Il TG3 regionale torna a parlare dell’isola di plastica
sul Lambro Meridionale nel territorio di Milano
I rimpalli di responsabilità tra Comune e Aipo

4 novembre 2019. Sono passati tre mesi dalla denuncia delle nostre Sentinelle, riprese dal TG3 Lombardia, sull’accumulo di plastica sul Lambro Meridionale, alle porte meridionali di Milano, quando passa sotto il Naviglio Pavese, in località Conca Fallata. L’isola di plastica cresce più rigorosa che mai, nonostante le promesse agostane dell’assessore all’Ambiente di Milano Marco Granelli e dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo). Proprio per cercare fermare l’insensato balletto di responsabilità tra istituzioni pubbliche, saremo mercoledì mattina alle 7,30 sul posto, per un servizio in diretta del TG 3 regionale.
Sarebbe utile, per quanto possibile, che all’evento partecipassero i cittadini per sollecitare –in diretta- l’impegno delle istituzioni: mercoledì 7 novembre, dalle 7,15, Alzaia naviglio pavese 274 presso Carlotta Cafè, località Conca Fallata.
L’isola galleggiante sul Lambro Meridionale è solo un segnale, pessimo, di un problema ancora più grave: la gran parte della plastica non viene intercettata e continua a camminare, arrivando a inquinare campi agricoli o il mare. Insomma, questa marea di plastiche finiamo per ritrovarcele prima o poi a tavola. E’ ora perciò che le istituzioni si diano una mossa.

3 novembre 2019. Sapete che cos’è una zangola o una fascera? No? Vi credo, ormai sono termini che suonano poco familiari, ma i nostri nonni (almeno quelli che vivevano in campagna) li conoscevano bene perché erano attrezzi di uso quotidiano insieme alla falce e all’incudine per affilarne la lama. Con la zangola sbattevano la panna per fare il burro, ad esempio, e con la fascera comprimevano la cagliata così che perdesse tutto il siero e si trasformasse in formaggio.
25 ottobre 2019. L’aria di Milano è una delle più inquinate d’Italia. Nel 2018 sono stati superati del 50% i limiti previsti dalla legge per il biossido di azoto, prodotto principalmente dai diesel, e il limite giornaliero del PM10 è stato superato 80 volte contro le 35 concesse per legge, con un miglioramento rispetto al 2017 che la Regione stessa attribuisce a condizioni meteorologiche favorevoli.
24 ottobre 2019. Siamo lì lì per concludere, ma l’ultimo passaggio manca sempre. Sono passati ulteriori cinque mesi dall’ultimo nostro articolo sul mancato passaggio di 133mila mq di terreni dall’Outlet di Locate Triulzi al Parco Agricolo Sud Milano, ma nulla si è ancora mosso.
Senza mezzi termini: questa storia di immobilismo, inefficienze pubbliche e, forse, di furbizia da parte dei privati deve finire. Perché Emilio De Vita, il direttore del Parco non ha proceduto per concludere questa annosa vicenda? Sono oltre 6 anni che gli accordi sono stati firmati, per dei terreni che hanno un valore e dovrebbero generare introiti e permettere al Parco Sud di dare concretezza ai suoi progetti di sviluppo. Rimanendo sul piano economico, è come se all’Ente Parco non fossero stati ceduti oneri gli urbanizzazione dovuti, un ritardo inammissibile che genera un danno a noi cittadini. Ci sembra pertinente una sentenza del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2016 che, in termini espliciti, afferma: “In caso di ritardato od omesso pagamento del contributo di costruzione è previsto che siano applicate delle sanzioni pecuniarie, la cui determinazione in concreto è rimessa, sia pur nel rispetto di alcune soglie minime e massime fissate dalla legislazione nazionale, alla legislazione regionale”.
A nostro avviso, appare necessario che, dopo tutti questi anni, l’Ente Parco Sud ottenga prontamente da Locate District i terreni che gli (ci) spettano e, perché no, le sanzioni pecuniarie previste. Per comprendere meglio i complessi passaggi e le sfibranti inerzie di questa vicenda vi lasciamo all’articolo dello scorso dicembre.
19 ottobre 2019. Il Parco Agricolo Sud Milano rappresenta anche una risorsa culturale. Vi si trovano edifici di valore architettonico e storico distribuiti in angoli poco conosciuti del territorio. Case e palazzi testimonianze del modo di lavorare e di vivere della civiltà contadina appaiono nel silenzio della campagna attorniati da un reticolo di strade rurali, alzaie dei navigli, percorsi ciclabili (allestiti ed in fase di allestimento), rogge, canali, chiuse e fontanili.