Maroni accusa altri di essere casciaball
ma lui le sa raccontare meglio:
“Mai più centri commerciali in aree agricole”

Mai più centri commerciali in aree agricole. “Stop a nuovi insediamenti commerciali nelle aree agricole, via libera al riuso di aree dismesse, tutela dei negozi di vicinato nei centri storici, equilibrio delle presenze di grandi e medi centri commerciali a livello sovra-comunale, precedenza a grandi insediamenti che non comportino ulteriore consumo di suolo.  Sono questi alcuni dei punti salienti delle nuove linee per lo sviluppo delle imprese commerciali, approvate il 12 novembre scorso a maggioranza dal Consiglio regionale” si legge tuttora nel sito della Regione… ma allora Ikea, Carosello ecc? In realtà, la normativa prevede ben altro!

Maroni accusa altri di essere casciaball
ma lui le sa raccontare meglio:
“Mai più centri commerciali in aree agricole”

Commercio, stop all’uso delle aree agricole. “Stop a nuovi insediamenti commerciali nelle aree agricole, via libera al riuso di aree dismesse, tutela dei negozi di vicinato nei centri storici, equilibrio delle presenze di grandi e medi centri commerciali a livello sovra-comunale, precedenza a grandi insediamenti che non comportino ulteriore consumo di suolo.  Sono questi alcuni dei punti salienti delle nuove linee per lo sviluppo delle imprese commerciali, approvate il 12 novembre scorso a maggioranza dal Consiglio regionale (a favore PdL, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e Pensionati; astenuti PD e Patto civico; contrario il M5S)”. Potete ancora leggere queste parole nel sito della Regione Lombardia 
Ma allora come mai su un’area agricola di 440mila mq tra Cerro Maggiore e Rescaldina (vedi) si può aprire l’accoppiata Ikea-Leroy Merlin?  E a Carugate-Cernusco, addirittura su aree che la Provincia tutela come “ambiti agricoli strategici”, i due sindaci smaniano per l’ampliamento su 31mila mq del Carosello (vedi). E poi ancora Abbiategrasso, Segrate e altri? Perché Maroni è lui stesso un vero casciaball.

La realtà dei fatti

Infatti, come ci spiega Michele Busi, consigliere regionale impegnato nella Commissione Attività produttive, “La normativa regionale attualmente in vigore valuta i progetti relativi alla costruzione/ampliamento di Grandi superfici di vendita assegnado dei punteggi per voci, come l’occupabilità, la viabilità, il consumo di suolo: il raggiungimento di un punteggio alto non comporta il diniego dell’autorizzazione, ma costituisce il valore dell’impatto che deve essere azzerato con le condizioni di sostenibilità a carico dell’operatore: in sostanza più punti si raggiungono più oneri compensativi dovranno essere versati. E, per quanto riguarda il consumo di suolo, a quanto mi risulta, non c’è un divieto di costruire su aree agricole, ma è previsto un punteggio diverso per chi recupera aree abbandonate e per chi invece costruisce su aree libere”.
Tanto per fare un esempio: il PD di Cernusco nel suo sito elenca tutti i vantaggi di un ampliamento del centro commerciale Carosello e riferisce anche che si avrebbero 4 mq di verde per ogni mq occupato dalla nuova superficie commerciale. Al di là del fatto di capire dove la società proprietaria del centro commerciale possa reperire un tale quantità di aree verdi, resta il fatto che il consumo di suolo dei 31mila mq avviene in ogni caso. Se questi sono i nuovi sistemi per acquisire i punteggi, non c’è certo da stare allegri!
 
Per chi ha voglia di approfondire la normativa vigente
Riportiamo i due articoli che “tentano” di spiegare i punteggi
 – a pag. 39 11. Consumo di suolo, tutela delle aree verdi e agricole e gestione delle acque per le “Procedure ordinarie”. Al fine di preservare e salvaguardare le aree agricole e le aree verdi e, più in generale, le aree libere all’interno e all’esterno dei centri abitati, favorendo il riutilizzo delle aree già edificate o dimesse a seguito di cessazione di attività economiche, disincentivando il consumo di nuovo suolo e favorendo una buona gestione delle acque, vengono valutati positivamente gli insediamenti commerciali inseriti in aree dismesse o edificate i cui progetti di realizzazione abbiano curato il risparmio della risorsa idrica e il contenimento del drenaggio urbano. L’area da considerare ai fini del consumo di suolo:
-in caso di nuova apertura o rilocalizzazione e trasferimento, ove sono previsti interventi edilizi, è quella riferita alla superficie territoriale dell’insediamento proposto;
-in caso di modificazione di insediamento commerciale già attivo, è quella riferita alla nuova slp e altre superfici pavimentate in incremento (parcheggi a raso, area di carico e scarico ecc. ) e alla nuova superficie territoriale aggiuntiva ove prevista in progetto. La valutazione, effettuata sullo stato di fatto, è correlata ai parametri sopra indicati. Ai parametri di questo fattore sono attribuibili i seguenti giudizi:
– impatto trascurabile = area totalmente dismessa/edificata o dismessa/edificata per una percentuale maggiore o uguale al 75% = punti 0
– impatto medio = area edificata/dismessa per una percentuale inferiore al 75% e fino al 25%= punti 5
– impatto elevato= area libera o edificata/dismessa per una percentuale inferiore al 25% = punti 11;
 – a pag. 49  8. Consumo di suolo, tutela delle aree verdi e agricole e gestione delle acque per le “Procedure da applicare nel caso di insediamenti commerciali soggetti a Verifica di VIA o a VIA e alle grandi strutture di particolare ed eccezionale incidenza”.  Al fine di preservare e salvaguardare le aree agricole e le aree verdi e, più in generale, le aree libere all’interno e all’esterno dei centri abitati, favorendo il riutilizzo delle aree già edificate o dimesse a seguito di cessazione di attività economiche, disincentivando il consumo di nuovo suolo e favorendo una buona gestione delle acque, vengono valutati positivamente gli insediamenti commerciali inseriti in aree dismesse o edificate i cui progetti di realizzazione abbiano curato il risparmio della risorsa idrica e il contenimento del drenaggio urbano. L’area da considerare ai fini del consumo di suolo:
-in caso di nuova apertura o rilocalizzazione e trasferimento, ove sono previsti interventi edilizi, è quella riferita alla superficie territoriale dell’insediamento proposto;
-in caso di modificazione di insediamento commerciale già attivo, è quella riferita alla nuova superficie lorda pavimentabile e altre superfici pavimentate in incremento (parcheggi a raso, area di carico e scarico ecc. ) e alla nuova superficie territoriale aggiuntiva ove prevista in progetto.
La valutazione, effettuata sullo stato di fatto, è correlata ai parametri sopra indicati. Ai parametri di questo fattore sono attribuibili i seguenti giudizi:
– impatto trascurabile = area totalmente dismessa/edificata o dismessa/edificata per una percentuale maggiore o uguale al 75% = punti 0
– impatto medio = area edificata/dismessa per una percentuale inferiore al 75% e fino al 25%= punti 10
– impatto elevato= area libera o edificata/dismessa per una percentuale inferiore al 25% = punti 22.

Maroni accusa altri di essere casciaball ma lui le sa raccontare meglio: “Mai più centri commerciali in aree agricole”

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