E luce sia!
Ma la centrale elettrica Terna
deve andare in aree industriali dismesse

A leggerla superficialmente, la notizia è che gli ambientalisti sono contro il progetto dell’elettrodotto di Terna, che dalla Svizzera arriva a Settimo Milanese. Nulla di nuovo dunque, almeno volendo seguire i logori luoghi comuni e stereotipi da operetta.
Ma non è così. Le osservazioni sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che dovevano essere presentate entro il 3 agosto, non mettono in discussione l’opera (di cui, ammettiamolo, la gran parte di noi non ci capisce nulla o quasi), ma la localizzazione della stazione di arrivo.
In sostanza, dietro le pagine e pagine delle osservazioni, scritti a grande velocità per rispettare i tempi strettissimi, c’è una domanda di fondo: perché andare a distruggere 115mila metri quadri di fiorente agricoltura del Parco Sud, con tanto di fontanili, rogge e filari di alberi, quando a poche centinaia di metri vi sono vaste aree industriali dismesse, dove da decenni la fa da padrone l’incuria e il degrado?

E luce sia!
Ma la centrale elettrica Terna
deve andare in aree industriali dismesse

A leggerla superficialmente, la notizia è che gli ambientalisti sono contro il progetto dell’elettrodotto di Terna, che dalla Svizzera arriva a Settimo Milanese. Nulla di nuovo dunque, almeno volendo seguire i logori luoghi comuni e stereotipi da operetta.
Ma non è così. Le osservazioni sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che dovevano essere presentate entro il 3 agosto, non mettono in discussione l’opera (di cui, ammettiamolo, la gran parte di noi non ci capisce nulla o quasi), ma la localizzazione della stazione di arrivo.
In sostanza, dietro le pagine e pagine delle osservazioni, scritti a grande velocità per rispettare i tempi strettissimi, c’è una domanda di fondo: perché andare a distruggere 115mila metri quadri di fiorente agricoltura del Parco Sud, con tanto di fontanili, rogge e filari di alberi, quando a poche centinaia di metri vi sono vaste aree industriali dismesse, dove da decenni la fa da padrone l’incuria e il degrado?

Oscurantisti o illuminati?

E ci permettiamo anche di sfatare lo stereotipo dei soliti quattro ambientalisti biliosi, arroccati nel solito comitato del NO. Il documento delle osservazioni, infatti, è stato redatto da associazioni di imprenditori agricoli come la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli e l’Associazione Donne in Campo, insieme al Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università di Milano e alle associazioni ambientaliste (Fondo Ambiente Italiano-FAI,  Italia Nostra, Legambiente, WWF e Associazione per il Parco Sud Milano).
Anche dal Comune di Settimo Milanese, preoccupato degli impatti del progetto, ha provveduto a redigere osservazioni di merito. Come pure associazioni e comitati locali.
Non si tratta insomma dello scontro tra bucolici oscurantisti e luminosi amanti del progresso. Si vuole perseguire un obiettivo condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini: trattare con cura il nostro territorio e la nostra agricoltura. La soluzione c’è, è a portata di mano. Sempre che qualche oscuro (o oscurantista) burocrate o politico non si metta contro….

 

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