Il Lambro unisce tanti parchi
e ne forma uno da 660 ettari
Ma incombe la legge regionale

2 settembre 2015: con la sottoscrizione della nuova convenzione, firmata questa mattina dai comuni di Brugherio, Cologno Monzese, Milano, Monza e Sesto San Giovanni, nasce ufficialmente il Parco della Media Valle del Lambro. In realtà già preesistente, la convenzione rende reale un Parco ampliato a 660 ettari lungo gli 11 km del fiume, che va dal centro di Monza fino al Parco Forlanini di Milano e collega un vasto sistema di parchi metropolitani, tra cui il Parco Agricolo Sud Milano. Non si tratta di un’unione tra Parchi ma di una rete che li interconnette. Resta da vedere come questa nuova area protetta si collocherà nel progetto di legge regionale di creazione di un unico Parco Metropolitano di cintura verde, con l’unione dei due parchi regionali, l’Agricolo Sud Milano e il Parco Nord….

 

Il Lambro unisce tanti parchi
e ne forma uno da 660 ettari
Ma incombe la legge regionale

2 settembre 2015: con la sottoscrizione della nuova convenzione, firmata questa mattina dai comuni di Brugherio, Cologno Monzese, Milano, Monza e Sesto San Giovanni, nasce ufficialmente il Parco della Media Valle del Lambro. In realtà già preesistente, la convenzione rende reale una versione profondamente rinnovata del Parco: ampliato a 660 ettari lungo gli 11 km del fiume, ora va dal centro di Monza fino al Parco Forlanini di Milano e collega un vasto sistema di parchi metropolitani  (vedi mappa e testo convenzione), tra cui il Parco Agricolo Sud Milano (il Parco Forlanini è all’interno del Parco Sud).
“L’atto firmato dai 5 comuni -dichiara Luca Ceccattini- sancisce anche l’esaurimento del compito di presidente, che nel 2008 mi è stato affidato. Ho avuto l’onore di guidare questa straordinaria avventura e di vedere, in questi anni, il Parco diventare importante, mettere in cantiere opere per più di 6 milioni di euro, raddoppiare la sua superficie, moltiplicare il suo consenso. Merito di una generosa mobilitazione e di un grande lavoro collettivo, di amministratori pubblici e singoli cittadini, GEV e associazioni, tecnici e politici, operatori privati e no-profit”.
La riuscita del progetto dipenderà in gran parte dall’impegno e dagli investimenti dei comuni. Il Lambro, com’è noto, è un fiume malato: per monitorarne le criticità, Ersaf, Comune di Milano, Politecnico e Legambiente, Parco Media Valle del Lambro, con il contributo di Fondazione Cariplo, hanno avviato già dallo scorso anno un progetto che monitorerà il tratto milanese e intende sviluppare azioni per la realizzazione di un corridoio ecologico lungo le sponde del fiume metropolitano.
E forse, finalmente, avremo la sorpresa di rivedere il Lambro lucente (in greco, il suo nome significa proprio lucente): al posto delle nuvole di schiuma biancastra, potremo ammirare le sue limpide acque.

L’unione fa la forza anche per le aree protette?

Ci piace evidenziare come, tra i tanti protagonisti di questa rete di parchi metropolitani, vi sia anche l’ex vicesindaco di Milano Lucia De Cesaris: “Oggi -si legge nella sua pagina Facebook- con la sottoscrizione della convenzione che sigla l’adesione di Milano al Parco della Media Valle del Lambro si segna l’avvio della grande rete dei parchi metropolitani, dal parco di Monza al parco Nord sino al parco Sud. Messo in salvaguardia nel Piano del governo del territorio, cui ha fatto seguito un complesso processo amministrativo, accanto al bravo e appassionato Ceccantini, da oggi è realtà. Orgogliosa di esserne stata protagonista e sostenitrice”.  Non si tratta dell’unione dei Parchi, ha commentato De Cesaris, ma di una rete che li unisce.
Rimane ancora da capire come intende muoversi la Regione sui Parchi della città Metropolitana. Infatti, a fine giugno, il sottosegretario ai Rapporti con la Città metropolitana ha presentato una proposta di legge che prevede un’autentica novità: l’unione dei due parchi regionali, l’Agricolo Sud Milano e il Parco Nord, in un’unica gestione, andando verso la creazione del Parco Regionale Metropolitano di cintura verde.
Si tratta di una vera rivoluzione: grandi sono i potenziali effetti positivi, con la creazione di un’unica grande “infrastruttura verde” capace di unire e valorizzare il patrimonio agricolo, naturale e di fruizione metropolitano.
Nel contempo temiamo anche un gioco al ribasso, con lo svuotamento e lo snaturamento di queste due importanti aree protette, che presentano caratteristiche molto differenti. Il Parco Sud, esteso su 46mila ettari, ha il suo cuore e la sua ragione di essere nell’agricoltura, mentre nel Parco Nord, esteso su 640 ettari tra i comuni di Milano (zona 9), Bresso, Cinisello, Cormano, Cusano Milanino e Sesto San Giovanni, prevale l’aspetto di fruizione del verde, in un territorio fortemente urbanizzato.
La fusione di queste due funzioni è apprezzabile, ricordando altresì che, a 25 anni dalla sua costituzione, il Parco Sud non si è dotato ancora del Piano di fruizione, come invece previsto dalla legge istitutiva. Quindi ben venga la creazione del Parco Regionale Metropolitano di cintura verde, ma vorremmo che a questo nuovo soggetto sia risparmiato di dover ereditare le mutilazioni che ci hanno già propinato (Teem) e si stanno propinando, a sud come a nord: basti citare le grandi infrastrutture viarie che vorrebbero asfaltare nuovo territorio agricolo e le imponenti vasche di laminazione, temi ampiamente trattati in questo sito.

Grandi timori e scarse speranze per il futuro del verde metropolitano: questi sì sono davvero uniti.

Il Lambro unisce tanti parchi 
e ne forma uno da 6,6 milioni di mq Ma incombe la legge regionale

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