Metamorfosi rurali

per le Cascine Monluè e San Bernardo:

l’una sarà Fattoria aperta

l’altra Giardino dei frutti antichi

I luoghi rurali salvati dal degrado e rivisitati in chiave moderna per riportarli a vivere: attività socio-culturali, strutture di accoglienza e orti floreali alla Cascina Monluè; una fattoria aperta, un luogo di incontro e socializzazione e il ‘Giardino dei Frutti Antichi’ alla Cascina San Bernardo. E’ così che rinasceranno due storiche cascine comunali, entrambe situate nel Parco Agricolo Sud, aggiudicate dal Comune di Milano ai vincitori dei bandi.  

“Dopo il lavoro con le Sovrintendenze e la gara publica, abbiamo aggiudicato le prime due cascine comunali – ha dichiarato la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris -. Due luoghi storici saranno ora riqualificati e torneranno a nuova vita: una volta aperti, tutti i cittadini potranno riscoprire le peculiarità di questi posti straordinari. Milano è anche una città agricola, la cui vocazione rurale si sta affermando con forza. Stiamo lavorando per procedere con gli altri bandi per altre cascine, con l’obiettivo di creare nel tempo il ‘sistema delle cascine di Milano’: l’obiettivo è che nuove e diverse funzioni pubbliche e sociali nascano in questi luoghi, grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano, il terzo settore e il mondo delle imprese agricole”.

Metamorfosi rurali

per le Cascine Monluè e San Bernardo:

l’una sarà Fattoria aperta

l’altra Giardino dei frutti antichi

I luoghi rurali salvati dal degrado e rivisitati in chiave moderna per riportarli a vivere: attività socio-culturali, strutture di accoglienza e orti floreali alla Cascina Monluè; una fattoria aperta, un luogo di incontro e socializzazione e il ‘Giardino dei Frutti Antichi’ alla Cascina San Bernardo. E’ così che rinasceranno due storiche cascine comunali, entrambe situate nel Parco Agricolo Sud, aggiudicate dal Comune di Milano ai vincitori dei bandi.  

“Dopo il lavoro con le Sovrintendenze e la gara publica, abbiamo aggiudicato le prime due cascine comunali – ha dichiarato la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris -. Due luoghi storici saranno ora riqualificati e torneranno a nuova vita: una volta aperti, tutti i cittadini potranno riscoprire le peculiarità di questi posti straordinari. Milano è anche una città agricola, la cui vocazione rurale si sta affermando con forza. Stiamo lavorando per procedere con gli altri bandi per altre cascine, con l’obiettivo di creare nel tempo il ‘sistema delle cascine di Milano’: l’obiettivo è che nuove e diverse funzioni pubbliche e sociali nascano in questi luoghi, grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano, il terzo settore e il mondo delle imprese agricole”.

La nuova vita e la storia di Monluè

La Cascina diventerà quindi un luogo polifunzionale, che ospiterà attività socio-culturali e strutture di accoglienza e ristoro, in modo da favorire l’aggregazione multiculturale e valorizzare il tessuto sociale e d’impresa esistente sul territorio. Saranno presenti anche laboratori di artigianato, arte e cultura. Una parte del terreno della cascina verrà destinato a orti, alla cura dei quali potranno dedicarsi anche i cittadini del quartiere e gli ospiti della struttura. Tutta la cascina sarà sistemata per accogliere anche famiglie con bambini.

Monluè è un grande complesso agricolo-abbaziale situato nell’omonima via al numero 70, in Zona 4. Risale al 1200 e venne costruito dall’Ordine monastico degli Umiliati. La cascina si trova vicino al fiume Lambro, dal quale si poteva diramare acqua per la gestione dei campi coltivati. Fino al 1936 il territorio intorno alla cascina fu totalmente agricolo, caratterizzato da una rete di canali e tracciati che rappresentavano la tipica trama agricola del territorio rurale milanese. Nei decenni successivi, gli insediamenti urbani sviluppatosi lungo via Mecenate arrivarono fino al fontanile Certosa, uno dei corsi d’acqua che costituivano il complesso sistema irriguo di Monluè. A partire da questo momento, l’espansione della città avrebbe man mano eroso le aree agricole di pertinenza del complesso di Monluè. Nel 1973, con la realizzazione della tangenziale est, la cascina ha smesso di essere un borgo rurale separato dalla città.

L’esito del bando comunale ha assegnato il diritto di superficie della Cascina Monluè a una rete del terzo settore, con realtà di diversa entità e provenienza: ne fanno parte il consorzio Farsi Prossimo (capofila), le cooperative onlus La Cordata e Lo Specchio, le associazioni La Grangia di Monluè, La Nostra Comunità e Famiglie Ancora, l’impresa individuale Delle Donne Emilio.

Da cascina a fattoria, il nuovo corso della cascina San Bernardo

La Cascina San Bernardo è stata invece assegnata alla Società Umanitaria. Il progetto prevede una fattoria e un luogo di formazione culturale, con attenzione all’agricoltura e alla ricettività. Saranno presenti attività per avvicinare i bambini e i ragazzi milanesi, nati e cresciuti nella dimensione cittadina, alla vita agricola. Anche in questo caso sono previsti laboratori artigianali e corsi di formazione. La Società Umanitaria provvederà, inoltre, alla realizzazione e alla gestione del ‘Giardino dei Frutti Antichi’, all’interno del Parco della Vettabbia.
Cascina San Bernardo è infatti situata al centro del Parco della Vettabbia, all’interno del Parco Agricolo Sud, in via Sant’Arialdo 133, in Zona 5. La Cascina, costruita nei primi anni del Novecento, attualmente in disuso, è costituita da due edifici uno di fronte all’altro. Originariamente quello a ovest era utilizzato come residenza, quello a est come stalla, fienile e deposito di attrezzature. Alle estremità di quest’ultimo corpo sorgono due torri a pianta quadrata, un tempo adibite ad abitazioni lungo l’edificio residenziale. Verso corte, si trova, sorretto da un porticato, un terrazzo cui si affacciano le finestre delle abitazioni al primo piano.

Metamorfosi rurali per le Cascine Monluè e San Bernardo: l’una sarà Fattoria aperta l’altra in Giardino dei frutti antichi

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