Buone Feste al Parco Sud…
… e a chi gli vuole bene

Ci sono periodi sonnacchiosi, in cui le Sentinelle del Parco tengono d’occhio la situazione, ma la sensazione è che tutto possa succedere mentre non accade sostanzialmente nulla. Ed altri in cui i fatti si succedono vorticosi e le svolte sono significative. È quest’ultimo che stiamo vivendo, uno dei periodi in cui i movimenti sembrano maree: grandi eventi che stanno rivoluzionando il Parco Sud e, più in generale, la gestione del territorio milanese, senza dare neanche troppo nell’occhio.
Dopo 25 anni, finisce la gestione del Parco Agricolo Sud Milano da parte della Provincia di Milano. Diciamo subito che non ce ne dispiace. Pur con qualche eccezione, è stata una gestione nel tempo via via sempre più fiacca e fallimentare…

 

Buone Feste al Parco Sud…
… e a chi gli vuole bene

Ci sono periodi sonnacchiosi, in cui le Sentinelle del Parco tengono d’occhio la situazione, ma la sensazione è che tutto possa succedere mentre non accade sostanzialmente nulla. Ed altri in cui i fatti si succedono vorticosi e le svolte sono significative. È quest’ultimo che stiamo vivendo, uno dei periodi in cui i movimenti sembrano maree: grandi eventi che stanno rivoluzionando il Parco Sud e, più in generale, la gestione del territorio milanese, senza dare neanche troppo nell’occhio.
Dopo 25 anni, finisce la gestione del Parco Agricolo Sud Milano da parte della Provincia di Milano. Diciamo subito che non ce ne dispiace. Pur con qualche eccezione, è stata una gestione nel tempo via via sempre più fiacca e fallimentare, incapace di tutelare il territorio dai grandi progetti mangiasuolo e, al tempo stesso, di valorizzare e far conoscere le grandi bellezze del suo territorio. La responsabilità è tutta degli amministratori politici che si sono succeduti negli ultimi anni che, tanto per dirne una, non hanno nemmeno nominato un direttore “vero” del Parco,  preferendo figure non qualificate e/o interne della provincia, funzionali ad una gestione piatta e asservita ai grandi interessi. Nonostante tutto, il Parco Sud ha continuato a vivere, grazie ai tanti comitati, associazioni e a qualche amministratore comunale avveduto, che hanno portato avanti progetti concreti (richiesta di riconoscimento del Parco Sud come GIAHS -Global Important Agricoltural Heritage System- i tanti parchi locali, i distretti agricoli rurali, le feste di Cascine Milano, tanto per citarne alcuni) e che si sono opposti ai progetti di cementificazione. Anche nei casi in cui la difesa non ha avuto successo, l’impegno e la testimonianza hanno comunque fatto crescere la sensibilità e la consapevolezza dei cittadini: cito solo l’esempio della BreBeMi e della Tangenziale Est Esterna (Teem), contro cui bisogna continuare a denunciare lo sfascio del territorio e lo sperpero di denaro pubblico, anche solo per evitare che simili mostruosità si propaghino nel territorio.
Si avvia dal 1° gennaio la gestione della neocostituita Città Metropolitana, a cui auguriamo di prendere rapidamente consapevolezza del valore strategico del Parco Sud e di tutte le aree protette dell’area milanese. Le belle parole non mancano, a cominciare dallo statuto che parla di “valorizzazione di tutti i parchi del proprio territorio, intesi come un unico servizio collettivo”; ma da parte di noi tutti è necessaria perseveranza nel verificare che si passi concretamente ai fatti.
Non mancano infatti i casi emblematici. Ad ovest, su aree anche del Parco del Ticino, si vuole realizzare la superstrada Vigevano-Malpensa. È ragionevole che per risolvere qualche problema locale di traffico (serio, ma ripeto, locale), si debba costruire una insensata, oltreché inutile, superstrada? Non è forse lecito ritenere che l’opera si configuri come un primo tratto della Tangenziale Ovest esterna, che ambientalisti, agricoltori e sindaci avveduti hanno più volte ricacciato nei cassetti della Provincia? Altro progetto shock: Terna intende costruire una mega-stazione elettrica a Settimo Milanese. Non mancano certo i dubbi sull’intero elettrodotto dalla Svizzera, denominato Interconnector, ma volendo porre la questione ai minimi termini, anche a costo di banalizzare, la domanda è semplice: perché distruggere fertili campi agricoli -parte integrante di un corridoio ecologico del Parco Sud- quando a meno di un chilometro vi sono vaste aree dismesse e degradate? Un ulteriore caso emblematico sta insorgendo nel territorio di Zibido San Giacomo, dove a ridosso del Parco è stato richiesto il permesso di trivellare alla ricerca di gas naturale. La legge nazionale non concede grandi possibilità di evitare la perforazione del pozzo, ma anche in questo caso la domanda è semplice: questa attività di ricerca è conflittuale con le funzioni del Parco Sud? A detta di molti, e anche del Direttivo dell’Ente Parco la risposta è inequivocabile: NO.
Nella zona est, bisogna trasformare la sconfitta subita con la realizzazione della Teem  e BreBeMi in un casus belli, continuando a contestare lo scempio del territorio e la dilapidazione di soldi pubblici sotto forma di aiuti ad autostrade disastrosamente antieconomiche. Denunciare in ogni sede questo colpevole sperpero è anche una maniera per mantenere l’attenzione sui pericoli che, come detto, incombono su altre aree.
Inoltre, si sta palesando un pesante intervento nel comune di Mediglia, con la richiesta di cancellazione di 132mila mq di aree agricole del Parco Sud per far posto agli uffici della Mapei: evento ancora più emblematico rispetto ai precedenti casi di Rosate e Vignate, per via della sua estensione e perché questa volta si va contro tutti i vincoli urbanistici (regionali, provinciali, del Parco Sud e comunali) senza che si profili un ricatto occupazionale, che ha fatto “cedere” nei precedenti casi. Qui, infatti, semplicemente si spostano personale e sede da Milano per inserirli nei terreni agricoli del Parco solo per ridurre i costi aziendali. Profitti ai pochi, oneri alla collettività.
Come vedete, anche il 2015 necessiterà di attenzione e azione. Il sito dell’associazione e le nostre pagine sui social network continueranno a informare, a sensibilizzare e a chiamare a raccolta per sciogliere insieme i nodi che interesseranno il Parco Sud. Ma non vorrei che a forza di parlare dei problemi ci si guasti lo spirito delle feste. Per cui rilassiamoci, magari con qualche gita in Abbazia o in campagna e, perché no, gustando a tavola qualche prodotto del Parco e delle tante meravigliose cascine di cui è costellato.
Un augurio a tutti voi, con la speranza e il piacere di ritrovarci tutti pimpanti (o quasi) l’anno prossimo.
Renato Aquilani
presidente Associazione per il Parco Sud Milano

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