Perequazione, diabolica operazione

per moltiplicare il cemento

e sottrarre l’agricoltura

Dietro il termine oscuro di perequazione si cela una pratica urbanistica che piace tanto a destra quanto a sinistra, utilizzata a man bassa dalla ex giunta Moratti (Pdl) di Milano come da quella di D’Avolio (Pd) di Rozzano.
Lo strumento, applicato nei nuovi Piani di Governo del Territorio (Pgt) grazie alla legge regionale 12/2005, permette ai proprietari di terreni, in genere agricoli e situati nel nostro caso nel Parco Sud, di ottenere un “credito edificatorio” da spendere in altre aree edificabili, più centrali e di maggior valore.
In cambio, il Comune riceve l’area a verde. Chi va a rimetterci è l’agricoltura, poiché il Comune destina questi terreni a servizi.

Perequazione, diabolica operazione

per moltiplicare il cemento

e sottrarre l’agricoltura

Dietro il termine oscuro di perequazione si cela una pratica urbanistica che piace tanto a destra quanto a sinistra, utilizzata a man bassa dalla ex giunta Moratti (Pdl) di Milano come da quella di D’Avolio (Pd) di Rozzano.

Lo strumento, applicato nei nuovi Piani di Governo del Territorio (Pgt) grazie alla legge regionale 12/2005, permette ai proprietari di terreni, in genere agricoli e situati nel nostro caso nel Parco Sud, di ottenere un “credito edificatorio” da spendere in altre aree edificabili, più centrali e di maggior valore.

In cambio, il Comune riceve l’area a verde. Chi va a rimetterci è l’agricoltura, poiché il Comune destina questi terreni a servizi.

I casi di Milano e Rozzano

Il caso più emblematico è Milano. La Giunta Moratti nel 2011 approvò un Pgt con un uso smodato dello strumento della perequazione: le aree agricole nel Parco Sud generavano 2.600.000 di metri quadrati di aree edificabili da utilizzare in altre parti di Milano, con un indice dello 0,50 mq/mq. Una sorta di “cemento virtuale” che andava a favorire i privati possessori di aree verdi non edificabili.

La Giunta Pisapia nello scorso maggio, pur mantenendo questo strumento urbanistico –attenuato con un indice edificatorio di 0,35 mq/mq- ha però totalmente escluso l’utilizzo della perequazione per le aree del Parco Agricolo Sud Milano, che rappresentano il 23% della superficie complessiva della metropoli.

Anche Rozzano, nel suo imponente e devastante Pgt (quasi 2 milioni di mc di nuovo cemento) redatto da insigni architetti tra cui Federico Oliva, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), ha fatto ampiamente ricorso alla perequazione, come anche alla compensazione ecologica e alla incentivazione urbanistica, “recuperando” centinaia di migliaia di mq (429.000 secondo i dati pubblicati sul sito del Comune) tra cui diverse aree a verde e agricole, anche nel Parco Sud. E questo, con grande gratitudine di qualche agricoltore, ma soprattutto delle immobiliari -ormai proprietarie di molti terreni agricoli- che hanno usufruito del beneficio di trasferire i diritti edificatori in aree centrali di valore, con un indice dello 0,12 mq/mq. In cambio il Comune di Rozzano ha acquisito i terreni agricoli, che utilizzerà per realizzare servizi pubblici.

I Comuni del Parco chiedono milioni di mq

Ribadendo il concetto, chi ci rimette è indubbiamente l’agricoltura, per giunta proprio nel Parco Sud, voluto, nato e istituito con l’obiettivo di difenderla e valorizzarla. Perché la perequazione consente di generare nuovo cemento nei comuni e porta in sé il diabolico paradosso di regalare volumetrie edificatorie ai tanti immobiliaristi che si sono già premurati di acquisire aree agricole (Ligresti docet…).

Rozzano non è un caso isolato: sappiamo che numerosi Comuni del Parco Sud hanno presentato richieste di trasformazione di aree da agricole a servizi, attraverso la perequazione o altri strumenti urbanistici, che nel complesso assommano ad alcuni milioni di mq.

 

 

Perequazione

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