Chiaravalle tra bellezza e degrado
gli abitanti ne denunciano
il grave stato di abbandono


Non il solito comunicato stampa istituzionale, bensì il contatto diretto tra cittadini e giornalisti, per raccontare e mostrare dal vivo il degrado in cui versa uno dei più bei borghi del territorio milanese, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano. È quanto successo oggi 14 marzo a Chiaravalle, grazie al consigliere di zona Massimiliano Toscano, che ha organizzato l’incontro con l’obiettivo di accendere i fari su questo luogo, tanto bello quanto delicato, e influenzare chi di dovere perché si faccia carico di un pronto e efficace recupero. “Il borgo di Chiaravalle -commenta Toscano- sorto intorno alla celebre abbazia, è artisticamente il più importante di Milano. Fondamentale per la storia economica della città è anche il meglio conservato tra tutti i 12 borghi comunali assorbiti da Milano negli anni ’20. Eppure, è il ‘quartiere’ più degradato, più trascurato dalle varie amministrazioni. Expo l’ha ufficialmente inserito fra i suoi itinerari, ma quello che i visitatori vedranno sparsi tra le vie e gli scorci saranno cumuli di rifiuti, corsi d’acqua mai ripuliti, strade sconnesse e angoli fatiscenti. L’incuria regna sovrana”.
Riportiamo il testo di Roberto Schena, tratto dal blog Cielo su Milano, dove con immagini eloquenti mostrano il livello di degrado. Pur non convivendo al 100% le affermazioni, riteniamo sia un utile documento di denuncia.

 

Chiaravalle tra bellezza e degrado
gli abitanti ne denunciano
il grave stato di abbandono


Non il solito comunicato stampa istituzionale, bensì il contatto diretto tra cittadini e giornalisti, per raccontare e mostrare dal vivo il degrado in cui versa uno dei più bei borghi del territorio milanese, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano. È quanto successo oggi 14 marzo a Chiaravalle, grazie al consigliere di zona Massimiliano Toscano, che ha organizzato l’incontro con l’obiettivo di accendere i fari su questo luogo, tanto bello quanto delicato, e influenzare chi di dovere perché si faccia carico di un pronto e efficace recupero. “Il borgo di Chiaravalle -commenta Toscano- sorto intorno alla celebre abbazia, è artisticamente il più importante di Milano. Fondamentale per la storia economica della città è anche il meglio conservato tra tutti i 12 borghi comunali assorbiti da Milano negli anni ’20. Eppure, è il ‘quartiere’ più degradato, più trascurato dalle varie amministrazioni. Expo l’ha ufficialmente inserito fra i suoi itinerari, ma quello che i visitatori vedranno sparsi tra le vie e gli scorci saranno cumuli di rifiuti, corsi d’acqua mai ripuliti, strade sconnesse e angoli fatiscenti. L’incuria regna sovrana”.
Riportiamo il testo di Roberto Schena, tratto dal blog Cielo su Milano, dove con immagini eloquenti mostrano il livello di degrado. Pur non convivendo al 100% le affermazioni, riteniamo sia un utile documento di denuncia.

