Terna chiede un dialogo
sull’elettrodotto nel Parco Sud
È per il NO del Consiglio di Stato?

“La tutela del paesaggio non può essere subordinata ad altri interessi come quelli della società Terna SpA che ritiene irrinunciabile ed indispensabile la realizzazione del suo elettrodotto e sostiene che lo stesso non può essere realizzato in cavo interrato”. Lo stabilisce la sentenza del 23 luglio scorso n. 3652/2015 del Consiglio di Stato,
che ha così fermato la realizzazione di un elettrodotto ad altissima tensione proposto da Terna tra Udine e Redipuglia (Gorizia). Si tratta di una sentenza che esprime un forte monito al rispetto dell’art. 9 della Costituzione secondo cui “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Può essere questa la ragione per cui Terna, dopo un silenzio lungo oltre un anno in risposta alle richieste e alla mobilitazione dei cittadini del territorio coinvolto nel mega progetto Interconnector Italia-Svizzera, ha annunciato che a breve “sarà organizzata una giornata di consultazione pubblica in cui verranno illustrate diverse alternative di localizzazione della stazione elettrica di Settimo Milanese che Terna presenterà ai competenti Ministeri”. Terna cerca un dialogo tardivo, dicono …

Terna chiede un dialogo
sull’elettrodotto nel Parco Sud
È per il NO del Consiglio di Stato?

“La tutela del paesaggio non può essere subordinata ad altri interessi come quelli della società Terna SpA che ritiene irrinunciabile ed indispensabile la realizzazione del suo elettrodotto e sostiene che lo stesso non può essere realizzato in cavo interrato”. Lo stabilisce la sentenza del 23 luglio scorso n. 3652/2015 del Consiglio di Stato,
che ha così fermato la realizzazione di un elettrodotto ad altissima tensione proposto da Terna tra Udine e Redipuglia (Gorizia). Si tratta di una sentenza che esprime un forte monito al rispetto dell’art. 9 della Costituzione secondo cui “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Può essere questa la ragione per cui Terna, dopo un silenzio lungo oltre un anno in risposta alle richieste e alla mobilitazione dei cittadini del territorio coinvolto nel mega progetto Interconnector Italia-Svizzera, ha annunciato che a breve “sarà organizzata una giornata di consultazione pubblica in cui verranno illustrate diverse alternative di localizzazione della stazione elettrica di Settimo Milanese che Terna presenterà ai competenti Ministeri”.

Terna cerca un dialogo tardivo

Il progetto di Terna, sulla carta prevede un miglioramento della connessione elettrica ad alta tensione tra i due Stati confinanti. Ma, come noto, oltre agli sfregi paesaggistici lungo tutto il territorio del progetto (circa 160 km), include anche la realizzazione di una stazione elettrica di conversione nel Parco Agricolo Sud, tra Seguro e Castelletto, che andrebbe a sottrarre 115mila mq di aree di pregio ambientale.
Ma, come scrive Roberta Rampini su Il Giorno del 27 settembre, il comitato cittadino risponde con un No a questa tardiva richiesta di dialogo. “Da quando Terna ha avviato il procedimento di Valutazione di impatto ambientale, Comuni, cittadini, ambientalisti e altre associazioni hanno depositato 80 documenti di opposizione al ministero competente che, a oggi, non hanno trovato ancora risposta -spiega Nicola Faifer, portavoce del comitato cittadini-. Il nostro comitato si è anche rivolto alla Commissione europea per segnalare irregolarità procedurali. La Regione ha ripreso parte delle segnalazioni proposte dai cittadini in una recente richiesta di integrazioni. Il sindaco di Settimo con i colleghi di Cornaredo, Bareggio e Cusago, si è formalmente opposto all’opera”. E l’Ente Parco, inspiegabilmente, non ha ancora espresso il proprio parere in merito, nonostante il progetto sia stato notificato all’allora Provincia presieduta da Podestà, nell’aprile del 2014.
“La consultazione popolare è una lodevole iniziativa ma cronologicamente inadeguata, pretestuosa e fuori luogo -si legge in una nota-. Riteniamo che prima di coinvolgere i cittadini Terna, ministeri competenti e Commissione Ue debbano rispondere a tutte le opposizioni e segnalazioni proposte. La fattibilità tecnica, la localizzazione della centrale e le alternative potranno essere discusse solamente a seguito di precise risposte che non sono ancora arrivate”.
In altre parole la proposta di una consultazione popolare e la disponibilità dimostrata da Terna al dialogo suona come una “presa in giro” per il territorio e per i cittadini.
Da qui l’annuncio di nuove iniziative parlamentari contro quello che viene percepito come “un repentino ma irregolare tentativo di sanare il precedente procedimento di Via che, a questo punto, va completamente rinnovato”.
E infine la richiesta a Terna di fare un passo indietro: “Prima di consultare i cittadini sulla localizzazione della stazione elettrica ci devono dare risposte puntuali, documentate e ufficiali in ordine all’utilità dell’opera, alle autorizzazioni e alla regolarità del procedimento di Valutazione d’impatto ambientale”.

Una sentenza da tenere presente

Ed ora, come segnala Salviamo il Paesaggio (sua l’immagine qui sopra) c’è anche la sentenza del Consiglio di Stato a cui anche il Comitato cittadino -insieme agli altri comitati, ambientalisti e agricoltori formatisi lungo tutto il tragitto del progetto Terna Interconnector Italia Svizzera- potrebbe appellarsi per bloccare la sottrazione di aree agricole al Parco. Finalmente, con questa sentenza si mette in pratica il concetto che la tutela del paesaggio è collocata, nel nostro ordinamento giuridico, al massimo rango essendo inserita tra i principi fondamentali della nostra Costituzione: l’art. 9 è praticamente sotterrato dagli interessi privati e dall’incompetenza (sarà solo questa?) di chi dovrebbe tutelare i nosri beni ambientali e culturali.

 

Terna chiede un dialogo sull’elettrodotto nel Parco Sud È per il NO del Consiglio di Stato?

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