Parco Agricolo Sud Milano:

qualche soddisfazione e tante sfide future

Guardando all’anno trascorso qualche soddisfazione ce la siamo presa, guardando avanti invece diversi nuvoloni si addensano.
Dando uno sguardo a volo d’uccello sul 2019, a Lacchiarella ci siamo presi una bella gratificazione: la pressione dei cittadini, organizzati in comitati, e della nostra associazione hanno indotto l’Amministrazione comunale a porre una pietra sopra il progetto di logistica di Carrefour nei terreni di Villamaggiore. Resta però generalizzata l’emergenza di nuovi poli logistici, che sono sorti come funghi in un’ampia fascia del sud Milano, da Carpiano a Calvignasco, e ancor più nel nord Pavese, dove i comuni stanno cambiando letteralmente faccia. Sempre a Lacchiarella, il leader continentale della logistica Zust-Ambrosetti ha presentato in Comune un piano d’area, che andrà a coprire centinaia di migliaia di mq a sud del polo commerciale Il Girasole. Non ci preoccupa solo l’impatto dell’erosione di terreni agricoli, spazzati via da alti capannoni vasti ognuno decine di migliaia di metri quadri; insostenibile sarà anche il traffico generato di tir e furgoni. Per completare il disastro: volete che la Regione, con i nostri soldi pubblici, non corra a supportare il tutto con nuove superstrade, ulteriore mazzata ad agricoltura e natura? Bisogna, da parte dei cittadini avveduti, mantenere alta la pressione, come hanno fatto coloro che continuano a battersi al Tar e nelle strade per bloccare la Vigevano Malpensa. Siamo dalla loro parte, con i non opulenti mezzi che abbiamo, ma concretamente ci siamo.
Per concludere: la logistica serve –meglio se inserita nelle aree industriali dismesse- come pure la riqualificazione delle strade esistenti per risolvere i problemi di mobilità esistenti. Ma il Parco Sud ha ben altre vocazioni di sviluppo.
Un tema che si sta trascinando da più di un anno, e che costituirà un tema cardine del 2020 è l’iter per la delimitazione dei confini del Parco Naturale nel Parco Agricolo Sud Milano. A 30 anni dalla istituzione del Parco Sud, dovrebbe essere un atto dovuto, previsto dalle normative regionali sulle aree protette. Si è invece trasformato in una sollevazione –ampia ma non generalizzata- degli agricoltori, sino alla messa in discussione del nostro Parco. Associazioni agricole rappresentative –che stanno riposizionandosi, cercando e trovando nuovi interlocutori politici- stanno fomentando il malcontento, rilanciando voci del tipo: “nel costituendo Parco Naturale non potrete continuare a fare l’agricoltura che volete e chissà quali nuove vessazioni”. Insomma, il Parco Sud è improvvisamente diventato il focalizzatore di tutte le pretese inefficienze e imposizioni: “…le autorizzazioni non arrivano mai…non si può dare la caccia alle nutrie…”. Da parte della più importante associazione agricola, Coldiretti, si è arrivati a chiedere le dimissioni del Consiglio direttivo del Parco. Di fronte a questa escalation, le associazioni ambientaliste tutte stanno mobilitandosi, e a breve usciremo con un appello per andare avanti nell’istituzione di questo parco a più elevata tutela, innanzi tutto divieto di caccia e di apertura di nuove cave.
Sarà una coincidenza, ma la Regione Lombardia è entrata nella discussione sul Parco Sud, andando direttamente alla sostanza, ovvero puntando a mettere mano alla governance. A settembre, il Consiglio ha votato una mozione di Franco Lucente (FdI) per modificare l’assetto di governo del Parco e pochi giorni fa lo stesso consigliere ha presentato un progetto di legge: lo scopo è togliere alla Città Metropolitana il Parco Sud, affossando così l’idea di parco Metropolitano, per darlo in mano direttamente ai Comuni, che dovranno consorziarsi per la sua gestione, sotto la tutela e la supervisione della Regione. Ultimata la creazione del nuovo Ente, si metterà poi mano al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), ovvero ai suoi confini e ai suoi livelli di tutela. E’ evidente che un simile passaggio, certamente epocale, andrà monitorato attentamente e, prima di dare giudizi affrettati o basati su testi lacunosi, preferiamo approfondire la questione. Ne riparleremo, necessariamente.
Come al solito, in questo periodo dell’anno, a guardare avanti si rischia di rimanere impigliati nella fitta rete di problemi e problematiche… e magari intristirsi (o angosciarsi). Va bene il sano realismo, ma una spruzzata di ottimismo ci sta bene.
Citiamo per primi le Sentinelle dell’Associazione Parco Sud, che si battono contro il degrado del loro territorio. E lo fanno con splendido impegno, attivandosi in gruppo e dando supporto alle GEV, alle guardie venatorie, alle polizie locali, a coloro che gestiscono i corsi d’acqua e reti fognarie, ascoltando le richieste dei cittadini e cercando di porre rimedio.
Ma non manca certo chi si batte per un ambiente migliore: nell’anno trascorso abbiamo visto folle oceaniche di giovani e giovanissimi battersi per il clima e un mondo più pulito. Abbiamo avuto modo di confrontarci, lo scorso settembre, in un ricco convegno all’Abbazia di Mirasole e, dal prossimo febbraio, inizieremo una collaborazione in un progetto scuola lavoro con una terza del liceo artistico milanese Boccioni. Noi metteremo in campo la nostra esperienza e le conoscenze del territorio del sud Milano: cercheremo di arricchire la sensibilità di questi futuri architetti e urbanisti, e al tempo stesso proveremo a sondare e comprendere meglio l’universo-giovani, le loro aspettative e il loro atteggiamento verso ciò che ci circonda: la natura, il creato, il prossimo.
Adesso siamo virati troppo sul zuccheroso? Può darsi, ma siamo a Natale e a fine anno. Il 2020 sarà un anno di sfide e di speranze: affrontiamole insieme. Intanto, un caro augurio a voi e ai vostri cari.

Discorso di fine anno 2019

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