L’abbazia di Mirasole è un cantiere solidale
dove anche i detenuti di Opera
vengono “educati” alla cura dei frutteti

1 luglio 2018. Il fascino dell’abbazia di Mirasole a Opera, immersa nel verde del Parco Agricolo Sud Milano, con le sue linee armoniche e l’immenso spiazzo contornato da antiche mura, è innegabile.

Con l’addio dei monaci francesi dell’ordine dei Premostratensi(*) -cui bisogna riconoscere il merito, dopo mezzo millennio di abbandono, di averla fatta rinascere come luogo di culto e di accoglienza- nel luglio del 2016 sono subentrate la Fondazione Progetto Arca e l’impresa sociale Progetto Mirasole, vincendo il bando della proprietà (Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, dell’Ospedale Maggiore di Milano), che consentirà la gestione dell’abbazia per 30 anni. Tra le molteplici attività solidali, un posto in prima fila è riservato ai detenuti di Opera…

L’abbazia di Mirasole è un cantiere solidale
dove anche i detenuti di Opera
vengono “educati” alla cura dei frutteti

1 luglio 2018. Il fascino dell’abbazia di Mirasole a Opera, immersa nel verde del Parco Agricolo Sud Milano, con le sue linee armoniche e l’immenso spiazzo contornato da antiche mura, è innegabile. Con l’addio dei monaci francesi dell’ordine dei Premostratensi(*) -cui bisogna riconoscere il merito, dopo mezzo millennio di abbandono, di averla fatta rinascere come luogo di culto e di accoglienza- nel luglio del 2016 sono subentrate la Fondazione Progetto Arca e l’impresa sociale Progetto Mirasole, vincendo il bando della proprietà (Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, dell’Ospedale Maggiore di Milano), che consentirà la gestione dell’abbazia per 30 anni. “Quante cose son cambiate da quel 25 luglio 2016 nel quale abbiamo messo piede in Abbazia per la prima volta! -racconta Ivano Abbruzzi, presidente del Progetto Mirasole-. Tutto era nuovo e da scoprire, tutto rimandava a uno stupore e a una gratitudine che nel tempo si sono rafforzati e che sono stati stimolo e motivazione continua a perseverare nella realizzazione di un progetto bellissimo che armonizza, in un unico luogo speciale, la spiritualità, l’accoglienza, la cultura e il lavoro. Oggi, affacciandoci alla finestra vediamo una mamma con il suo bambino che gioca all’ombra del grande acero, vediamo il papà di un’altra famiglia residente che ci aiuta a montare un armadio, vediamo la gente accorrere per la Santa Messa quotidiana celebrata da un sacerdote al quale ci stiamo affezionando tanto, vediamo gruppi che godono degli spazi dell’Abbazia per i loro incontri e le loro feste e anche professionisti che trovano qui un luogo adatto per una giornata di studio. L’Impresa Sociale Progetto Mirasole, inoltre, ha assunto già 15 persone delle quali 5 in situazione di disagio lavorativo o sociale, mettendo le basi per il nostro grande obiettivo, quello di contribuire al reinserimento sociale e alla professionalizzazione. Il bilancio di questo primo anno, quindi, è positivo ed emozionante e ci rimanda a una gratitudine nei confronti di questo grande dono ricevuto e alla speranza di proseguire ad essere al suo servizio, nella gioia dei molteplici incontri che in esso si realizzano ogni giorno.


