Sempre più incombente
la mega tecno-discarica
con vista sul Parco Sud

Tempo quasi scaduto per la mega discarica-bioreattore di Lacchiarella-Giussago -435mila tonnellate di rifiuti “trattati e stivati” su un territorio di circa 17 ettari- autorizzata dalla Regione Lombardia con vari decreti, di cui l’ultimo nel 2010.  Ricorsi al Tar presentati dal comune di Lacchiarella e da parte di altri 10 Comuni limitrofi sono stati rigettati. Come pure i successivi ricorsi al Consiglio di Stato: Lacchiarella lo scorso novembre ha ricevuto un’ulteriore bocciatura. Così, l’ultima speranza per bloccare l’ennesima aggressione al territorio rimane la pronuncia del Consiglio di Stato verso i 6 comuni (4 si sono ritirati).

 

Sempre più incombente
la mega tecno-discarica
con vista sul Parco Sud

Tempo quasi scaduto per la mega discarica-bioreattore di  Lacchiarella-Giussago -435mila tonnellate di rifiuti “trattati e stivati” su un territorio di circa 17 ettari- autorizzata dalla Regione Lombardia con vari decreti, di cui l’ultimo nel 2010.  Ricorsi al Tar presentati dal comune di Lacchiarella e da parte di altri 10 Comuni limitrofi sono stati rigettati. Come pure i successivi ricorsi al Consiglio di Stato: Lacchiarella lo scorso novembre ha ricevuto un’ulteriore bocciatura. Così, l’ultima speranza per bloccare l’ennesima aggressione al territorio rimane la pronuncia del Consiglio di Stato verso i 6 comuni (4 si sono ritirati).

Focus sulla decennale vicenda

Quella che raccontiamo è una storia che inizia ormai una decina di anni fa e che riguarda la puzzolente faccenda di rifiuti. Dove metterli se non in mezzo ai campi tra Parco Sud e Provincia di Pavia, dove agricoltura, cascine, rogge e fontanili hanno da secoli creato quel meraviglioso paesaggio della “bassa” milanese? Ed è infatti tra i confinanti comuni di Giussago e Lacchiarella, il primo in provincia di Pavia e l’altro nel Parco sud Milano, che si andrà ad ampliare a dismisura l’area su cui trattare i rifiuti.
A Giussago, provincia di Pavia, già da anni -all’interno della cascina Maggiore- si è insediata una società, prima denominata Fertilvita, poi acquisita da Giuseppe Natta per fondare Ecodeco e poi venduta ad A2A- che si occupa di spazzatura, prevalentemente trattata con il metodo del compostaggio. A questo impianto denominato centro integrato, si sono negli anni aggiunti trattamenti con tecnologie dai nomi pomposi, quali bioreattore attivabile, impianto di bioessiccazione, Stazione di Trasferimento Intelligente (ITS). In sintesi, si tratta di un processo che porta il rifiuto indifferenziato a perdere il 30% del peso e il 50% del volume iniziali per evaporazione di acqua e degradazione della sostanza organica, producendo nel contempo biogas. Alla fine del processo, si ottiene il cosiddetto “bioessiccato”, che viene impiegato come combustibile per termovalorizzatori, centrali termoelettriche o cementifici, ma anche un compost troppo inquinato, impossibile da utilizzare in agricoltura.
L’ultimo tassello della contrapposizione sindaci-azienda, è nata con la richiesta di ampliamento della struttura, che  andrebbe a occupare 17 ettari di terreno vergine, su cui sorgeranno “montagnette” alte fino 17 metri che, debitamente coperte con strutture ad hoc, produrranno biogas. In totale, oltre alle 315mila tonnellate/annue di rifiuti provenienti da Milano e Pavia, attualmente trattati negli impianti già esistenti, con la nuova discarica-bioreattore si aggiungeranno ulteriori 120mila tonnellate/annue di immondizia di ogni genere.
Un’aggressione di grande impatto per il territorio e in particolare per Lacchiarella, comune già appesantito da una vasta area industriale con stoccaggio di idrocarburi e con un’altra area (ex Omar) oggetto di deposito abusivo di rifiuti tossico-nocivi, in corso di bonifica.

La battaglia della discarica

Un’aggressione che vede sulle barricate deboli comitati di difesa  -non supportata dalle grandi associazioni ambientaliste- ma anche decine di Comuni. Sono 26 i sindaci limitrofi che si sono schierati contro Regione, Provincia di Pavia e Comune di Giussago, fortemente a favore della realizzazione dell’enorme tecno-discarica.
Fin da subito, con una delibera del febbraio 2006, il Consiglio comunale di Lacchiarella aveva espresso parere contrario agli impianti di Ecodeco. “A metà del 2010 -ci spiega Luigi Acerbi, sindaco di Lacchiarella- la nostra amministrazione e altri 10 Comuni (Casarile, Rognano, Noviglio, Vernate, Siziano, Gaggiano, Rosate, Zibido San Giacomo, Gudo Visconti, Zelo Surrigone) hanno avviato ricorso al Tar. A ottobre del 2011, anche la Provincia di Milano si è costituita ‘ad adiuvandum’ a fianco dei Comuni. In seguito al rigetto da parte del Tar, sono stati presentati due ricorsi al Consiglio di Stato: quello di Lacchiarella è stato bocciato. Si attende la pronuncia in merito a quello presentato dai comuni di Casarile, Gaggiano, Zibido San Giacomo, Vernate, Rosate e Noviglio.” Nel frattempo, Ecodeco avrebbe deciso di ridimensionare l’ampliamento della discarica “Un atto dovuto -commenta Acerbi- considerato che l’impianto non avrebbe altrimenti rispettato le distante dall’abitato, come previsto dalle normative vigenti”.

Le ragioni del nostro dissenso

Provate a immaginare uno stuolo di collinette di 17 metri di rifiuti, sia pure stabilizzati, sui nostri piatti campi agricoli: comprenderete immediatamente quale impatto visivo avrà sul paesaggio. Ma al di là dell’estetica e della perdita di suolo fertile, vi sono pesanti obiezioni anche in merito al sistema adottato per trattare i rifiuti. Qui si pone in discussione il concetto stesso di raccolta differenziata per riciclare e quindi rivalorizzare al meglio le materie di scarto. In questo caso, infatti, si mettono in un unico “calderone” tutti i rifiuti -secco, umido, materiali vari- e dal loro trattamento il solo beneficio che si ricava è il biogas, come già avviene per buona parte dalle discariche, mentre la materia organica trattata, rimasta a contatto con inquinanti come i metalli pesanti, non può essere riutilizzata come fertilizzante per l’agricoltura.

Una tecnologia d’avanguardia che in realtà maschera una discarica evoluta: può essere di ausilio per tamponare le emergenze rifiuti nate dalla chiusura delle discariche, ma  fa a pugni con il ciclo virtuoso raccolta differenziata -riciclo che è solidamente ed efficaciemente presente in Lombardia e in gran parte d’Europa.

(20 febbraio 2014)

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