Scontro Serravalle-Banche
Legambiente: il mercato
boccia Tem e Pedemontana

Tra i tanti temi che ci preoccupano, certamente il più insidioso è la Tangenziale esterna Milano (Tem): 33 km di striscia d’asfalto larga 8 corsie da  Melegnano ad Agrate Brianza, con annessi centri commerciali e capannoni, forieri di una irrimediabile devastazione di tutta l’area est del Parco Agricolo Sud Milano.
Una battaglia combattuta a fianco di tante altre associazioni, comitati e cittadini, tra cui Legambiente, che in questo articolo evidenzia come sia lo stesso mercato a fare retromarcia rispetto a Tem e a Pedemontana.

Serravalle agonizzante

Lo scontro in cui si sta assistendo in questi giorni tra la Serravalle e le banche (Intesa e Ubi) ha un sapore paradossale. Da una parte, infatti, la Serravalle che fa i salti mortali per ricapitalizzare Pedemontana e Tem e dall’altra le banche e Benetton che non credono più nei progetti autostradali cui hanno dato vita loro stesse.

Scontro Serravalle-Banche
Legambiente: il mercato
boccia Tem e Pedemontana

Tra i tanti temi che ci preoccupano, certamente il più insidioso è la Tangenziale esterna Milano (Tem): 33 km di striscia d’asfalto larga 8 corsie da  Melegnano ad Agrate Brianza, con annessi centri commerciali e capannoni, forieri di una irrimediabile devastazione di tutta l’area est del Parco Agricolo Sud Milano.
Una battaglia combattuta a fianco di tante altre associazioni, comitati e cittadini, tra cui Legambiente, che in questo articolo evidenzia come sia lo stesso mercato a fare retromarcia rispetto a Tem e a Pedemontana.

Serravalle agonizzante

Lo scontro in cui si sta assistendo in questi giorni tra la Serravalle e le banche (Intesa e Ubi) ha un sapore paradossale. Da una parte, infatti, la Serravalle che fa i salti mortali per ricapitalizzare Pedemontana e Tem e dall’altra le banche e Benetton che non credono più nei progetti autostradali cui hanno dato vita loro stesse.

La Serravalle è agonizzante spolpata da una politica di acquisizioni societarie e da consulenze milionarie. La concessionaria autostradale della provincia di Milano è indebitata fino al collo tant’è vero che è in ritardo di anni per la realizzazione dei lavori pattuiti con l’Anas che ammontano a ben 750 milioni di euro, che avevano giustificato salatissimi ed automatici aumenti delle tariffe, possono ora anche portare al ritiro della concessione. Inoltre, il traffico nel 2012 è calato anche del 6,29% e i ricavi del 3,6%: anziché prendere atto di questa situazione, la Serravalle lancia appelli alle banche per la ricapitalizzazione di Pedemontana e Tem. Ma il mercato non crede più che possano rientrare i capitali da investire visto che queste due opere hanno raddoppiato i costi ed il loro futuro traffico verrà ridimensionato dalla crisi economica, dall’apertura del traforo ferroviario del Gottardo e dalla necessità di sviluppare sistemi di trasporto più sostenibili.

Richieste di Legambiente alla Regione

Legambiente, come riporta un’Ansa del 20 marzo 2013, chiede alla Regione Lombardia di “trovare una via d’uscita prima che sia troppo tardi per l’ambiente e per le casse pubbliche” sulla Pedemontana Lombarda, dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede di Assago. “L’indagine in corso – spiega il responsabile trasporti Dario Balotta – conferma l’insostenibilità delle maxi opere autostradali lombarde”. Sotto accusa, secondo Balotta, sono le “modalità di affidamento degli appalti senza la copertura finanziaria”, mentre “Lo stato di salute della  Serravalle, controllata dalla provincia di Milano, è sempre più precario, visto che a fine dicembre l’asta per la sua vendita andò deserta”. Quanto all’amministratore delegato  Marzio Agnoloni, alla guida sia delle controllate Pedemontana sia di Tem, secondo  Balotta “dimostra il grave stato di salute tecnico e finanziario delle aziende”, dato che “si trova al centro di un pesante conflitto d’interessi, visto che il codice civile prescrive che le controllate Pedemontana e Tem siano autonome nella gestione”

Legambiente: il mercato boccia Tem e Pedemontana

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