Superstrada Vigevano-Malpensa

La resistenza continua in altre sedi

Ammesso il ricorso alla Corte Europea

 

21 novembre 2025. Mentre continua lo scempio dei territori tra Abbiategrasso, Albairate e Cassinetta di Lugagnano -sotto forma di reti arancioni che evidenziano i vasti tratti di terreni agricoli oggetto di esproprio- una buona notizia dimostra che la resistenza contro il consumo di suolo può essere combattuta con modalità innovative.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha dichiarato ammissibile il ricorso che contesta i danni all’ambiente e al territorio della superstrada Vigevano- Malpensa. Il ricorso sarà quindi portato all’esame della Corte quanto prima possibile, grazie alla esaustiva documentazione inviata.

 

 

Nel luglio scorso, un gruppo di cittadini aderenti ai Comitati No Tangenziale, insieme al Circolo Legambiente Terre di Parchi e all’Associazione Parco Sud Milano, ha presentato un ricorso alla Corte Europea. Si è denunciata la lesione del diritto alla vita e all’ambiente salubre, alla proprietà e alla ragionevole durata del procedimento, subita dai ricorrenti che abitano nei comuni interessati, vittime della imminente realizzazione della superstrada sita in area protetta, che attraversa due Parchi e la Riserva della Biosfera MAB dell’Unesco.

Il risultato è notevole, visto che meno del 10% delle segnalazioni fatte alla Corte

supera il filtro di accoglimento. Ciò è stato possibile grazie al proficuo lavoro delle avvocate Paola Regina, Veronica Dini e Roberta Bertolani, nonché l’aver allegato i numerosi documenti comprovanti le continue denunce dei cittadini ricorrenti in questi ultimi decenni.

 

Le inadempienze e i danni

 

Sarebbe troppo lungo elencare tutte le forzature e inadempienze connesse al progetto della superstrada. Tanto per pare un esempio, la valutazione ambientale dell’opera (VIA), avviata nel 2005 e conclusa nel 2008, a distanza di 17 anni non è mai stata aggiornata. Inoltre, in tutti questi anni non sono state mai prese in seria considerazione le dettagliate e fattibili proposte alternative emerse nel tempo, con il coinvolgimento delle realtà locali.

L’infrastruttura stradale determinerà il consumo di suolo agricolo pari a un milione e mezzo di mq, pari a circa 200 campi da calcio. Ma il danno sarà ben più esteso, viste le numerose aziende agricole che vedranno i loro terreni tagliati in due dal nastro d’asfalto, con danni anche al fitto reticolo idrico irriguo.

 

La resistenza continua, quindi: su altri fronti, in altre sedi e con modalità nuove.

Superstrada Vigevano…la resistenza continua

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