Supersconto di 130 milioni
per gli acquirenti di Serravalle
dalla Provincia di Milano

Non c’è due senza tre! Le aste per la svendita di Serravalle si susseguono a ritmi incalzanti e a suon di eclatanti ribassi. A danno del nostro patrimonio pubblico. Dopo i due bandi promossi con  il Comune di Milano, adesso la Provincia si “sgancia” e mette nuovamente all’asta le sue quote della società autostradale, con un ribasso di oltre 130 milioni di euro rispetto a quanto avrebbe ricavato dalla prima asta.

Supersconto di 130 milioni
per gli acquirenti di Serravalle
dalla Provincia di Milano

Non c’è due senza tre! Le aste per la svendita di Serravalle si susseguono a ritmi incalzanti e a suon di eclatanti ribassi. A danno del nostro patrimonio pubblico. Dopo i due bandi promossi con  il Comune di Milano, adesso la Provincia si “sgancia” e mette nuovamente all’asta le sue quote della società autostradale, con un ribasso di oltre 130 milioni di euro rispetto a quanto avrebbe ricavato dalla prima asta.

La prima asta della Provincia di Milano

Ma andiamo per ordine. La Serravalle gestisce 180 chilometri di autostrade (verso Genova) e le tangenziali di Milano, ed è azionista di Tangenziale Est Esterna di Milano, la Tem (con il 45,01%) e di Pedemontana (76,42%), società che controllano a loro volta la Rho-Monza.

Premessa: nel luglio 2005 la Provincia di Milano, guidata da Penati, acquistò dalla società del cavaliere Gavio, l’imprenditore piemontese scomparso nel 2009, il 15% della Milano-Serravalle per 240 milioni di euro. In pratica, un valore di 8,831 euro per ogni azione. Da notare che la Provincia con il 37% e il Comune di Milano con il 18% già controllavano congiuntamente Serravalle. Con l’acquisto la Provincia arriva a possedere da sola il 52% della società autostradale.
Torniamo ai nostri giorni. Nel settembre dello scorso anno, la necessità di fare cassa, nel rispetto delle disposizioni del decreto Spending review e del patto di stabilità accomuna tanto Podestà quanto Pisapia, che hanno scelto di mettere sul mercato le proprie quote di Serravalle. “L’ingresso del socio privato in Milano Serravalle-Milano Tangenziali spa consentirà, tra l’altro, il reperimento di risorse necessarie per il completamento delle nuove tratte autostradali previste (ovvero Tem e Pedemontana)”, si legge nella delibera della Provincia approvata il 25 settembre 2012.  Parte così la prima asta per la privatizzazione della Serravalle, scaduta il 26 novembre 2012: è andata deserta. In vendita c’era un pacchetto dell’80% circa del capitale: oltre alle quote della Provincia e del Comune, vi era anche un 9% degli enti locali di Como, Lecco e Pavia. Secondo gli esperti, ad allontanare gli operatori sarebbe stato l’ammontare dell’investimento complessivo. Non solo per i 4,45 euro per azione della base d’asta, pari a un totale di 675 milioni, ma per gli aumenti di capitale che attendono Serravalle per il rifinanziamento dei progetti autostradali della Pedemontana e della Tem, per un cifra tra i 400 e i 450 milioni di euro.

La seconda asta

La Provincia e il Comune ci riprovano, sempre con un’offerta dell’80% del pacchetto azionario. Il 10 luglio 2013 scade la seconda asta, anch’essa andata deserta. Nessuno ha offerto i 660 milioni di euro necessari per acquistare le azioni offerte da Provincia di Milano, dal Comune di Milano e da altri enti e istituzioni locali. Così la Serravalle resta ancora in mano pubblica.

Terza asta della Provincia di Milano

Dopo che, ai tempi della prima asta, la Provincia aveva “spinto” il Comune di Milano a mettere insieme le proprie quote e promuovere unitamente la vendita di Serravalle, in questa terza asta la Provincia decide di “sganciarsi” e di lanciare, siamo al 6 di novembre 2013, la terza asta. Le azioni sono proposte a 4 euro cad, con la possibilità di presentare offerte al ribasso e persino con la rateizzazione, in tre tranche, dell’acquisto. L’apertura delle buste è prevista il 6 dicembre. La Provincia di Milano incasserebbe 380 milioni di euro. Non è di questo avviso Il Sole 24 Ore che così commenta l’operazione:”si ipotizzerebbe un valore leggermente inferiore ai 3 euro per azione, per un esborso complessivo inferiore ai 300 milioni“.  
”Gli esperti del settore -si legge ancora sul quotidiano della Confindustria- dicono che in Italia il fondo F2i e il gruppo Gavio si starebbero alleando per avanzare un’offerta, e all’orizzonte potrebbe esserci persino qualche soggetto straniero“.

Oltre al danno, anche la beffa

Il Gruppo Gavio, che nel 2005 aveva venduto con lauti guadagni il 15% della Serravalle per 240 milioni di euro, oggi si trova nella possibilità di acquistare a meno di 300 milioni ben il 52% della società autostradale, acquisendone altresì il pieno controllo.
All’opposto la Provincia, dopo aver acquisito a peso d’oro la maggioranza sotto la guida di Penati, si ritrova oggi con Podestà pronto a vendere tutto per un piatto di lenticchie. Beni pubblici, e quindi anche di tutti noi.

Supersconto di 130 milioni per gli acquirenti di Serravalle dalla Provincia di Milano

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