L’alacre De Cesaris
“sposta il Cerba”

Non l’abbiamo incontrata. Più semplicemente riprendiamo dal Corriere della Sera di oggi 4 gennaio alcune dichiarazioni di un’intervista alla vicesindaco De Cesaris rilasciata al giornalista Maurizio Giannattasio, il quale sottolinea perché il grande progetto del Centro biomedico sia stato bocciato proprio dall’amministrazione di Milano. “Sono certa che nel giro di un anno, insieme alla Regione, possiamo chiudere un nuovo accordo, buttandoci alle spalle tutte le ombre” dichiara De Cesaris, che aggiunge: “Dobbiamo distinguere il progetto Cerba così come è nato, in tempi ormai remoti, sulla scia di una proprietà che evidentemente non è stata capace di dare alcunché alla città, per giunta invischiato nella vicenda del fallimento. Noi chiediamo di uscire da questa situazione e di fare un progetto che abbia le gambe per camminare”.

L’alacre De Cesaris
“sposta il Cerba”

Non l’abbiamo incontrata. Più semplicemente riprendiamo dal Corriere della Sera di oggi 4 gennaio alcune dichiarazioni di un’intervista alla vicesindaco De Cesaris rilasciata al giornalista Maurizio Giannattasio, il quale sottolinea perché il grande progetto del Centro biomedico sia stato bocciato proprio dall’amministrazione di Milano. “Sono certa che nel giro di un anno, insieme alla Regione, possiamo chiudere un nuovo accordo, buttandoci alle spalle tutte le ombre” dichiara De Cesaris, che aggiunge: “Dobbiamo distinguere il progetto Cerba così come è nato, in tempi ormai remoti, sulla scia di una proprietà che evidentemente non è stata capace di dare alcunché alla città, per giunta invischiato nella vicenda del fallimento. Noi chiediamo di uscire da questa situazione e di fare un progetto che abbia le gambe per camminare”. A quali condizioni? Il professore Veronesi ha sempre ribadito che il Cerba deve nascere accanto allo Ieo, ricorda il giornalista “Le condizioni sono che il cuore sia il Centro di ricerca e si diminuisca l’impatto sul Parco. Come Comune andiamo a valutare quali sono le aree limitrofe allo Ieo e utilizziamo il più possibile quelle che sono già edificabili o che hanno bisogno di effettiva riqualificazione. Ci sono e verranno segnalate al momento opportuno”.

Salvare capra e cavoli

Un buon compromesso, che salverebbe capra e cavoli: il sogno di Veronesi e la tutela del Parco Sud, che vedrebbe il “ritorno” dei 620mila mq agricoli su cui si sarebbe costruito il Cerba. Non crediamo, come invece pare siano in molti a pensare, che il Parco Sud sia zavorra e degrado per la città di Milano. Questo è anche il pensiero di Veronesi che nel Parco vede, probabilmente perché miope, solo sterpaglie e discariche. Invece, proprio lì, c’è ancora tanta agricoltura (vedi immagine).
Anche se non va dimenticato che queste sono le famose aree messe a disposizione da Salvatore Ligresti. Aree ora in mano ai curatori fallimentari che, se andasse a buon fine l’idea della De Cesaris, vedrebbero sfumare importanti ritorni economici. C’è da aspettarsi, quindi, che il “cane non mollerà l’osso” tanto facilmente.
Ma forse i tempi sono cambiati rispetto a quando, nel 2006, i  presidenti della Provincia e del Parco Sud, rispettivamente Filippo Penati e Bruna Brembilla, ambedue PD, strenui sostenitori del progetto Cerba nel Parco andavano dichiarando: “La nostra capacità di governo si esprime attuando questo ambizioso progetto, in armonia con il bene comune rappresentato da natura e ambiente del Parco”. Una bella presa per i fondelli: come è possibile realizzare in armonia abbondanti colate di cemento su 620mila mq agricoli, con volumetrie ben poco trascurabili e indispensabili, a cui andrebbero aggiunti interventi alle infrastrutture, visto che si calcola una presenza quotidiana di 20.000 persone?

 

L’alacre De Cesaris “sposta il Cerba”

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