A Desio contro le grandi opere inutili,
l’associazione Parco Sud
si unisce a Legambiente
per la staffetta del digiuno

È una forma di protesta che ha valicato i confini regionali veneti quella iniziata in agosto da Don Albino Bizzotto (vedi articolo https://www.assparcosud.org/14-istituzioni/606-don-albino,-prete-della-pace-digiuna-per-salvare-l-ambiente.html), fondatore dei Beati i Costruttori di Pace: denunciare con il proprio digiuno la follia dei 1000 km di nuove autostrade che rischiano di abbattersi sulla pianura più fertile d’Europa. “Dopo i capannoni vuoti che riempiono la pianura Padano-Veneta, è partita infatti la stagione delle autostrade, a sferrare un nuovo attacco a quel che resta del suolo agricolo da cui dipende la gran parte della produzione agroalimentare made in Italy -dice Legambiente-. Eppure basta gettare uno sguardo a una carta delle autostrade d’Italia per capire che la Pianura Padana non ha bisogno di 1000 km di nuove autostrade.


A Desio contro le grandi opere inutili,
l’associazione Parco Sud
si unisce a Legambiente
per la staffetta del digiuno


È una forma di protesta che ha valicato i confini regionali veneti quella iniziata in agosto da Don Albino Bizzotto (vedi articolo https://www.assparcosud.org/14-istituzioni/606-don-albino,-prete-della-pace-digiuna-per-salvare-l-ambiente.html), fondatore dei Beati i Costruttori di Pace: denunciare con il proprio digiuno la follia dei 1000 km di nuove autostrade che rischiano di abbattersi sulla pianura più fertile d’Europa. “Dopo i capannoni vuoti che riempiono la pianura Padano-Veneta, è partita infatti la stagione delle autostrade, a sferrare un nuovo attacco a quel che resta del suolo agricolo da cui dipende la gran parte della produzione agroalimentare made in Italy -dice Legambiente-. Eppure basta gettare uno sguardo a una carta delle autostrade d’Italia per capire che la Pianura Padana non ha bisogno di 1000 km di nuove autostrade. E basta confrontare i dati della mobilità di persone e merci con quelli del resto d’Europa per rendersi immediatamente conto che lo sbilanciamento del nord Italia non è sul versante della dotazione stradale, ma su quello dell’eccessivo livello di motorizzazione individuale (superiore del 20% alla media europea) e dell’inadeguatezza dell’integrazione logistica per le merci, con le ferrovie italiane che ormai sulla rete interna trasportano meno del 3% delle merci: un vero record europeo di inefficienza”.

Tante, troppe grandi opere inutili

Pedemontana piemontese, veneta e lombarda, Brebemi, Tem, Orte-Mestre, Valdastico, TiBre, Cremona-Mantova, Broni-Mortara… quello delle nuove autostrade del Nord è un rosario infinito. Non c’è collegio elettorale che non abbia il ‘suo’ progetto autostradale, non c’è campanile da cui non si abbracci un nuovo tracciato autostradale: con un indebitamento a carico del sistema Paese, tra finanziamenti pubblici e project financing farlocchi coperti ‘a perdere’ dalla Cassa Depositi e Prestiti, che ormai assomma a svariate decine di miliardi per opere che, nella maggior parte dei casi, non intercettano nemmeno una reale domanda di utilizzo.
“Don Bizzotto ha scelto una forma di lotta eclatante ma per nulla esagerata, perché queste opere non rappresentano solo un nuovo, forte impulso al consumo di suolo, ma sono un’insostenibile ipoteca sugli investimenti necessari ad uscire dalla crisi, e un insulto ai drammatici bisogni di una società piegata dalla crisi economica – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, il presidente Nazionale di Legambiente che prenderà parte al digiuno -. Stiamo facendo, in tempo di crisi, quello che la Spagna ha fatto negli anni della bolla finanziaria. Ma se nel caso della Spagna quegli errori hanno fatto collassare un’economia che marciava spedita, nel nostro caso gli investimenti sbagliati serviranno solo a tenerci più a lungo sotto il giogo della crisi economica, e a privarci delle innovazioni realmente necessarie per uscirne in modo virtuoso. Per questo anche noi ci associamo al digiuno lanciato da Don Bizzotto: è in gioco il destino del territorio, ma anche il futuro di ciascuno di noi”.
Nel suo piccolo, anche l’Associazione per il Parco Sud partecipa alla staffetta del digiuno. “Condividiamo pienamente le motivazioni che hanno spinto don Albino a questa forma di protesta: le esigenze delle future generazioni devono prevalere sugli interessi dell’attuale -dichiara Kisito Prinelli, presidente dell’Associazione per il Parco Sud Milano- La salvaguardia del territorio, troppo spesso sventrato da opere inutili e dannose, provocatoriamente e falsamente attuate con il project financing, è un tema che dovrebbe coinvolgere tutti i cittadini, anche con iniziative come quella messa in atto da un uomo come don Albino, che non possiamo che stimare profondamente”.

Un pomeriggio a Desio

In Lombardia la mobilitazione parte con l’adesione di Legambiente, dell’Associazione per il Parco Sud Milano, dei Comitati NO Tem e tanti altri alla manifestazione contro la Pedemontana e le altre autostrade inutili, che avrà il suo appuntamento domenica pomeriggio a Desio. Domani il presidente regionale di Legambiente Damiano Di Simine, darà il via alla Staffetta del digiuno. Il dirigente ambientalista digiunerà per 24 ore per poi passare il testimone ad altri volontari pronti ad aderire alla forte protesta che durerà fino al 6 ottobre.
“Diciamo basta all’agonia finanziaria delle grandi opere autostradali lombarde – dichiara Damiano Di Simine – chiediamo alla politica di prendersi la responsabilità di chiudere i cantieri di opere come Tem e Pedemontana, che non solo minacciano di devastare inutilmente il territorio ma non hanno nemmeno le gambe finanziarie per assicurare la conclusione dei cantieri, perché perfino le banche si sono accorte che quelle autostrade, per manifesta inutilità, non daranno i profitti promessi. E chiediamo a Comune e Provincia di Milano, azionisti di maggioranza in Serravalle, di gestire con responsabilità il loro ruolo all’interno di quella sgangherata concessionaria, evitando di fare indebiti favori a operatori speculativi che intendono entrare nella scommessa autostradale solo dopo che gli enti pubblici si saranno dissanguati, come rischia di avvenire con la svendita delle azioni di Serravalle. Di Pedemontana, per come progettata, non c’è davvero bisogno, occorre fermare i cantieri all’altezza di Lomazzo e sottoporre a severa revisione un progetto che non risponde ai bisogni del territorio, ma si limita a devastarlo, al massimo prezzo per l’ambiente e per le finanze pubbliche”.
Vi aspettiamo domani.  L’appuntamento è alle 14,30, in via Caredon al quartiere San Giorgio di Desio. Il corteo si concluderà in Piazza Don Giussani, davanti al municipio, con interventi dal palco e i concerti gratuiti di tre gruppi musicali: Dodo Verdict, Grammlò e Pornoriviste. Musica anche durante il corteo che sarà aperto dalla Banda degli Ottoni.

A Desio contro le grandi opere inutili, l’associazione Parco Sud si unisce a Legambiente per la staffetta del digiuno

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