Cernusco sul Naviglio

 

Comune dell’area nord-est milanese, conta 33.844 abitanti (dato aggiornato a settembre 2016) distribuiti tra il nucleo urbano principale e la frazione Ronco. La superficie territoriale si aggira intorno a 13,33 kmq, di cui 0,70 kmq sono parte del Parco Agricolo Sud Milano. Originariamente noto col nome di Cernusco Asinaro (da Caio Asinio, funzionario di epoca cesariana, il cui sepolcro venne scoperto proprio sul territorio comunale, in località Cascina Lupa), il paese è caratterizzato dall’attraversamento del Naviglio Martesana.
L’amministrazione comunale è retta da una giunta, che ha nel PD la forza politica di maggioranza e in Ermanno Zacchetti il sindaco (in carica dal giugno 2017).

 

Da vedere
Villa Alari
Nota anche come Villa Visconti di Saliceto o Villa Alari-Visconti, è una villa di delizia in stile Rococò, edificata nel XVIII secolo. Il grandioso complesso occupava una vastissima area, su cui si dispiegavano i giardini, i viali prospettici, il cortile d’onore, i cortili di servizio, le ali laterali ad uso agricolo e la cappella. La facciata principale prospetta sul cortile d’onore, a sua volta prospiciente la strada verso Milano con un’esedra. Su questa facciata, a due piani -priva di aggetti (elementi sporgenti), il cui movimento è definito da lunghe paraste (strutturale verticale, solitamente a mo di pilastro, inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente) non equidistanti- al centro si apre un portico a cinque fornici (archi), anch’essi di larghezza variabile, sorretto da colonne e archi a tutto sesto, chiuso oggi da una vetrata. All’interno sono presenti affreschi di soggetto mitologico-celebrativo opera di vari autori, quali: Giovanni Angelo Borroni, Giovanni Antonio Cucchi, Francesco Fabbrica, Pietro Maggi, Salvatore Bianchi, Francesco Bianchi, Francesco Londonio, Enrico Albrici. La costruzione della villa fu commissionata all’architetto Giovanni Ruggeri da Giacinto Alari, titolare di diversi feudi nel ducato e Commissario generale delle Munizioni dello Stato di Milano, nonché conte di Tribiano (titolo attribuitogli nel 1732). Grazie alla fortuna della famiglia Alari, la villa si distinse ben presto per essere una tra le più ricche e maestose del milanese, al punto che fu richiesta in affitto per quattro anni, dal 1771 al 1775, dall’Arciduca Ferdinando d’Asburgo, figlio dell’imperatrice Maria Teresa e governatore della Lombardia austriaca, che la utilizzò come residenza estiva con la consorte Maria Beatrice d’Este, fino alla costruzione della Villa reale di Monza, dove la corte si spostò successivamente. Nel 1831, dopo la morte di Saulo, ultimo erede degli Alari, la villa passò al conte Ercole Visconti di Saliceto, marito della sorella di Saulo (la contessa Marianna San Martino della Motta) e appartenente ad un ramo collaterale dei ben più noti Visconti di Milano. Nel 1944 la contessa Valentina Visconti di Saliceto, ultima discendente della famiglia, lasciò la villa all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, che in un primo momento la adibì a ospedale psichiatrico e poi a casa di riposo. Nel 2007 la villa è divenuta, infine, proprietà comunale.

Santuario di Santa Maria Addolorata
I primi documenti riguardanti la Chiesa risalgono al 1119, ma recenti ritrovamenti permettono di far risalire la costruzione almeno al IX secolo. A partire dal 1642 fu radicalmente trasformata, passando, da una pianta a due navate asimmetriche, a una navata unica. L’affresco della Madonna Addolorata, nella cappellina esterna, fu solo restaurato e non portato all’interno, così come aveva indicato il cardinale Federico Borromeo nel 1602. Nel 1837 la parete ad est fu abbattuta per permettere l’apertura del nuovo presbiterio. Qui fu posto il nuovo altare, separato dalla navata attraverso una balaustra in marmo rosso variegato, con specchiature rettangolari in marmo nero di Ravenna. Sull’altare furono anche collocate una statua in terracotta rappresentante Gesù morto (XVII secolo) ed una della Vergine (XVIII secolo), in legno intagliato e dipinto, fedele alla tradizionale iconografia dell’Addolorata, in veste rossa e manto azzurro, entrambi a fiorami dorati, e il petto trafitto da sette spade. Una nube con teste di cherubini, in legno argentato, fa invece da basamento al simulacro. Nella chiesa si trova anche un Crocifisso ligneo del XVII secolo. Nel 1934 la facciata venne impreziosita da una vetrata, databile intorno al 1562, raffigurante la Pietà e con ogni probabilità attribuibile alle scuole vetrarie bavaresi. Nel 1998 è stato realizzato il nuovo portale in bronzo, nelle cui formelle è raffigurato il tema di Maria Madre della Chiesa. Recentemente è stato inaugurato un nuovo altare.