“A differenza di altri monumenti più noti e frequentati, ma magari meno importanti, l’abbazia di Chiaravalle fu fondamentale per lo sviluppo economico della città e del Milanese, infatti furono i monaci che la eressero a inventare la tecnica dei fontanili, che consentì di raddoppiare l’apporto di acqua ai campi, rendendoli incomparabilmente fertili. Se c’è un luogo, quindi, che rientra nelle finalità di “Nutrire il pianeta”, questo è proprio Chiaravalle, non a caso inclusa fra gli itinerari di Expo.
Eppure, versa in una situazione di totale incuria e di pesante degrado. Il borgo più bello è anche il posto di Milano più trascurato, sporco, incolto e trasandato. Tutti i “cannocchiali” sono rovinati dalla presenza di immondizia, tutte le vedute prospettiche sono manifestazioni di trascuratezza e cialtroneria. Tutti gli scorci di paesaggio storico-artistico si trasformano in manifestazioni di incredibile sciatteria.  
Questo tour, effettuato con due abitanti del borgo, Santino Militti e Ivano Panaro, ne illustra il pessimo stato.
– Basterebbe poco per risanare la Vettabbia, una roggia di età romana piena di rifiuti accumulati da decenni, le cui sponde sono ormai crollate; forse, Expo, prima di progettare altri canali da 98 milioni passanti fra i parchi di Milano, avrebbe fatto meglio a finanziare (con molti meno soldi) la pulizia di questo.
– Cascina La Grangia, che risale all’età dell’abbazia, forse ancora prima, un vero borgo nel borgo, è un gioiello di cui nessuno sembra comprendere né utilità, né bellezza e lo si lascia decadere pezzo per pezzo, fino a quando s’invocherà il suo abbattimento per utilizzarne l’area fabbricabile e dare il via alla speculazione edilizia.
– I binari dismessi della ferrovia non sono mai stati tolti: al loro posto si potrebbe dare vita a un’apposita pista ciclabile, che nella zona (siamo nel Parco Sud) manca del tutto, date le strade strette, giungente dalla stazione di Rogoredo. Secondo il presidente del Consiglio di zona 5, Aldo Ugliano, Trenitalia esigerebbe dal Comune un milione e 200mila euro per concedere l’ex percorso del treno, somma ritenuta esorbitante. Sta di fatto che tre enti, Comune, Regione e Trenitalia non riescono a mettersi d’accordo per finanziare una pista ciclabile da due o trecentomila euro.
E ancora:
– il grande fontanile dell’abbazia mai ripulito;
– il lavatoio primo Novecento lasciato agli sterpi;
– l’incuria urbanistica, tolleranza di fenomeni che compromettono l’ambiente, in altre parti della città severamente puniti, non qui;
– la piazza del paese rifatta solo a metà: un esempio di scoordinamento pubblico-privato, con i secondi presenti e i primi che guardano da un’altra parte. Quando si tratta di quartieri ricchi il Comune è sempre disponibile a fare la sua parte con i privati, a Chiaravalle e nelle periferie mai. C’è anche un nuovo albergo, nella piazza, ma che cosa vedrà la gente che vi alloggerà?
Uno dei pochissimi a interessarsi del caso è stato un consigliere di Zona, l’indipendente Massimiliano Toscano, che ha presentato già dal 2012 alcune interrogazioni rimaste, come spesso succede, lettera morta. È grazie al suo interessamento e ai suoi contatti con i cittadini di Chiaravalle che ho potuto realizzare questo video.  “A ben guardare – commenta – si potrà comprendere come il degrado di Chiaravalle sia collegato alle problematiche di tutte le aree periferiche, anzi, ne è il simbolo più forte”.
Un borgo che potrebbe essere molto visitato non decolla, il Comune non comprende l’investimento, non vede come spendendo 10 potrebbe ottenere 100.  Eppure, Chiaravalle lo si raggiunge coi mezzi pubblici dal centro in 20 minuti-mezz’ora.
Il Comune di Chiaravalle fu assorbito da Milano negli anni 20 insieme ad altri 11, come Baggio, Affori, Niguarda, Vigentino, Crescenzago, tutti hanno fatto una brutta fine, impietosamente rovinati dalla speculazione edilizia, mai scelta fu più infelice. In particolare, Milano questo bellissimo borgo l’ha letteralmente degradato, svalutato, snobbato. Non sa che farsene di un gioiello simile. Chiaravalle dovrebbe tornare a essere Comune a sé, con un suo sindaco e un suo budget, o grazie al degrado di uno dei luoghi più belli e significativi di Milano cadrà a pezzi.

Un’ultima cosa. Attualmente, palazzo Marino sta allestendo il parco della Vettabbia, situato proprio di fronte all’abbazia. Si sta parlando di un megaintervento in un’area pari a 100 ettari di verde (= 1 Km2) con quasi 40 mila nuove piante regalate da Expo; il nuovo parco avrà bosco, laghetto, piste ciclabili. Si tratta di un intervento lodevole di questa amministrazione, peraltro dovuto da 15 anni come opera di compensazione per la costruzione del vicino depuratore di Nosedo in aree agricole. La giunta Pisapia spera di allargare questo genere di interventi e mostra di credere nell’anello verde interperiferico. A maggior ragione però, si sarebbe dovuto tenere conto dell’annoso degrado esistente nel borgo, contro il quale nulla si è mai fatto e nulla sta facendo”.

Tratto da: http://cielosumilano.blogspot.it/2015/03/chiaravalle-il-borgo-che-sta-peggio.html


Chiaravalle tra bellezza e degrado gli abitanti ne denunciano il grave stato di abbandono

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