L’Associazione Grande Parco Forlanini scrive al Sindaco
per sollecitare l’avanzamento dei lavori
e realizzare il Grande Parco Forlanini

… Dobbiamo credere in una vera trasformazione ambientale… perché lo vogliono i nostri figli, i giovani e loro pagheranno maggiormente il prezzo di questa crisi… perché i finanziamenti dell’’Europa, del governo, pubblici e privati, andranno lì, sull’ambiente, sui sistemi di mobilità… perché le grandi città del mondo vanno lì”. G. Sala, Sindaco di Milano, 24 maggio 2020

Gentilissimo Signor Sindaco,

come Lei siamo convinti che abbiamo bisogno di una visione ambientale e di progetti concreti che rendano la città un luogo migliore in cui vivere e lavorare: più sano, più sicuro, ancora più bello e cosmopolita.

L’Associazione Grande Parco Forlanini e il Comitato Argonne-Susa da anni hanno costruito e promosso una visione potente per il futuro della città attraverso la costruzione del Grande Parco Forlanini (GPF), un sistema continuo da Piazza Risorgimento all’Idroscalo, una spina dorsale ambientale, paesaggistica, alberata e funzionale alla ciclabilità.

Il GPF attraversa la ferrovia, il Lambro e la Rivoltana per collegare, in assoluta sicurezza, nel verde e nel silenzio, Milano con l’Idroscalo, Segrate, i territori dell’Adda.

Come Associazione Grande Parco Forlanini e Comitato Argonne-Susa Le chiediamo un impegno per rendere concreto il Grande Parco Forlanini, prima azione di realizzazione del Parco Metropolitano: un progetto concreto che stimola l’immaginazione sociale e istituzionale.
Non c’è qualità della vita dei cittadini senza una vera mobilitazione di risorse nella città e senza integrazione delle aree periferiche.

Il progetto è parte di un’idea territoriale che va oltre i confini delle città, a formare il Parco Metropolitano. Un grande polmone verde che si realizza giorno dopo giorno, in opere a basso costo. Un parco che permea le periferie della città, unendo gli altri parchi e i fiumi, dando accesso, attraverso una rete ciclabile, a ogni quartiere e città dell’Est milanese, producendo biodiversità, miglioramento climatico, agricoltura salubre e forestazione.

Di questo progetto il Grande Parco Forlanini, con l’Idroscalo, è un ganglio essenziale per raccordare il Parco Lambro, il Parco Lambretta, Cascina Monluè e Ponte Lambro, tessere esistenti che devono solo essere completate, ricucite e collegate in alcuni punti.

Nulla di più che un rivoluzionario modo di osservare spazi aperti pieni di opportunità e che sono già sotto gli occhi di tutti. Spazi già nel cuore dei cittadini, percorsi da trasformazioni in atto e in grado di mobilitare potenziali risorse.

Grande Parco Forlanini è un modo nuovo di “guardare” la città, vedendo parti irrisolte come risorse, sfidando le procedure e, con semplicità e leggerezza, trasformando la realtà in spazio di qualità.
Una sfida che l’amministrazione milanese non può sottovalutare.

Grande Parco Forlanini è un progetto capace di sorprendere i cittadini attraverso la trasformazione dei luoghi e la consegna degli stessi all’uso collettivo in condizioni di elevata qualità: in fondo è ciò che sta avvenendo nelle piazze periferiche e che possiamo fare anche nei progetti più impegnativi, di visione e infrastrutturazione territoriale strategica.

Il progetto del GPF è caparbio come la sua Associazione: un gruppo di cittadini che si è attivato a partire dal 2013 e che oggi è a fianco di Parco Nord (che ha la delega a coordinare i contenuti per il piano d’area Forlanini), dei Comuni confinanti, delle associazioni del Parco come CasciNet, delle associazioni sportive, con l’accompagnamento tecnico in diverse occasioni del Politecnico di Milano e di ERSAF.

Il progetto del Grande Parco Forlanini esiste, è stato finanziato da Fondazione Cariplo, è stato sviluppato e in parte realizzato dalla precedente giunta con 3000 metri di percorsi e spazi di accesso, grazie all’azione di Chiara Bisconti, allora assessora con delega a sport, verde e qualità della vita.

Non ultimo, in tempi di pandemia e di investimenti indispensabili per i vicinati, i quartieri, l’abitabilità, la rigenerazione urbana, il Grande Parco Forlanini è un progetto che si presta a fare da sfondo e da legante per molti indispensabili interventi lungo la valle del Lambro, nei quartieri Est della città: una grande infrastruttura di natura e di acque.

Il Grande Parco Forlanini, come molti progetti ambientali per la città, integra necessariamente ruoli e competenze in una collaborazione sostanziale tra settori e assessorati, tra cittadini e imprese che lo abitano (MM, FS, A2A, Serravalle, Milanosport, PAT, SEA, Parco esposizioni di Novegro…) per il bene della città e dei suoi abitanti.