Parco Blu degli Aironi
Inaugurato nella primavera del 2003 è l’ultimo dei grandi parchi cernuschesi. L’area è stata fino a qualche anno fa zona di escavazione di giacimenti di sabbia. Nel 1996 a seguito di una accordo con la società concessionaria, l’Amministrazione comunale ha chiesto è ottenuto la cessione gratuita dell’area e la riqualificazione della stessa con ingenti opere di piantumazione e bonifica. Il Parco Blu degli Aironi è sicuramente diverso da tutti gli altri: sorge su un terreno pianeggiante ricoperto da una fitta e variegata vegetazione. Percorrendo in discesa i sentieri che lo attraversano, si arriva alle sponde di un laghetto attrezzato per la pesca sportiva. All’interno del parco, nei periodi propizi, è segnalata la presenza di diverse coppie di aironi, di gruppi di anatre selvatiche, fagiani e di alcune volpi che hanno deciso di eleggere questa oasi di verde a propria dimora.

Parco Verde delle Allodole
Situato a nord-ovest della città, quasi al confine col comune di Brugherio, è caratterizzato dalla presenza di una grande area di verde piantumato e del fontanile Lodi. Il fontanile, fenomeno tipico della pianura padana, è costituito da una risorgiva da cui sgorgava acqua sospinta dalla pressione della falda che si trova pochi metri sotto il terreno. Tali risorgive venivano sfruttate per allagare le risaie nella Bassa o per irrigare i fondi agricoli, previa la loro canalizzazione. Il fontanile Lodi, l’unico presente sul territorio di Cernusco, è già indicato sulla mappa catastale del 1721. L’umidità del microclima ha favorito lo sviluppo di un bosco e la creazione di un’area di verde pubblico attrezzato, con un percorso ciclopedonale che collega tutte le aree verdi a nord della città arrivando fino al Parco Increa di Brugherio.

Parco Azzurro dei Germani
Il Parco Azzurro dei Germani si estende da est a ovest del paese, sviluppandosi per tre chilometri lungo le sponde del Naviglio Martesana: rappresenta un confine naturale con Cassina dé Pecchi, da una parte, e con Vimodrone dall’altra. Tra il 1994 e il 1998 è stata realizzata la parte a ovest del ponte di viale Assunta, trasformando alcune aree lasciate all’incuria in parco attrezzato per gli amanti dello sport all’aria aperta. Nel tratto tra i due ponti che caratterizzano il parco, sorge inoltre la Baita degli Alpini e una grande area giochi attrezzata. Spostandoci verso Vimodrone, invece, incontriamo l’Area Donatello-Picasso (collegata mediante un ponte ciclopedonale), dove sorgono un campo da basket e la sede dell’Associazione Canoa Fluviale, e il nuovo Osservatorio Astronomico. A est di viale Assunta, fino al confine con Cassina dé Pecchi, si sviluppa, invece, il nuovo tratto del Parco Azzurro dei Germani (parco didattico Fatebenefratelli), collegato al centro storico della città tramite gli accessi ciclopedonali di via Cavour (zona biblioteca e zona cimitero). Attraverso un ponte levatoio poi, si può raggiungere la stazione della metropolitana di Villa Fiorita, la Strada Padana Superiore, il quartiere Alari e la zona industriale.
All’interno del parco troviamo anche una tribuna con il diorama (raffigurazione con cui, utilizzando una particolare illuminazione, si riesce a dare al pubblico l’illusione di un panorama reale), una rappresentazione, di 43 metri di diametro, delle vie fluviali di Milano e provincia. Qui sorgerà presto anche un centro di documentazione sui Navigli, temporaneamente ospitato dalla Biblioteca Civica.

 

Feste
• L’evento più importante è la Fiera di San Giuseppe, che si svolge da più di novant’anni ormai, con un programma di eventi culturali e spazi d’intrattenimento ad animare il paese per l’intero fine settimana più vicino al 19 marzo, giorno in cui si celebra il santo.
• Intorno alla terza domenica di settembre si tiene la Festa del Santuario. Si tratta dell’appuntamento più importante dal punto di vista religioso, con una serie di celebrazioni che vertono intorno alla figura di Santa Maria Addolorata, cui è intitolato l’antico santuario. Per l’occasione sono previste varie iniziative, quali mostre fotografiche, conferenze e visite guidate, che si articolano per l’intera settimana precedente la domenica della festa.

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