Due nuovi progetti rivolti ai detenuti a Opera

Con l’associazione “In opera” del Carcere di Opera, l’Impresa Sociale Progetto Mirasole ha avviato una convenzione finalizzata alla realizzazione presso l’Abbazia di alcune attività educative rivolte ai detenuti.
Due i progetti iniziati: uno finalizzato a migliorare il servizio di corrispondenza dei detenuti e denominato “Pre-paid Fast Telegram Servizio Opera e-mail”, che
permette la scannerizzazione della corrispondenza fra i detenuti e il mondo esterno.
L’altro, denominato Il raccolto di Mirasole, consiste nella formazione di un detenuto in merito al mantenimento, alla cura e alla raccolta di frutti dell’orto e del frutteto. La formazione è tuttora in corso ed è curata personalmente da un esperto agronomo di Progetto Mirasole, con un manuale illustrativo appositamente redatto. (Nella foto, la copertina e alcune pagine di questo manuale). “Davvero grazie a tutti coloro che stanno collaborando a questo speciale raccolto….!”

Tante idee in un cantiere sempre in fermento

“Il nostro lavoro prosegue -continua Abbruzzi- e i progetti in cantiere sono tantissimi. Abbiamo già una bottega aperta tutti i giorni, con prodotti alimentari di qualità provenienti da altre abbazie, e non mancano beni vestiari e di regalo prodotti dai carcerati di Opera. Inoltre, stiamo valutando di espandere i nostri orti e attivare lavori sociali per proporre anche prodotti della nostra Abbazia”. L’accoglienza di persone svantaggiate si deve infatti coniugare con l’apprendimento di un lavoro, essenziale per arrivare all’autonomia”.
Gli spazi sono tanti, dalle immense stalle -dove sono proponiamo attività di ristorazione, eventi, incontri e momenti formativi- alle ex celle dei monaci, destinate all’accoglienza di pellegrini ma anche, ad esempio, ai parenti dei degenti dei non lontani ospedali, quali l’Istituto oncologico europeo e l’Humanitas: non tutti possono permettersi elevate spese di pernottamento.
In sostanza, l’ambizione dei gestori dell’Abbazia di Mirasole è quella di fare rete con il territorio, per meglio integrarsi e rispondere alle sue esigenze. E la bellezza del luogo e la spiritualità che emana oggi non sono più velati dalla tristezza dell’abbandono. Il fermento della voglia di fare per il bene della collettività è alla base di ogni progetto.

L’antica bellezza originata dagli Umiliati

La storia di Mirasole risale alla fine del 1300. È una delle testimonianze artistiche e di civiltà più interessanti del Parco Agricolo Sud Milano. Fondata dall’Ordine degli Umiliati era una delle cascine-abbazie dove i monaci si dedicavano alla coltivazione dei campi e alla fabbricazione di panni di lana con sistemi innovativi per l’epoca.
Del complesso fanno parte gli edifici agricoli, la chiesa di Santa Maria Assunta del XIV e il chiostro, gemma dell’abbazia, risalente alla fine del ‘300  e costituito da un loggiato di colonne in cotto.
La struttura della cascina lombarda in età moderna trae spunto proprio da questa tipologia di edificio, in parte monastero e in parte fattoria: che prende il nome di grangia. Nel complesso dell’abbazia c’erano due ingressi, uno dalla città, l’altro dai campi, che immettevano nella corte circondata da stalle, laboratori e abitazioni. L’ordine fu soppresso nel 1582 e l’abbazia fu officiata dagli Olivetani. I beni passarono al Collegio elvetico e nel 1797 passò all’Ospedale Maggiore di Milano che dal 1981 vi ha condotto una serie di restauri e vi ha trasferito la biblioteca.
Lo stemma dell’abbazia, prima usato dal comune di Opera e dagli anni ’90 componente principale dello stemma della Provincia di Milano, rappresenta un sole raggiante dal volto umano delimitato dalla falce di luna, entrambi legati ai lavori agricoli.


(*) L’ordine dei Premostratensi è poco conosciuto in Italia. Ha infatti origini normanne ed è stato fondato intorno all’anno 1100, nella loro prima abbazia a Mondaye (Calvados). In Italia il Priorato è stato fondato a Rivalba, in diocesi di Torino, il 29 giugno 1990.


L’abbazia di Mirasole è un cantiere solidale

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