Milano avrà una piccola sincera liaison
con l’evento Nutrire il Pianeta:
l’agricoltura della città di campagna

Certo, tra noi ambientalisti, e anche al di fuori da questa etichetta, per ragioni non sempre sovrapponibili, c’è un certo rancore nei confronti di Expo. Ma, tralasciando tutte le polemiche sulla negatività dell’evento, non ultima la questione del malaffare, si deve ammettere che qualche progetto offre spunti di valore e, soprattutto, è effettivamente in linea con il tema dell’esposizione Nutrire il Pianeta – Energia per la vita. Ci riferiamo in particolare a quelli “messi in campo” dal DAM – Distretto Agricolo di Milano, di cui abbiamo proposto solo due progetti dell’intero e complesso obiettivo di questi agricoltori: il Parco delle Risaie (vedi) e quello delle Terre di Assiano (vedi), che la dicono lunga su come realmente l’agricoltore possa assumere il ruolo di gestore del territorio della “città di campagna”. Ma il Dam ha obiettivi davvero ambiziosi …

Milano avrà una piccola sincera liaison
con l’evento Nutrire il Pianeta:
l’agricoltura della città di campagna

Certo, tra noi ambientalisti, e anche al di fuori da questa etichetta, per ragioni non sempre sovrapponibili, c’è un certo rancore nei confronti di Expo. Ma, tralasciando tutte le polemiche sulla negatività dell’evento, non ultima la questione del malaffare, si deve ammettere che qualche progetto offre spunti di valore e, soprattutto, è effettivamente in linea con il tema dell’esposizione Nutrire il Pianeta – Energia per la vita. Ci riferiamo in particolare a quelli “messi in campo” dal DAM – Distretto Agricolo di Milano, di cui abbiamo proposto solo due progetti dell’intero e complesso obiettivo di questi agricoltori: il Parco delle Risaie (vedi) e quello delle Terre di Assiano (vedi), che la dicono lunga su come realmente l’agricoltore possa assumere il ruolo di gestore del territorio della “città di campagna”.

La realtà agricola “nascosta”

Il Distretto è stato costituito nel gennaio del 2011, con la volontà comunale di Milano: probabilmente, l’amministrazione comunale si è posta l’obiettivo di stupire i partecipanti all’evento del 2015 presentando la realtà agricola “nascosta” di questa metropoli, conosciuta nel mondo più come città industriale, della moda, del design. E forse non tutti sono a conoscenza, neppure in Italia, del fatto che Milano dispone di superficie agricola utilizzata di 2.910 ettari (la superficie comunale complessiva è di 18.175 ettari): le imprese agricole sono 117, circa 60 con terreni agricoli in esercizio nel Comune, prevalentemente nel Parco sud, di cui una trentina fanno parte del DAM. Tra mais, riso, latte, carne, ortaggi e fiori, la produzione agricola milanese è stimabile in circa 10 milioni di euro all’anno.  Il tema cardine del Distretto si può riassumere in “agricoltura integrata con il territorio” tesa a produrre beni e servizi di qualità e a promuovere accoglienza e inclusione, come contributo dello sviluppo rurale agli obiettivi della strategia europea 2020. Come sancito dallo statuto societario, il DAM intende “svolgere nella città un servizio pubblico per la tutela e valorizzazione dei beni comuni, acque e suoli e per la riqualificazione paesaggistico ambientale, in una visione della città in cui sviluppo urbano e rurale colloquino armoniosamente”. Tra i programmi del Distretto, che si avvalgono anche di risorse pubblico-private per il miglioramento fondiario, vi sono il recupero/risanamento delle cascine, la riqualificazione paesaggistico/ambientale dei fondi e, più in generale, degli spazi aperti verdi del territorio comunale, la commercializzazione dei prodotti aziendali, la ricettività, attività di comunicazione e di educazione, ecc, nella prospettiva di sviluppare un autentico processo di civilizzazione neorurale che, partendo dal cuore del territorio metropolitano milanese, coinvolga in modo pervasivo il territorio metropolitano offrendo “un respiro di civiltà urbano rurale garante della qualità della vita sia materiale sia spirituale degli abitanti di questo angolo del pianeta che è di tutti casa”.

 

La mappa delle cascine del Distretto Agricolo di Milano

Dall’offerta di prodotti della campagna a km zero alle attività socio-culturali, ricreative ed educative rivolte ai milanesi e ai turisti, come i servizi di ospitalità e ristorazione, le iniziative didattiche per le scuole, le visite guidate: il Comune ha “mappato” per la prima volta le 31 cascine (comunali e non) del distretto agricolo milanese: attraverso questi importanti presidi del territorio rurale di Milano, viene tracciato il percorso dell’agricoltura milanese oltre che culturale, turistico e storico, paesaggistico e ambientale. “Un  patrimonio straordinario che al meglio porta i temi di Expo in città”, ha spiegato la vicesindaco De Cesaris nell’ambito della presentazione della mappa, avvenuta domenica 11 maggio a Cascina Battivacco. “Una nuova iniziativa del Comune per conoscere e valorizzare le nostre cascine, che sono una parte significativa dell’identità della nostra città e luoghi importanti anche per il fuori Expo. Far conoscere al pubblico le attività che si svolgono nelle aziende agricole milanesi, come le coltivazioni locali, l’allevamento e la vendita diretta dei prodotti della terra significa promuovere una parte importante dell’economia e porre l’attenzione  alla qualità e alla sicurezza del cibo e, quindi, dell’alimentazione”, ha concluso De Cesaris.
La mappa illustra le peculiarità di ciascuna realtà, a partire dalle sue origini e dalla sua storia, in alcuni casi anche molto antica perché risalente all’epoca degli ordini monastici o addirittura agli insediamenti dell’età romana. Dai secoli passati al presente, la mappa dedica grande attenzione alle attività di fruizione pubblica che oggi si svolgono in cascina: produzione e commercializzazione dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento a filiera corta, agriturismo e ippoturismo, accoglienza di persone in difficoltà e progetti contro l’emarginazione sociale, offerta di tirocini e stage per studenti, campus estivi, feste tradizionali legate al mondo rurale, eventi artistico-musicali e persino aggiornamenti tecnico-professionali sulle fitopatologie. Oltre alla presenza di ghiacciaie, molini, marcite e fontanili, la vicinanza a punti di interesse storico-artistico come chiese e abbazie, sono indicati gli itinerari ciclopedonali di collegamento tra le cascine e le informazioni utili per raggiungerle anche con i mezzi pubblici.
La mappa, realizzata dal Comune di Milano in collaborazione con il DAM e il Touring Club Italiano (con il contributo di Esselunga), è on line sul sito del Comune ed è in distribuzione nelle prime 10.000 copie in diversi punti della città, tra cui l’Expo Gate davanti a piazza Castello, l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, in tutte le 30 cascine e nelle sedi del Touring Club.
Così, grazie agli agricoltori, alla loro fondamentale funzione per la difesa di quel che resta del territorio agricolo, del paesaggio, delle tradizioni, Milano potrà proporre per l’esposizione Nutrire il Pianeta – Energia per la vita (purtroppo insieme a tanto, tantissimo cemento) almeno una piccola liaison al tema. La consolazione è che si tratta di un patrimonio che rimarrà alla metropoli “città di campagna”, anche dopo.

Milano avrà una piccola sincera liaison con l’evento Nutrire il Pianeta: l’agricoltura della città di campagna

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