Dalle ceneri dei fallimenti Ligresti
rinasce la Fenice Cerba

I soliti giochi di prestigio della finanza portano a credere che il Cerba, Centro europeo di ricerca biomedica, prevista su un’area di 620mila mq (in fondo a via Ripamondi e ai confini con Opera) del Parco Agricolo Sud Milano, si farà. E questo, nonostante il fallimento di Sinergia e Imco, le due società immobiliari della famiglia Ligresti, e pur se la convenzione edilizia è scaduta.
Infatti, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, lo scorso 6 marzo, è stata costituita una newco, la Visconti srl, società che nelle prossime settimane dovrebbe presentare al Tribunale di Milano la proposta di concordato fallimentare per Sinergia e ImCo. Al capitale di Visconti, 468.335 euro, partecipano solo Unicredit (90,63%) e Bpm (9,37%): ma questo non significa che le altre banche si siano sfilate dal piano. Anzi, come indicato da MF-Milano Finanza, lo scorso 9 marzo, tutti gli istituti, anche quelli in precedenza non inclini a concedere la nuova finanza necessaria a implementare il piano, hanno infatti condiviso la struttura di fondo dell’operazione.

 

Dalle ceneri dei fallimenti Ligresti
rinasce la Fenice Cerba

I soliti giochi di prestigio della finanza portano a credere che il Cerba, Centro europeo di ricerca biomedica, prevista su un’area di 620mila mq (in fondo a via Ripamondi e ai confini con Opera) del Parco Agricolo Sud Milano, si farà. E questo, nonostante il fallimento di Sinergia e Imco, le due società immobiliari della famiglia Ligresti, e pur se la convenzione edilizia è scaduta.
Infatti, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, lo scorso 6 marzo, è stata costituita una newco, la Visconti srl, società che nelle prossime settimane dovrebbe presentare al Tribunale di Milano la proposta di concordato fallimentare per Sinergia e ImCo. Al capitale di Visconti, 468.335 euro, partecipano solo Unicredit (90,63%) e Bpm (9,37%): ma questo non significa che le altre banche si siano sfilate dal piano. Anzi, come indicato da MF-Milano Finanza, lo scorso 9 marzo, tutti gli istituti, anche quelli in precedenza non inclini a concedere la nuova finanza necessaria a implementare il piano, hanno infatti condiviso la struttura di fondo dell’operazione.

Ci vuole il NO di Pisapia

A questo punto, prima che Visconti -nel cui statuto viene specificato che l’oggetto sociale è “la pianificazione ed esecuzione delle operazioni di concordato fallimentare dei fallimenti di Immobiliare Costruzioni Imco e Sinergia Holding di partecipazioni”- possa presentare al Tribunale la proposta definitiva, risultano ancora un paio di nodi da affrontare. Il primo riguarda l’accordo transattivo con il gruppo Fondiaria-Sai. Le ex compagnie del gruppo Ligresti sono infatti creditrici nei confronti di Sinergia e ImCo per circa 151 milioni. Ma le aspettative per un accordo sono positive e a breve saranno rese ufficiali.
L’altro nodo da sciogliere per poter procedere alla presentazione del piano per il concordato fallimentare riguarda il consenso da parte del collegio di vigilanza -composto dal presidente della Regione Lombardia, da quello della Provincia di Milano e dal sindaco di Milano- alla richiesta presentata dalla Fondazione Cerba di rinnovare la convenzione edilizia necessaria a modificare la destinazione d’uso dell’area di proprietà di ImCo nella periferia Sud del capoluogo lombardo dove dovrebbe sorgere il Centro europeo di ricerca biomedica. Nell’istanza presentata al Collegio di vigilanza dalla Fondazione Cerba si pone anche la richiesta di fronteggiare gli oneri di urbanizzazione in maniera dilazionata e non in unica soluzione, come invece stabilito in precedenza.
In tutto questo, nonostante i giochi di prestigio della finanza, se la politica non ne diventa complice, il Parco potrebbe essere ancora salvo e il progetto Cerba potrebbe trovare un’area più idonea: infatti, determinante sarà la decisione del Comune, chiamato a decidere se prorogare i termini della convenzione. Si deve attendere la fine della prossima settimana per conoscere le decisioni di Pisapia.

“La nostra posizione, unitamente ad altre associazioni ambientaliste, è netta: lasciare i 628 mila mq all’agricoltura e delocalizzare il progetto in un area più consona, come la tante aree dismesse, e dotata  di adeguate infrastrutture di trasporto” dichiara Kisito Prinelli presidente dell’Associazione per il Parco Sud Milano. Avendo la Giunta Pisapia dimostrato una certa sensibilità nei confronti dei propri territori nel Parco Agricolo Sud Milano, possiamo ottimisticamente ritenere che decida per la chiusura della convenzione, permettendo all’area di mantenere la sua attuale funzione agricola.

Cerba, giochi di prestigio

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