Ora, per dare un input definitivo al progetto e perché non si perda un’occasione unica, occorrono poche azioni, fattibili, in parte già finanziate, che richiedono però uno slancio amministrativo e per le quali chiediamo la Sua attenzione immediata e il coinvolgimento della Giunta e dei settori amministrativi:

1. Promuovere in modo risolutivo, senza le incertezze del passato, la progettazione definitiva e la realizzazione del sottopasso di collegamento tra la ciclabile di viale Argonne e via Gatto/Cascina Sant’Ambrogio, attraverso il Pratone e il sottopassaggio della ferrovia. Questo intervento, basato su un manufatto esistente e utilizzabile, di basso costo e impatto, di cui il Politecnico di Milano ha studiato per l’Assessore Granelli la fattibilità tecnica, può essere definitivamente preso in carico, verificato e sviluppato, anticipando così il momento in cui i cantieri renderanno disponibile l’area.
2. Completare i percorsi a ovest della tangenziale e concertare con Milano Serravalle una sistemazione del tratto che sottopassa la Tangenziale Est, così da dare continuità al sistema parco.
3. Procedere alla alberatura e forestazione di parte delle aree a ovest della tangenziale (una quota dei 3.000.000 di alberi del progetto ForestaMI).
4. Progettare e realizzare la passerella ciclopedonale sul fiume Lambro per collegare i due lati del Parco Forlanini e dare continuità alla pista ciclabile Argonne-Idroscalo.
MM ha preso in carico il progetto ma senza interloquire né con le proprietà dei terreni, né con gli agricoltori, né tantomeno con le associazioni. Il risultato è un progetto complesso, brutto, inutilmente costoso, che non soddisfa nessuno (per prima AIPO, che vigila sulla qualità idraulica delle opere) e che viene rimandato di anno in anno nel piano delle opere pubbliche (è stato procrastinato anche quest’anno dopo oltre quattro anni di ragionamenti e progetti). Questa modalità si protrae dal 2015 e ci fa capire quanto sia difficile la collaborazione tra enti e realizzare un’opera pubblica facile come una passerella su un fiume.
5. Collegare la città all’Idroscalo, che oggi non può essere raggiunto in bicicletta.
Occorre progettare, attraverso la collaborazione tra i Comuni di Segrate e Milano, insieme a SEA, Pio Albergo Trivulzio ed eventuali altri privati interessati, sia la nuova spina verde del parco, da viale Argonne all’Idroscalo attraverso le aree verdi, sia il completamento del percorso ciclabile protetto lungo la Rivoltana (che oggi si interrompe incredibilmente al Centro Sportivo Saini).
Si tratta di due chilometri che rivoluzionerebbero l’accesso al “Mare di Milano”, attraverso la riqualificazione del sottopassaggio nei pressi del Luna Park e la realizzazione di una passerella ciclopedonale adeguata sulla Rivoltana in prossimità dell’aeroporto (sul modello dei superamenti stradali del Parco Nord Milano), per creare un collegamento diretto e in sicurezza tra le aree del Parco Forlanini e il sistema di spazi sportivi, bacino e Parco dell’Idroscalo.
6. Tutelare, restaurare e valorizzare le strutture esistenti, il Parco Forlanini realizzato negli anni Settanta, lo storico Gasometro Canavese di via Cavriana, uno dei simboli di questa parte della città.

Sono poche opere strategiche che consentono la connessione di parti che in questo modo danno vita a un sistema, uno straordinario progetto che attiva e illumina, come il filamento di una lampadina, oltre 400 ettari di parco unitario, formato da un percorso ciclopedonale dal centro di Milano all’Idroscalo.
Un parco che potrà innescare un processo di riqualificazione progressivo nel tempo, con la creazione di ambiti forestali, nuovi filari e siepi, nuovi prati e radure aperte alla fruizione dei cittadini.

Gentile Sindaco, le importanti città del mondo, per usare le Sue stesse parole, non sono rilevanti unicamente per i grandi progetti o per operazioni eccezionali e sensazionali, ma per la capacità delle loro strutture tecniche di costruire e adattare nel tempo gli spazi della città attraverso la somma costante, paziente, caparbia, di azioni piccole, medie e grandi, sapendo che queste ultime sono rare e vanno ben orientate.

Se Milano saprà mettere in sinergia le opportunità di investimento su azioni concrete e di valore strategico con visioni ambiziose, chiare e di lungo periodo, potrà indirizzarsi verso quella città solidale ed ecologica da Lei e da noi auspicata. E il progetto del GPF e del Parco Metropolitano sposano appieno questa visione della città e della sua società!

Distinti saluti,
Associazione Grande Parco Forlanini
Comitato Argonne-Susa

Sindaco Sala: a quando il Grande Parco Forlanini?

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