioni, arti e mestieri: una sorta di museo diffuso, “vivo” e all’aperto, sparso su un ampio territorio che ha le medesime peculiarità e radici.

Con questa legge la Regione finanzia, in parte, la nascita e la vita degli ecomusei.

Ma quanti Ecomusei in Lombardia

In Lombardia sono già 44 quelli riconosciuti. Ma il primo nell’ambito del Parco agricolo sud Milano è quello della Martesana, che riunisce sotto un unico “cappello” i 29 comuni dell’area omogenea Adda-Martesana (vedi articolo), di cui 10 attraversati anche dal nostro Parco e dal Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) della Martesana e uniti dai 38 km del Naviglio della Martesana, che collega Milano con l’Adda. Supportato anche da Città Metropolitana, dal Comune di Milano, dal Municipio 2 di Milano e dal Consorzio Est-Ticino Villoresi, l’Ecomuseo è stato istituito ufficialmente nel maggio dello scorso anno, quando ha inaugurato la sua sede nella Villa Daccò di Gessate. Ma sta ancora lavorando per una effettiva “corresponsabile valorizzazione del territorio, puntando a infrangere e supere quel campanilismo che molto spesso irreggimenta i singoli comuni”, spiega Benigno Calvi, coordinatore dell’ecomuseo Martesana. E in effetti, tra i principali obiettivi dell’istituzione c’è proprio il coinvolgimento di tutte le amministrazioni locali.  Fin qui sono 18 quelle coinvolte, anche se “In fase di avvio del progetto -continua Calvi- abbiamo chiesto ai 29 Comuni della Martesana di inviarci un elenco dei loro luoghi, monumenti, sagre, particolarità d’interesse. La risposta ci è pervenuta da 15 amministrazioni che, nell’insieme, ci hanno fornito una lista di 1.170 attrattive”. Oltre ai Comuni, partecipano anche una settantina di associazioni locali.
Un’iniziativa che, per quanto ben avviata, è ancora tutta in fermento. Ci piace moltissimo questo progetto: dovrebbe essere preso a esempio per essere sviluppato anche in tante altre aree del Parco Agricolo Sud Milano, che di storia, tradizioni, monumenti e attrattive è davvero molto ricco. E potrebbe essere la maniera per rivitalizzare beni monumentali pubblici, come ad esempio Rocca Brivio di San Giuliano Milanese, che è molto sottoutilizzata rispetto alle grandi potenzialità di questo splendido palazzo seicentesco, che svetta nel sud-est del Parco Agricolo Sud Milano. Potrebbe diventare la sede dell’Ecomuseo del Parco Agricolo Sud.Est…

EcomuseoMartesana

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