Le autostrade non danno più i numeri
la trasparenza non piace
alle associate Teem e Brebemi?

Da ben 13 anni Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), puntualmente, ogni mese, pubblica i dati relativi alla”circolazione e sicurezza lungo le autostrade ed i trafori italiani a pedaggio. Ma da settembre non succede più! Come mai? Eppure, conoscere l’andamento del traffico su autostrade come la Teem e la Brebemi potrebbe esse indicativo per la Regione Lombardia, che in questi giorni sta considerando l’inserimento della malefica Toem nella “mappa delle previsioni” delle nuove autostrade che solcheranno la nostra regione. Non ce ne vogliano i benpensanti, ma non è certo impensabile che Aiscat possa fare “un favorino” a Maroni e alla lobby autostradale lombarda…

Le autostrade non danno più i numeri
la trasparenza non piace
alle associate Teem e Brebemi?

Da ben 13 anni Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), puntualmente, ogni mese, pubblica i dati relativi alla”circolazione e sicurezza lungo le autostrade ed i trafori italiani a pedaggio. Ma da settembre non succede più! Come mai? Eppure, conoscere l’andamento del traffico su autostrade come la Teem e la Brebemi potrebbe esse indicativo per la Regione Lombardia, che in questi giorni sta considerando l’inserimento della malefica Toem nella “mappa delle previsioni” delle nuove autostrade che solcheranno la nostra regione.

Ricorderete la guerra dei numeri tra la società autostradale Tangenziale esterna e Città Metropolitana di Milano che, nel giugno del 2015 e proprio in base alle cifre pubblicate da Aiscat, si scontrarono a colpi di comunicati stampa e smentite: “I risultati, rapportati alle speranze e alle aspettative degli scorsi anni -dichiarava Città Metropolitana- appaiono decisamente inferiori alle attese. Sembra giunto il momento di avviare una riflessione approfondita, assieme agli altri Enti preposti alla pianificazione territoriale e infrastrutturale, sulla effettiva capacità delle cosiddette ‘grandi opere’ di apportare miglioramenti alla mobilità nel caso in cui esse vengano sottoposte a elevata tariffazione. La riflessione è ancor più necessaria e attuale considerando che il Piano Regionale dei Trasporti, in via di formazione, reintroduce l’ipotesi della ‘tangenziale ovest esterna’ di Milano”. Ovvie smentite da parte di Teem, che imputava a Città Metropolitana di aver travisato la lettura dei dati Aiscat (16.600/die). Analogo il comportamento di Brebemi, anch’essa con manie di grandezza, ma con cifre irrisorie rispetto ai prospettati 70mila veicoli al giorno dalla società privata, che continua ad ottenere finanziamenti pubblici.
Tornando alla mancata pubblicazione dei dati Aiscat, un dato che non può lasciare indifferenti è che è presieduta da Fabrizio Palenzona, anche vice presidente di Unicredit e con tanti altri incarichi in varie società pubbliche e private. Palenzona ha più volte subito il disagio di inchieste da parte della magistratura. È un uomo di potere, tanto che Giorgio Meletti, giornalista economico del Fatto Quotidiano dichiara che “è uno degli uomini più potenti d’Italia. Per farlo fuori dal vertice di Unicredit ci vuole qualcuno che sia più potente di lui, ma in questo momento a Unicredit qualcuno più potente di lui non c’è”.     
Non ce ne vogliano i benpensanti, ma con un uomo simile personaggio al comando non è certo impensabile che Aiscat possa fare “un favorino” a Maroni e alla lobby autostradale lombarda, celando dati che, in questi mesi di discussione in Regione, potrebbero rinvigorire l’ampio fronte del no alla tangenziale ovest esterna milanese.

 

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