Il Ticino in secca, non per colpa sua
Appello del FAI a Maroni:
rivedere accordo con la Svizzera

Riportiamo la lettera-appello di Giulia Maria Crespi, presidente del Fai (Fondo Ambiente Italiano) inviata al governatore lombardo Maroni chiedendogli di attivarsi in tutte le sedi, pubblicata oggi, 6 febbraio, nelle pagine del Corriere della Sera.
Ricordiamo, come già segnalato da questo sito, che il Ticino è il fiume più ricco di biodiversità in Italia: con questa siccità sono a rischio l’habitat, ma anche l’agricoltura (oltre 7 mila agricoltori della bassa Lombardia) e il sistema delle acque di Milano, incluso quindi il Parco Agricolo Sud Milano. L’appello della Crespi fa seguito alla denuncia del vicepresidente del Parco del Ticino Luigi Duse “la scelta di tenere la quota di acqua più bassa del dovuto per favorire le spiagge sul lago Maggiore ha conseguenze pericolose” perché non arriverà l’acqua sufficiente per irrigare i campi e per riaprire i navigli di Milano”. Questo Parco, patrimonio dell’Unesco, è sotto attacco anche per la terribile strisciata d’asfalto della superstrada Vigevano-Malpensa.

“Egregio Presidente Maroni, sarà certamente a conoscenza della grave situazione idrica che il nostro fiume Azzurro, il Ticino, sta attraversando soprattutto per le conseguenze di un accordo che risale al 1940 tra Italia e Svizzera, riguardante il livello massimo del Lago Maggiore e la conseguente possibilità di accumulo preventivo di acqua da fare arrivare al fiume Ticino a garanzia …

Il Ticino in secca, non per colpa sua
Appello del FAI a Maroni:
rivedere accordo con la Svizzera

Riportiamo la lettera-appello di Giulia Maria Crespi, presidente del Fai (Fondo Ambiente Italiano) inviata al governatore lombardo Maroni chiedendogli di attivarsi in tutte le sedi, pubblicata oggi, 6 febbraio, nelle pagine del Corriere della Sera.
Ricordiamo, come già segnalato da questo sito, che il Ticino è il fiume più ricco di biodiversità in Italia: con questa siccità sono a rischio l’habitat, ma anche l’agricoltura (oltre 7 mila agricoltori della bassa Lombardia) e il sistema delle acque di Milano, incluso quindi il Parco Agricolo Sud Milano. L’appello della Crespi fa seguito alla denuncia del vicepresidente del Parco del Ticino Luigi Duse “la scelta di tenere la quota di acqua più bassa del dovuto per favorire le spiagge sul lago Maggiore ha conseguenze pericolose” perché non arriverà l’acqua sufficiente per irrigare i campi e per riaprire i navigli di Milano”. Questo Parco, patrimonio dell’Unesco, è sotto attacco anche per la terribile strisciata d’asfalto della superstrada Vigevano-Malpensa.

La portata d’acqua del Ticino tenuta artificialmente bassa per un accordo con la Svizzera “Egregio Presidente Maroni, sarà certamente a conoscenza della grave situazione idrica che il nostro fiume Azzurro, il Ticino, sta attraversando soprattutto per le conseguenze di un accordo che risale al 1940 tra Italia e Svizzera, riguardante il livello massimo del Lago Maggiore e la conseguente possibilità di accumulo preventivo di acqua da fare arrivare al fiume Ticino a garanzia della conservazione dell’ambiente e delle attività produttive di valle (agricoltura ed energia). Sicuramente non le saranno sfuggite le drammatiche immagini del Parco del Ticino che, nel suo complesso, ha ottenuto nel 2002 e confermato nel 2014 il riconoscimento di Riserva della Biosfera nell’ambito del Programma Man and Biosphere (MAB) dell’Unesco.
Tutte immagini trasmesse dai media televisivi in questi giorni. Riprese che hanno evidenziato l’attuale stato deplorevole del letto del fiume totalmente in secca a causa della mancanza di acqua nel Lago Maggiore. L’accordo internazionale, infatti, prevede che il livello del Lago Maggiore sia regolato sopra lo zero idrometrico fino a +1,00 metri nel periodo più critico primavera/estate. Il livello poi è stato aumentato dal Governo italiano a +1,25m, ma siamo ancora lontani dagli 1,50m sperimentati con successo in passato, anche durante periodi di siccità, e ritenuti il minimo vitale per garantire l’acqua necessaria per la vita del nostro Fiume. Tale quantità minima vitale, oltre a garantire la vita biologica del Parco più ammirato d’Europa e dell’intero bacino idrografico del Ticino, è di fondamentale importanza per oltre 6000 aziende agricole, che potrebbero subire danni inenarrabili la prossima estate soprattutto se continuasse questa straordinaria stagione siccitosa che stiamo subendo oggi.
Come pure danni gravissimi per le centrali idroelettriche, per la balneabilità turistica, per l’alimentazione delle falde idriche di molti nostri centri abitati, oltre al mantenimento di un equilibrio idrogeologico per importanti centri rivieraschi. Tra questi, per prima, la città di Pavia antica e preziosa. Si tratta certamente di una complessa problematica internazionale, dove purtroppo prevalgono miopi ed egoistici interessi politici da parte di alcuni ambienti italiani e della Svizzera, che però condizionano pesantemente un territorio ed un ambiente lombardo così vasto e delicato. Ai ministeri nazionali competenti spetta la gestione di questa situazione, ma ritengo che Regione Lombardia non possa passivamente subire una tale situazione, bensì può e deve giocare un ruolo decisivo nella soluzione di questa grave e importante vicenda. E’ di fondamentale importanza ristabilire un equilibrio idrico che riporti il livello dell’acqua del Lago Maggiore ad almeno 1,50m sopra lo zero idrometrico per tutto l’anno e si definisca in questo senso un accordo con la Svizzera, includendo anche la gestione dei bacini idrici artificiali in territorio italiano ed elvetico, come parte integrante del bacino idrografico del Ticino, dalle Alpi al Po.
Purtroppo la particolare situazione di siccità di questi giorni oltre a essere stata annunciata dagli eventi degli scorsi anni non è destinata a rimanere un episodio sporadico, occorrono quindi decisioni durature e strutturali, ma anche immediate, per salvare il nostro Parco Ticino, la nostra agricoltura Padana e le nostre popolazioni. Per questo, gentile Presidente, mi faccio portavoce di numerosi cittadini consapevoli e soprattutto degli agricoltori lombardi, nella speranza che Lei voglia raccogliere questo appello affinché Regione Lombardia si attivi in tutte le sedi ed in tutti i modi per trovare una soluzione al più presto. Possiamo dunque noi lombardi contare sul Suo aiuto? Con questa fiducia Le mando i miei saluti di amicizia e di accorata speranza.

Il Ticino in secca (non per colpa sua)
Appello del Fai a Maroni: rivedere l’accordo con la Svizzera

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