Impianti di rifiuti pericolosi
crescono a Corbetta
Ma c’è il ricorso al TAR

Consentire l’aumento della capacità produttiva da 6.915 t/anno sino a 53.000 t/anno per operazioni di recupero di rifiuti pericolosi è una cosuccia che la Provincia di Milano ha liquidato con un Decreto dirigenziale provinciale in cui dichiara “che il progetto di recupero di rifiuti pericolosi presentato dall’impresa Siro Srl, ubicato in Corbetta, località Soriano (MI) non è soggetto alla procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)”! Eppure l’impianto, esteso su 40mila mq, è vicinissimo ad abitazioni e si trova a ridosso del Parco Sud, in un’area classificata dal recente Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come “ambito agricolo strategico”.
L’azienda, posizionata lì sin dai primi anni ’60, tratta la raffinazione e rigenerazione degli oli minerali esausti. Ultimamente, in concomitanza col cambio di proprietà, si rilevano degli odori olfattivi sgradevoli più consistenti, così come hanno raccontato all’Associazione per il Parco Sud esponenti del comitato locale.

Impianti di rifiuti pericolosi
crescono a Corbetta
Ma c’è il ricorso al TAR

Consentire l’aumento della capacità produttiva da 6.915 t/anno sino a 53.000 t/anno per operazioni di recupero di rifiuti pericolosi è una cosuccia che la Provincia di Milano ha liquidato con un Decreto dirigenziale provinciale in cui dichiara “che il progetto di recupero di rifiuti pericolosi presentato dall’impresa Siro Srl, ubicato in Corbetta, località Soriano (MI) non è soggetto alla procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)”! Eppure l’impianto, esteso su circa 20mila mq, è vicinissimo ad abitazioni e si trova a ridosso del Parco Sud, in un’area classificata dal recente Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come “ambito agricolo strategico”.
L’azienda, posizionata lì sin dai primi anni ’60, tratta la raffinazione e rigenerazione degli oli minerali esausti. Ultimamente, in concomitanza col cambio di proprietà, si rilevano degli odori olfattivi sgradevoli più consistenti, così come hanno raccontato all’Associazione per il Parco Sud esponenti del comitato locale.

“La notizia sconcertante -scrive Francesco Prina, già sindaco di Corbetta e ora deputato PD- è quella scoperta solo poco tempo fa: una delle due società intestatarie, la Siro ha ottenuto, con Decreto dirigenziale provinciale, un aumento della capacità produttiva per operazioni di recupero di rifiuti pericolosi: un incremento, rispetto alle quantità effettivamente trattate nel 2013, del 766%. L’aumento verrebbe realizzato non attraverso la costruzione di impianti di ultima generazione, bensì mediante il funzionamento della linea esistente a ciclo continuo (incluse pertanto le festività e le notti) per una capacità di trattamento di 18.000 t/anno, e con l’aggiunta di una nuova linea di rigenerazione della capacità di 35.000 t/anno”.
Già oggi, come detto, la situazione è critica. Cosa accadrà un domani, quando l’impianto sarà ampliato a dismisura? “Va ricordato -aggiunge Francesco Prina- che la tecnologia impiegata da Siro Srl è oggi obsoleta e poco efficiente dal punto di vista ambientale, prova ne sia che a fronte delle citate quantità lavorate, i rifiuti prodotti e in uscita dalla Siro (catrami acidi, filtri di argilla esausti e altri) possono essere stimati nell’ordine delle 2.550 t/anno (fra il 35 e il 40% dei rifiuti in ingresso trattati, un dato ben superiore a quello degli impianti più moderni, che producono molto meno rifiuti)”.
La Provincia di Milano, con Decreto Dirigenziale prot. N 134366/214 del 19/06/2014, ha stabilito che, per l’aggiornamento e il conseguente rilascio della nuova A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), non sia necessario effettuare la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
“Il Decreto Dirigenziale -continua Prina- è stato notificato al Comune di Corbetta, il quale ha avuto ben due mesi di tempo, agosto e settembre, e non ha avvisato né il comitato di frazione né i cittadini di quanto stava avvenendo, fatto molto grave dal punto di vista dell’efficienza politico amministrativa”.

Ma c’è anche la Reol

Nel medesimo sito industriale convive anche un’altra società, la Reol srl, che come la Siro srl fa capo alla Ekoholding srl con sede a Rho. Anche la Reol ha chiesto e ottenuto dalla Provincia di Milano significativi incrementi produttivi senza dover effettuare la VIA:
    •    il quantitativo autorizzato di messa in riserva di rifiuti pericolosi e non pericolosi (R13) passa da 800m3 a 2.100m3 (+262%);
    •    la capacità produttiva autorizzata per l’operazione di miscelazioni di rifiuti (R12) cresce da 9.000 t/a a 85.000 t/a (+944%);
Inoltre, aumentano le tipologie di rifiuti trattati dall’impianto, sia pericolosi sia non pericolosi.
“Dal punto di vista politico -conclude Prina- quanto accaduto è a dir poco sconcertante. L’omertà mantenuta dalle Amministrazioni pubbliche sul Decreto e sull’Autorizzazione dirigenziali è indicativa del fatto che comportamenti del genere non avvengono esclusivamente nel Mezzogiorno ma anche qui, nel profondo nord, a 20km circa dal centro di Milano. La classe politica locale e provinciale dovrà assumersi le proprie responsabilità e rispondere di questa grave mancanza di fronte ai Cittadini di Soriano e della Città di Corbetta. Il ricorso al TAR, che presenteremo insieme al Comitato di Soriano, sarà la prima azione che intraprenderemo perché venga tutelata la salute dei Cittadini e venga preservato il Parco Agricolo Sud Milano da indiscriminati attacchi ambientali”.
Speriamo che il Tribunale amministrativo regionale decida di imporre almeno le Valutazioni di Impatto Ambientale, tutelando la salute e la sicurezza dei cittadini. E l’agricoltura del Parco Sud.

 

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